Barbara La Rosa - [www.barbaralarosa.it - link all'articolo ]

"Solo iniziando a trattare il tema della disabilità e dell’accesso al cinema, alla cultura, allo spettacolo, allo sport ecc, ho iniziato a capire realmente cosa volesse dire vivere in una città fatta di barriere.

Nel caso dello sport, parlare di renderlo accessibile alle persone con disabilità non vuol dire solo permettere di farlo praticare a tutti, ad alti livelli (vedi paraolimpiadi), ma significa anche rendere fruibili i luoghi dello sport per gli utenti, con disabilità, che vogliono seguirlo attivamente.

In particolare in questo articolo voglio occuparmi di accessibilità degli stadi, dal momento che in Italia si parla del calcio in tutti i termini tranne che della fruita’ degli stadi.

Proprio questo è il tema centrale del progetto STADI ACCESSIBILI promosso dal Dipartimento politiche sociali di Myroma, il Supporters Trust dell’A.S. Roma Calcio.

Il Dipartimento si occupa infatti di promuovere e tutelare i diritti dei tifosi disabili e delle famiglie, attraverso attività di sensibilizzazione, organizzate ad hoc, in collaborazione con A.S. Roma.

Myroma, realta’ che ho iniziato a conoscere anche grazie alla particolare attenzione nei confronti dei temi sociali, è entrata in contatto con il CAFE (Center for Access to Football in Europe) il quale, con il patrocinio dell’UEFA, si occupa di garantire l’accessibilità degli stadi di calcio europei.

Il CAFE e l’UEFA hanno prodotto la “Guida per le buone pratiche per uno stadio accessibile ed una partita piacevole”, contenente le linee guida in materia di accessibilità, recepita da Myroma e diffusa dalla stessa attraverso il proprio sito internet  e dalla stessa Myroma sottoposto all’attenzione dell’A.S. Roma.
Myroma ha creato, pertanto, una sorta di appuntamento settimanale nel quale vengono sintetizzati gli aspetti principali che il Club deve sempre tenere in considerazione, alla luce del fatto che presto inizierà la costruzione del nuovo stadio a Roma.
Ecco alcune delle tante attività nate per sensibilizzare gli utenti ed abbattere le barriere architettoniche negli stadi:

Audiodescrizione per i Non Vedenti

Per quanto riguarda in particolare i non vedenti, sempre seguendo le linee guida CAFE – UEFA, Supporters Trust ha chiesto all’A.S. Roma di implementare un servizio di audiodescrizione delle partite giocate in casa all’interno dello Stadio olimpico: ad oggi, i tifosi non vedenti che si vogliono recare allo stadio, per assistere alla partita, possono richiedere un apposito device con il quale seguire la partita, ascoltandone contemporaneamente l’audiodescrizione.

Stadio Bus per i disabili motori

Lo Stadio Bus 2012, per accompagnare le persone disabili allo stadio, è un progetto che si e’ realizzato in occasione del 138° derby di campionato tra A.S. Roma e S.S. Lazio, promosso dall’associazione dell’azionariato popolare giallorosso MyROMA, in collaborazione con la Fondazione Gabriele Sandri e la Cooperativa Sociale Onlus “Nuovi Orizzonti”, con lo scopo di porre l’attenzione sul tema della disabilità.

All’interno degli impianti sportivi, infatti, devono esserci spazi accessibili per persone con disabilità – e per disabilità non s’intende soltanto quella motoria ma anche uditiva e visiva – in tutti i settori e non solo nelle aree attrezzate, che creano isolamento invece di creare inclusione sociale.

Quest’anno, il derby appena passato ha visto la partecipazione di alcuni Soci disabili di MyROMA che, grazie alla collaborazione tra il Trust e la Società giallorossa, hanno avuto la possibilità di varcare i cancelli di Trigoria per una visita alla squadra nei giorni immediatamente antecedenti la “stracittadina”, per poi recarsi insieme allo Stadio ed assistere alla partita.

E le altre squadre di calcio cosa stanno facendo in materia? Hanno recepito la guida? Chiunque fosse a conoscenza di progetti sull’accessibilità degli stadi, promossi dalle altre squadre, me lo segnali."

Articolo scritto da Barbara La Rosa in collaborazione con Paola Accomando e Giuseppe Cuscusa.

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Giovedì 15 novembre MyROMA è stata protagonista di una giornata storica.
Per la prima volta a Roma un gruppo di tifosi disabili affiliati al CAFE, accompagnati dalla referente polacca Maria Popielawska, ha varcato le soglie dello Stadio Olimpico e visitato lo stadio fin nelle sue "segrete".

E' iniziato tutto con una mail inviata dal CAFE al Dipartimento Politiche Sociali di MyROMA, nella quale si chiedeva la nostra collaborazione per consentire ad un gruppo di ragazzi disabili e relativi accompagnatori di poter visitare lo Stadio Olimpico di Roma per avere una visione sulle sue attuali condizioni di accessibilità.
Abbiamo immediatamente contattato l'A.S.Roma, nella persona di Marco Seghi, che subito si è reso disponibile e si è prodigato affinché l'iniziativa potesse essere realizzata.

E' stata davvero una grande emozione quando il delegato MyROMA Paola Accomando, il Responsabile per i rapporti con i Tifosi dell'A.S.ROMA Marco Seghi ed il responsabile CONI Davide De Simini si sono trovati di fronte la delegazione del CAFE guidata da Maria Popielawska e Marta Ostrowska (delegata dell'associazione polacca "Podroze bez granic").

Il tour guidato è iniziato dalla Tribuna Tevere, dove abbiamo mostrato ai visitatori i posti riservati ai disabili. Il gruppo ha apprezzato molto il divisorio in plexiglas utilizzato per separare la parte superiore dal parterre.
In seguito il gruppo è stato accompagnato verso il tunnel che conduce sul terreno di gioco. Grandissima emozione da parte di tutti nel vedere da vicino uno dei campi più famosi al Mondo!

Sembrava che la visita dovesse volgere al termine, quando il delegato del CONI ha chiesto al leggendario Piero, il padrone degli spogliatoi dell'Olimpico, di aprire le porte della "pancia" dello stadio.
Il gruppo ha potuto visitare gli spogliatoi di Roma e Lazio, passando davanti alla Mixed Zone e all'entrata di centrocampo.

Insieme con A.S.Roma e CONI abbiamo realizzato un'iniziativa molto importante e speriamo sinceramente che in futuro momenti come questi possano diventare di prassi.
Ci teniamo a ringraziare sentitamente l'A.S. Roma per la pronta collaborazione e la generosità mostrata regalando a tutti gli ospiti un kit sciarpa-cappellino di benvenuto.
Ringraziamo altresì il CONI che, nonostante i lavori in corso per l'adeguamento dell'impianto alla gara di rugby di sabato 17, ha dimostrato attenzione e si è prodigato affinché l'evento potesse avere luogo.

 

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La Guida CAFE - UEFA dedica una sezione specifica ed esauriente al tema della segnaletica accessibile e delle modalità inclusive di informazione all'interno dello stadio.
Questo capitolo è dedicato prevalentemente a persone ipovedenti e con problemi di ipoacusia.

Il CAFE propone l'utilizzo di formati di stampa alternativi, ad esempio con caratteri ingranditi, con contrasti di colore accentuati e testi organizzati con modalità logiche facilmente intuibili anche da coloro che utilizzano supporti meccanici per agevolare la lettura.
E' altresì auspicabile l'uso di supporti digitali per fornire le informazioni relative alla partita in programma: alcuni clubs europei forniscono i dati della partita tramite file in formato .DOC o .RTF, così da essere facilmente tradotti dai programmi "screen reader", utilizzati spesso da non vedenti.
Una giusta considerazione meritano i siti web: il sito ufficiale del club dovrebbe prevedere una modalità accessibile agli ipovedenti, con caratteristiche di caratteri e di layout descritti in precedenza.

Audiodescrizioni

L'audiodescrizione per non vedenti è una pratica in uso già da diversi anni in Austria e sperimentata con successo anche negli ultimi Europei di calcio di Ucraina e Polonia.
MyROMA ha proposto il progetto all' A.S.Roma nel corso della scorsa stagione e quest'anno, in occasione di Roma - Atalanta, è finlamente partita la fase "beta" del progetto.

"Si tratta di una narrazione aggiuntiva che descrive tutte le informazioni visive importanti, come il linguaggio del corpo, le espressioni del viso, lo scenario, l’azione, l’abbigliamento, i colori della squadra."

Non è pensabile che l'audio descrizione sia eseguita da giornalisti e commentatori TV, poiché costoro si basano su eventi che possono essere visti al tempo stesso dagli spettatori. Possiamo collocare in posizione favorevole i radiocronisti, più spesso abituati a dover raccontare immagini che altri non vedono. Tuttavia, l'audiodescrizione è una pratica che richiede formazione ed esercizio.

I tifosi non vedenti, una volta entrati all'interno dello stadio, ricevono una piccola radio FM  la quale capta un segnale dedicato attraverso il quale usufruire dell'audiodescrizione.
Al termine della partita la radiolina viene restituita al desk di riferimento predisposto dal club.

Ausili per ipoacusia

L'ipoacusia non riceve sempre la considerazione che merita, invece è più diffusa di quanto immaginiamo.
Il CAFE raccomanda la presenza di personale adeguatamente formato e che conosca la lingua dei segni.
E' importante l'installazione di altoparlanti nelle parti strategiche dello stadio oltre ad un sistema di allarme acustico per i casi di emergenza.
Infine, il CAFE ci suggerisce maxi-schermi che diffondano immagini corredate di sottotitoli.

Vi rimando al link di inizio articolo per gli approfondimenti.

Nella prossima puntata parleremo delle attrezzature accessibili correlate ai servizi igienici e ai servizi di primo soccorso.
Non mancate!
 

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Oggi parliamo di un argomento che a me personalmente sta molto a cuore: l'accessibilità di tutti i settori dello Stadio.
La nuova casa della Roma non potrà prescindere da questo importantissimo aspetto; oggi sappiamo che i posti riservati ai tifosi disabili sono disponibili solo ed esclusivamente in Tribuna Tevere. Questo è il risultato di un vecchio concetto di disabilità, la mentalità della "ghettizzazione" è senz'altro obsoleta e fuori luogo per la modernità imposta dal terzo millennio.

Secondo la Guida CAFE - UEFA è indispensabile che il Club si assicuri di avere un numero adeguato di posti accessibili in tutto lo stadio.
I nuovi stadi devono essere progettati in modo da essere inclusivi fin dall'inizio, offrendo posti a sedere accessibili in numero proporzionale alla totalità dei posti.
Affinché questo sia possibile, è necessario pianificare l'accessibilità con standard comuni in tutti i settori dello stadio, in Tribuna VIP come in Curva. Ancora più importante è la necessità di non prevedere posti con minore visibilità perché "tanto sono predisposti per i non vedenti"; questo tipo di affermazione denota quanta approssimazione vi sia nel trattare argomenti di cui si conosce poco o nulla. Non tutti i non vedenti sono tali al 100%. Anzi, la maggiorparte sono "ipovedenti" ed in quanto tali riescono molte volte a distinguere le ombre oppure i contorni approssimativi di oggetti e persone. Posizionare in prossimità del terreno di gioco i posti dedicati a costoro, è sicuramente un'ottima mossa.

La guida illustra il metodo utilizzato dal team di esperti consultati dall'UEFA per calcolare il numero di posti necessario e la qualità che questi devono possedere.
Iniziamo subito dicendo che uno stadio per il quale sono previsti 40.000 posti o più necessita di 210 + 2 posti accessibili confortevoli ogni 1.000 posti oltre i 40.000. Questo vuol dire che uno stadio da 50.000 posti deve prevedere 310 posti accessibili confortevoli; uno stadio da 70.000 posti deve prevedere 350 posti accessibili confortevoli in tutto l'impianto.
I cosidetti "posti accessibili confortevoli" sono posti progettati "ad hoc": devono essere facilmente raggiungibili, possedere caratteristiche di comodità e versatilità adeguate come ad esempio uno spazio maggiore per gli arti inferiori, un seggiolino più ampio, uno schienale idoneo e dei braccioli.
I "posti accessibili confortevoli" vengono descritti all'interno della guida come unità fondamentale all'interno del nuovo stadio, anche perché possono aiutare a prevedere un numero minore di posti per sedie a rotelle qualora risultino ben progettati.

Gli spazi per le sedie a rotelle devono essere presenti in tutto lo stadio: non è assolutamente accettabile che siano previsti posti per carrozzine solo in un dato settore.
Gli stessi requisiti enunciati sopra per i posti "confortevoli", valgono nella stessa misura per i posti assegnati alle sedie a rotelle.

Abbiamo accennato alla visibilità del campo: argomento fondamentale e caratteristica indispensabile che i posti a sedere devono avere. La completa visibilità del terreno di gioco deve essere garantita a tutti, disabili e non. In questo contesto parliamo degli standard inclusivi per la visione della partita. La visibilità deve essere garantita anche qualora vi siano persone in piedi poste davanti alle sedie a rotelle. Immaginiamo il momento del gol, istante topico, il momento più bello della partita. Il tifoso diversamente abile è costretto a rimanere seduto, mentre tutti si alzano ad esultare; ecco come si perde un momento unico per colpa di standard inclusivi non rispettati.
Secondo la guida, "nessuna parte del campo o terreno di gioco deve essere più lontana di 190 m da qualsiasi posto a sedere o settore, e la linea di visione non deve essere ostacolata da barriere,balaustre, corrimano, supporti per coperture, pilastri o colonne."
 

L'immagine mostra la formula matematica usata per calcolare la cosiddetta "linea di visione", dove C è la linea di visione, D è la distanza orizzontale dall'occhio al punto focale, N è l'altezza della persona che si alza in piedi, R è l'altezza verticale fino al punto focale e T è la profondità della fila dei posti a sedere.

 

L'immagine qui a fianco può sicuramente aiutare a capire meglio l'applicazione delle formula matematica precedente.

Per ora ci fermiamo qui. La prossima settimana parleremo della segnaletica accessibile e degli ausili per tifosi non vedenti e non udenti.

Chi volesse documentarsi sull'argomento può scaricare la guida del CAFE e leggere gli articoli precedenti su questo tema

 


 

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Il calcio è uno sport per tutti. Non importa se sei bianco o nero, se parli italiano o cinese, se sei credente o ateo. Il calcio ed il tifo sono parte integrante della cultura e della società contemporanea; assistere ad una partita di calcio è un diritto che tutti debbono avere, ma ad oggi (incredibile ma vero!) non è così.


Milioni di tifosi residenti in Unione Europea sono diversamente abili e per molti di loro vivere l'atmosfera magica dello stadio non è così scontato.
Sono ancora troppe le barriere architettoniche, mentali e culturali che impediscono ad un tifoso con disabilità di assistere dal vivo ad una partita di calcio.
Ecco dunque l'impegno dell'UEFA e del CAFE (Centre for Access to Football in Europe) che a settembre 2011 hanno pubblicato la "Guida per le buone pratiche per uno stadio accessibile ed una partita piacevole".

Questa guida fu presentata in occasione della conferenza di Londra alla quale io stessa presi parte come rappresentate di MyROMA. Ne abbiamo parlato già un anno fa ma oggi ve la voglio riproporre, nel momento in cui tutti parlano di stadio di proprietà, ipotizzano siti di costruzione più o meno verosimili senza però preoccuparsi minimamente di quali caratteristiche e funzionalità dovrebbe avere la nuova casa della Roma.

L'obiettivo della Guida è quello di fornire le solide basi per condividere in tutta Europa le buone pratiche per la costruzione di stadi accessibili ed inclusivi, in grado di soddisfare le esigenze di tutti i tifosi.
Quando si costruisce una nuova infrastruttura, come uno stadio di calcio, bisogna sempre tenere a mente quello che viene chiamato "il modello sociale della disabilità". Di cosa stiamo parlando? Della classificazione ICF che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nel 2001. Si apprende che la disabilità è causata dalla presenza di barriere fisiche, sensoriali, intellettuali, psicologiche ed attitudinali, anziché dal mero deficit.
E' dunque fondamentale, secondo l'OMS, considerare la persona e non la disabilità in quanto tale. Una persona su una sedia a rotelle è disabile nel momento in cui incontra una rampa di scale, non quando ha a disposizione una strada pianeggiante.
 

Nella Guida CAFE-UEFA vengono prese in considerazione non solo le disabilità di tipo motorio, ma anche quelle legate ai deficit della vista e dell'udito, oltre a quelle legate a deficit dell'apprendimento, della relazione sociale e dei disturbi psichici.
Ogni club dovrebbe valutare attentamente l'accessibilità del proprio stadio, studiando e progettando infrastrutture inclusive per tutte le disabilità citate.
Accessibilità per tifosi con deficit motori, audio descrizioni per tifosi non vedenti ed informazioni accessibili tramite cartellonistica ed altoparlanti per tifosi affetti da ipoacusia.
 

MyROMA ha già sottoposto il documento all'attenzione dell'A.S.Roma, ponendo l'accento sull'importanza di attenersi alle linee guida ivi contenute nella costruzione del nuovo stadio.

Guida "Good Practice Guide"

La guida è consultabile interamente a questo LINK, ma noi vogliamo comunque fornire un servizio chiaro, semplice e di facile fruibilità per i tifosi giallorossi: nei prossimi giorni inizieremo un percorso all’interno della “Good Practice Guide”, un viaggio che ci porterà alla scoperta di tutti gli aspetti dell’accessibilità e dell’inclusività dello stadio.

 

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