Il San Lorenzo de Almagro, storico club di Buenos Aires, ha dichiarato di aver effettuato in data odierna la proposta di acquisto ufficiale per i terreni in cui sorgeva il suo storico stadio nel quartiere di Boedo, dove oggi sorge un supermercato Carrefour. El Viejo Gasómetro sorgeva ad Avenida La Plata, nel cuore del barrio da cui proviene la squadra azulgrana, e ha rappresentato per decenni l’anima popolare del club. Durante la dittatura militare in Argentina, il club fu costretto a vendere i terreni a due aziende fantasma collegate al regime, che poi lo rivendettero ad un prezzo otto volte maggiore alla famosa multinazionale di supermercati. Nel 2010, la Subcomisión del Hincha ottenne presso il Governo di Buenos Aires che i terreni dell’antico stadio venissero espropriati in cambio di un indennizzo, mediante la Ley de Restitución Histórica. Dopo cinque anni, e un’imponente colletta che abbiamo descritto in questo articolo, il San Lorenzo è finalmente in grado di poter presentare un’offerta ufficiale. Segue il testo del comunicato del club.

"Il cammino per il ritorno a Boedo non si ferma. […] Il San Lorenzo de Almagro continua le trattative per l’acquisto dello storico terrendo di Avenida La Plata.
I team di tecnici di entrambe le parti sono d’accordo alla realizzazione del progetto, va dunque definita solo la parte economica per far sì che l’accordo si chiuda definitivamente.
Per questi motivi, la Carrefour si è impegnata a valutare l’offerta e a rispondere entro il 18 dicembre. Questo percorso, che ormai è divenuto legge approvata all’unanimità dal consiglio della Città di Buenos Aires, ha stimolato un enorme impegno di soci e simpatizzanti, che ogni giorno continuano ad apportare il loro contributo presso il Banco Ciudad per far sì che il club torni a Boedo."
Pubblicato in Romalandia
Traduzione da wanderersfutbol.com

Intervistiamo Fausto Zanetton, che ha fondato nel Regno Unito la prima piattaforma di crowdfunding dedicata alle squadre di calcio. Grazie a Tifosy, i club possono finanziare progetti di ogni tipo grazie al contributo dei propri sostenitori. Dopo aver inaugurato la campagna per la creazione del Museo del Parma, il progetto si mette a disposizione di tifosi e club di tutta l’Europa.

In cosa consiste il progetto di Tifosy?
Tifosy è una piattaforma online che connette i club di calcio con i propri tifosi e simpatizzanti, grazie alla quale i sostenitori possono contribuire economicamente a progetti specifici avviati dal club. Spesso si tratta di progetti di azionariato popolare, ma includiamo anche progetti di crowdfunding puro, ovvero mediante i quali il tifoso non acquisisce una quota del club ma può comunque finanziarlo.
Per fare qualche esempio, nel Regno Unito abbiamo avviato un progetto con il Portsmouth, che è un club al 100% dei tifosi. Grazie alla campagna pubblicata sulla nostra piattaforma hanno finanziato un centro sportivo per le giovanili, raccogliendo più di 250.000 sterline. Adesso abbiamo avviato il primo progetto internazionale con cui finanzieremo il Museo Crociato del Parma, e grazie a tale progetto i sostenitori potranno anche avere la possibilità di comprare una quota del club. 

Come nasce l’idea di Tifosy? 
Io sono nato all’estero e ho lavorato nel settore della finanza. Ho sempre visto le difficoltà che club di calcio che hanno per finanziarsi. Infatti non tutti i club hanno un proprietario miliardario e non riescono facilmente a raccogliere fondi. Per cui mi sono chiesto: perché non applicare il crowdfunding al calcio, mediante una piattaforma specializzata? Così circa un anno fa ho fondato Tifosy. Abbiamo una campagna pilota in Italia con il Parma e ora inizieremo molti più progetti sia nel Regno Unito che all’estero. Paesi come Spagna e Italia che sono adatti alla diffusione della nostra piattaforma, perché hanno una storia calcistica ricchissima, ma soprattutto perché c’è tanta passione e i tifosi si prestano bene a progetti partecipativi.

Ho visto che finanziate anche un progetto culturale, ovvero la produzione di un film su George Best.
Il nostro focus è sui club di calcio, ma ogni tanto facciamo un’eccezione, come il film su Best. E’ una prova per vedere se i tifosi sono disposti a dare il contributo a progetti interessanti ma che non riguardano alcun club, pur restando nell’ambito calcistico. 

In cosa consiste il progetto di finanziamento del Parma Calcio 1913?
Il Parma è un club storico. Dopo le Inter, Milan e Juventus è la squadra italiana che ha vinto di più all’estero. Ha accumulato tifosi in tutto il mondo, per cui dopo che è fallito c’è stata una reazione a livello globale: la gente non voleva vedere questo club sparire. Nel processo di rifondazione del club ci sono stati alcuni imprenditori che hanno dato un contributo, poi si è deciso di far partecipare i tifosi a livello economico e decisionale. Hanno quindi invitato i tifosi gialloblu di tutto il mondo ad acquisire quote. Tutto ciò si sposa perfettamente con la nostra piattaforma, perché aiutiamo i tifosi che non hanno 500 euro per pagare una quota del Parma a contribuire a un progetto e a sentirsi lo stesso partecipi. Noi finanzieremo il Museo Crociato presso lo Stadio Tardini, dove verrà custodita per sempre la storia del Parma. 

Cosa deve fare una società di calcio che vuole inaugurare una campagna di finanziamento?
Il club deve contattarci e descriverci il progetto, poi noi controlliamo che sia serio e credibile: dobbiamo avere fiducia nel management del club. Verifichiamo anche che i tifosi vogliano realmente vedere questa cosa realizzata. Poi lavoriamo con club e tifosi per mettere su un progetto che funzioni. Non siamo come la maggior parte dei siti di crowdfunding, in cui chiunque può aprire una campagna di finanziamento in poco tempo, per qualsiasi scopo e in maniera quasi automatica. Molti club non hanno la struttura interna per portare avanti queste campagne in maniera ottimale, quindi noi le gestiamo dall’inizio alla fine, anche per una questione di credibilità. Non vogliamo che un club faccia un progetto di finanziamento e poi i materiali grafici siano scadenti, il video non sia ben girato, la social network strategy non funzioni, eccetera. Non va bene per loro e nemmeno per noi, perciò preferiamo fare meno progetti ma farli bene.

Ci dai qualche dettaglio tecnico in più sulle campagne di crowdfunding?
La nostra piattaforma permette di mantenere i soldi anche se non si raggiunge l’obiettivo economico prefissato. Non vogliamo che un club dopo aver investito tempo e fatica nel progetto perda tutti i soldi. 
Noi come Tifosy tratteniamo una percentuale che accordiamo prima col club ed è in linea con quelle di tutte le più famose piattaforme di crowdfunding. Non c’è uno schema fisso valido per tutti i club: ogni accordo è frutto di un dialogo tra noi e la società, perché ogni realtà ha le sue risorse e le sue peculiarità. Ad esempio ci sono club che hanno una struttura interna molto sviluppata, altri che hanno bisogno di essere seguiti di più.

Concludiamo con una domanda più generale: come vedi il futuro del calcio europeo? 
Da come si stanno sviluppando le questioni dei diritti tv, in futuro penso che ci saranno circa 30 club che saranno molto importanti a livello internazionale e soprattutto ben capitalizzati. Circa 20 nel Regno Unito e 2-3 per gli altri principali paesi. Tutto il resto dei club saranno più o meno delle realtà locali, molto più difficili da finanziare, per i quali il supporto dei tifosi sarà sempre più fondamentale. Servirà dunque sempre più la diffusione di un legame onesto fra club e tifosi, che possono essere coinvolti con l’azionariato o con progetti di finanziamento popolare. Giovanili, stadi, infrastrutture sono progetti ideali per il crowdfunding, perché il tifoso sente che i propri soldi non vengono buttati via, ma anzi vede l’esito concreto del suo aiuto. 
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