In seguito ad alcune segnalazioni concernenti il malfunzionamento del servizio di audio descrizione per non vedenti allo Stadio Olimpico, il Dipartimento Politiche Sociali di MyROMA ha scritto una lettera all'A.S. Roma e per conoscenza all'Unione Italiana Ciechi.
Riportiamo di seguito il testo della missiva a scopo informativo, per tutti i Soci e non Soci.
 
Roma, 10 ottobre 2013
AS ROMA SpA Centro Sportivo Fulvio Bernardini
Piazzale Dino Viola 1 00128 Roma
Alla C.A. Dott. Mauro Baldissoni Direttore Generale A.S.Roma SpA
Dott. Italo Zanzi Amministratore Delegato A.S.Roma SpA
Dott. Marco Seghi SLO – A.S.Roma SpA
E p.c.
Unione Italiana Ciechi Via Borgognona , 38 – 00187 Roma

OGGETTO: Audiodescrizione per non vedenti allo Stadio Olimpico
Vi sottopongo la presente dopo aver ricevuto la segnalazione di un tifoso non vedente circa il malfunzionamento del servizio in oggetto; dal principio del Campionato di Serie A 2013/2014 non è più possibile usufruire della suddetta cronaca. Sono stati riscontrati numerosi problemi di natura tecnica soprattutto relativi alla scarsa qualità del segnale.
In qualità di Responsabile del Dipartimento Politiche Sociali di MyROMA è mio compito seguire passo dopo passo lo sviluppo del progetto sulle audio descrizioni, ricevendo in prima istanza le sensazioni dei tifosi non vedenti che usufruiscono del servizio.
Oltre ai citati problemi di natura tecnica, mi preme informarVi che l’attuale servizio messo a disposizione non è altro che una radiocronaca. Ben eseguita da professionisti del settore, ma una mera radiocronaca.
Non ha nulla a che vedere con le audio descrizioni per non vedenti illustrate all’interno della “Good Practice Guide” stilata dal Center for Access to Football in Europe di concerto con UEFA. Il servizio per non vedenti deve essere creato all’uopo, prevedere dettagli tecnici, formali e pratici che solo personale formato appositamente può fornire ai tifosi. MyROMA è da sempre convinta che per fornire servizi efficienti sia indispensabile il lavoro di squadra e quando questo viene meno gli effetti si palesano immediatamente sulla qualità dei servizi; l’’attuale situazione deriva proprio da questa mancanza.
Certi di un Vostro interessamento e tempestivo riscontro, cogliamo l’occasione per porgerVi i nostri più cordiali saluti
D.ssa Paola Accomando
Consigliere MyROMA Responsabile Dipartimento Politiche Sociali
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Barbara La Rosa - [www.barbaralarosa.it - link all'articolo ]

"Solo iniziando a trattare il tema della disabilità e dell’accesso al cinema, alla cultura, allo spettacolo, allo sport ecc, ho iniziato a capire realmente cosa volesse dire vivere in una città fatta di barriere.

Nel caso dello sport, parlare di renderlo accessibile alle persone con disabilità non vuol dire solo permettere di farlo praticare a tutti, ad alti livelli (vedi paraolimpiadi), ma significa anche rendere fruibili i luoghi dello sport per gli utenti, con disabilità, che vogliono seguirlo attivamente.

In particolare in questo articolo voglio occuparmi di accessibilità degli stadi, dal momento che in Italia si parla del calcio in tutti i termini tranne che della fruita’ degli stadi.

Proprio questo è il tema centrale del progetto STADI ACCESSIBILI promosso dal Dipartimento politiche sociali di Myroma, il Supporters Trust dell’A.S. Roma Calcio.

Il Dipartimento si occupa infatti di promuovere e tutelare i diritti dei tifosi disabili e delle famiglie, attraverso attività di sensibilizzazione, organizzate ad hoc, in collaborazione con A.S. Roma.

Myroma, realta’ che ho iniziato a conoscere anche grazie alla particolare attenzione nei confronti dei temi sociali, è entrata in contatto con il CAFE (Center for Access to Football in Europe) il quale, con il patrocinio dell’UEFA, si occupa di garantire l’accessibilità degli stadi di calcio europei.

Il CAFE e l’UEFA hanno prodotto la “Guida per le buone pratiche per uno stadio accessibile ed una partita piacevole”, contenente le linee guida in materia di accessibilità, recepita da Myroma e diffusa dalla stessa attraverso il proprio sito internet  e dalla stessa Myroma sottoposto all’attenzione dell’A.S. Roma.
Myroma ha creato, pertanto, una sorta di appuntamento settimanale nel quale vengono sintetizzati gli aspetti principali che il Club deve sempre tenere in considerazione, alla luce del fatto che presto inizierà la costruzione del nuovo stadio a Roma.
Ecco alcune delle tante attività nate per sensibilizzare gli utenti ed abbattere le barriere architettoniche negli stadi:

Audiodescrizione per i Non Vedenti

Per quanto riguarda in particolare i non vedenti, sempre seguendo le linee guida CAFE – UEFA, Supporters Trust ha chiesto all’A.S. Roma di implementare un servizio di audiodescrizione delle partite giocate in casa all’interno dello Stadio olimpico: ad oggi, i tifosi non vedenti che si vogliono recare allo stadio, per assistere alla partita, possono richiedere un apposito device con il quale seguire la partita, ascoltandone contemporaneamente l’audiodescrizione.

Stadio Bus per i disabili motori

Lo Stadio Bus 2012, per accompagnare le persone disabili allo stadio, è un progetto che si e’ realizzato in occasione del 138° derby di campionato tra A.S. Roma e S.S. Lazio, promosso dall’associazione dell’azionariato popolare giallorosso MyROMA, in collaborazione con la Fondazione Gabriele Sandri e la Cooperativa Sociale Onlus “Nuovi Orizzonti”, con lo scopo di porre l’attenzione sul tema della disabilità.

All’interno degli impianti sportivi, infatti, devono esserci spazi accessibili per persone con disabilità – e per disabilità non s’intende soltanto quella motoria ma anche uditiva e visiva – in tutti i settori e non solo nelle aree attrezzate, che creano isolamento invece di creare inclusione sociale.

Quest’anno, il derby appena passato ha visto la partecipazione di alcuni Soci disabili di MyROMA che, grazie alla collaborazione tra il Trust e la Società giallorossa, hanno avuto la possibilità di varcare i cancelli di Trigoria per una visita alla squadra nei giorni immediatamente antecedenti la “stracittadina”, per poi recarsi insieme allo Stadio ed assistere alla partita.

E le altre squadre di calcio cosa stanno facendo in materia? Hanno recepito la guida? Chiunque fosse a conoscenza di progetti sull’accessibilità degli stadi, promossi dalle altre squadre, me lo segnali."

Articolo scritto da Barbara La Rosa in collaborazione con Paola Accomando e Giuseppe Cuscusa.

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La UEFA ha incontrato i gruppi di tifosi a Nyon per proseguire un dialogo che favorisca ulteriormente il benessere del calcio europeo.

Al meeting annuale presso la Casa del Calcio Europeo, la UEFA era rappresentata dal presidente Michel Platini, dal segretario generale Gianni Infantino, dal consigliere del presidente William Gaillard e dai membri dell'amministrazione UEFA. I gruppi di tifosi erano rappresentati da Football Supporters Europe (FSE), Supporters Direct (SD) Europe e Centre for Access to Football in Europe (CAFE), organi appoggiati e riconosciuti dalla UEFA. Si è trattato del sesto incontro fra la UEFA e le tifoserie.

"In questi giorni, i tifosi sono sempre di più l'identità del calcio - ha commentato Michel Platini ai presenti -. I tifosi ci sono sempre, a prescindere che le cose vadano bene o male per la squadra. Sono sempre allo stadio e sono la vera anima di questo sport. Sono lieto che la UEFA e i tifosi lavorino insieme e si informino sulle rispettive attività".

Platini ha invitato i tifosi a contribuire per far conoscere e combattere i fenomeni negativi del calcio. "Da soli, i tifosi o la UEFA non possono eliminare tutti i problemi - ha commentato il presidente UEFA -. Se per esempio pensiamo alla piaga delle combine, non deve essere risolta dai tifosi. Le combine hanno a che fare con i giocatori, perché incidono sul risultato delle partite. A questo proposito abbiamo una politica di tolleranza zero e tutti i giocatori sorpresi a truccare un incontro devono essere espulsi dal calcio il più in fretta possibile".

"Ma sugli spalti, i tifosi hanno un ruolo fondamentale, ovvero quello di tutelare quanto accade in campo - ha proseguito Platini -. Conto su di voi, tifosi e organizzazioni, affinché aiutate a gestire la sicurezza e a risolvere altri problemi, correlati specialmente ai comportamenti razzisti. Dobbiamo eradicare questo fenomeno per proteggere il calcio".

Football Supporters Europe è una rete indipendente che si dedica al calcio di base e conta membri in 42 paesi. Il suo ruolo è quello di portavoce in questioni come le prevendite, la promozione della mentalità dei tifosi, la lotta alle discriminazioni e le politiche nel calcio. A UEFA EURO 2012, FSE ha coordinato il progetto delle ambasciate per i tifosi nelle otto città ospitanti, favorendo un clima positivo fra tutti gli spettatori al torneo.

Supporters Direct promuove il coinvolgimento di tifosi e comunità e aiuta i gruppi di tifosi ad avere un'influenza costruttiva nella gestione dei club. Supporters Direct opera in oltre 20 paesi europei, sia nel calcio che in altri sport, e in particolare lavora con la UEFA per nominare i funzionari di collegamento con i tifosi in continente, requisito per la licenza UEFA studiato per rafforzare il legame tra squadre e tifosi.

CAFE lavora con i portatori di interesse in tutta Europa per migliorare l'esperienza allo stadio per i tifosi diversamente abili. Lavora a stretto contatto con la UEFA e le 53 federazioni affiliate, ma anche con club, gruppi di tifosi diversamente abili nazionali e locali, ONG e reti di tifosi. Il CAFE è stato anche l'ente di beneficenza ufficiale di EURO 2012 e ha collaborato con la UEFA in varie iniziative nell'ambito del progetto Respect Inclusion. Inoltre, ha redatto un documento congiunto con la UEFA intitolato Access for All, una guida alle buone prassi per creare uno stadio accessibile e migliorare l'esperienza da spettatore.

I tre gruppi di tifosi hanno presentato le loro attività oltre ai progetti correnti e futuri. Hanno accolto i progressi compiuti grazie al continuo dialogo con la UEFA e proposto varie misure per migliorare. Inoltre, hanno parlato di licenze per club, fair play, combine, prevendite e temi disciplinari, oltre che della recente decisione della UEFA di organizzare UEFA EURO 2020 in tutta Europa. Questo permetterà ai tifosi di partecipare pienamente a un festival del calcio in 13 città di tutto il continente. Le decisioni sulle città ospitanti si baseranno sulle infrastrutture per i tifosi (aeroporti e hotel) e non solo sulle dimensioni degli stadi.

La UEFA ha garantito il pieno impegno ad ascoltare e comprendere le opinioni e le esigenze dei tifosi, ringraziando le associazioni per un lavoro che viene sempre svolto nei massimi interessi del calcio.

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Giovedì 15 novembre MyROMA è stata protagonista di una giornata storica.
Per la prima volta a Roma un gruppo di tifosi disabili affiliati al CAFE, accompagnati dalla referente polacca Maria Popielawska, ha varcato le soglie dello Stadio Olimpico e visitato lo stadio fin nelle sue "segrete".

E' iniziato tutto con una mail inviata dal CAFE al Dipartimento Politiche Sociali di MyROMA, nella quale si chiedeva la nostra collaborazione per consentire ad un gruppo di ragazzi disabili e relativi accompagnatori di poter visitare lo Stadio Olimpico di Roma per avere una visione sulle sue attuali condizioni di accessibilità.
Abbiamo immediatamente contattato l'A.S.Roma, nella persona di Marco Seghi, che subito si è reso disponibile e si è prodigato affinché l'iniziativa potesse essere realizzata.

E' stata davvero una grande emozione quando il delegato MyROMA Paola Accomando, il Responsabile per i rapporti con i Tifosi dell'A.S.ROMA Marco Seghi ed il responsabile CONI Davide De Simini si sono trovati di fronte la delegazione del CAFE guidata da Maria Popielawska e Marta Ostrowska (delegata dell'associazione polacca "Podroze bez granic").

Il tour guidato è iniziato dalla Tribuna Tevere, dove abbiamo mostrato ai visitatori i posti riservati ai disabili. Il gruppo ha apprezzato molto il divisorio in plexiglas utilizzato per separare la parte superiore dal parterre.
In seguito il gruppo è stato accompagnato verso il tunnel che conduce sul terreno di gioco. Grandissima emozione da parte di tutti nel vedere da vicino uno dei campi più famosi al Mondo!

Sembrava che la visita dovesse volgere al termine, quando il delegato del CONI ha chiesto al leggendario Piero, il padrone degli spogliatoi dell'Olimpico, di aprire le porte della "pancia" dello stadio.
Il gruppo ha potuto visitare gli spogliatoi di Roma e Lazio, passando davanti alla Mixed Zone e all'entrata di centrocampo.

Insieme con A.S.Roma e CONI abbiamo realizzato un'iniziativa molto importante e speriamo sinceramente che in futuro momenti come questi possano diventare di prassi.
Ci teniamo a ringraziare sentitamente l'A.S. Roma per la pronta collaborazione e la generosità mostrata regalando a tutti gli ospiti un kit sciarpa-cappellino di benvenuto.
Ringraziamo altresì il CONI che, nonostante i lavori in corso per l'adeguamento dell'impianto alla gara di rugby di sabato 17, ha dimostrato attenzione e si è prodigato affinché l'evento potesse avere luogo.

 

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La Guida CAFE - UEFA dedica una sezione specifica ed esauriente al tema della segnaletica accessibile e delle modalità inclusive di informazione all'interno dello stadio.
Questo capitolo è dedicato prevalentemente a persone ipovedenti e con problemi di ipoacusia.

Il CAFE propone l'utilizzo di formati di stampa alternativi, ad esempio con caratteri ingranditi, con contrasti di colore accentuati e testi organizzati con modalità logiche facilmente intuibili anche da coloro che utilizzano supporti meccanici per agevolare la lettura.
E' altresì auspicabile l'uso di supporti digitali per fornire le informazioni relative alla partita in programma: alcuni clubs europei forniscono i dati della partita tramite file in formato .DOC o .RTF, così da essere facilmente tradotti dai programmi "screen reader", utilizzati spesso da non vedenti.
Una giusta considerazione meritano i siti web: il sito ufficiale del club dovrebbe prevedere una modalità accessibile agli ipovedenti, con caratteristiche di caratteri e di layout descritti in precedenza.

Audiodescrizioni

L'audiodescrizione per non vedenti è una pratica in uso già da diversi anni in Austria e sperimentata con successo anche negli ultimi Europei di calcio di Ucraina e Polonia.
MyROMA ha proposto il progetto all' A.S.Roma nel corso della scorsa stagione e quest'anno, in occasione di Roma - Atalanta, è finlamente partita la fase "beta" del progetto.

"Si tratta di una narrazione aggiuntiva che descrive tutte le informazioni visive importanti, come il linguaggio del corpo, le espressioni del viso, lo scenario, l’azione, l’abbigliamento, i colori della squadra."

Non è pensabile che l'audio descrizione sia eseguita da giornalisti e commentatori TV, poiché costoro si basano su eventi che possono essere visti al tempo stesso dagli spettatori. Possiamo collocare in posizione favorevole i radiocronisti, più spesso abituati a dover raccontare immagini che altri non vedono. Tuttavia, l'audiodescrizione è una pratica che richiede formazione ed esercizio.

I tifosi non vedenti, una volta entrati all'interno dello stadio, ricevono una piccola radio FM  la quale capta un segnale dedicato attraverso il quale usufruire dell'audiodescrizione.
Al termine della partita la radiolina viene restituita al desk di riferimento predisposto dal club.

Ausili per ipoacusia

L'ipoacusia non riceve sempre la considerazione che merita, invece è più diffusa di quanto immaginiamo.
Il CAFE raccomanda la presenza di personale adeguatamente formato e che conosca la lingua dei segni.
E' importante l'installazione di altoparlanti nelle parti strategiche dello stadio oltre ad un sistema di allarme acustico per i casi di emergenza.
Infine, il CAFE ci suggerisce maxi-schermi che diffondano immagini corredate di sottotitoli.

Vi rimando al link di inizio articolo per gli approfondimenti.

Nella prossima puntata parleremo delle attrezzature accessibili correlate ai servizi igienici e ai servizi di primo soccorso.
Non mancate!
 

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Oggi parliamo di un argomento che a me personalmente sta molto a cuore: l'accessibilità di tutti i settori dello Stadio.
La nuova casa della Roma non potrà prescindere da questo importantissimo aspetto; oggi sappiamo che i posti riservati ai tifosi disabili sono disponibili solo ed esclusivamente in Tribuna Tevere. Questo è il risultato di un vecchio concetto di disabilità, la mentalità della "ghettizzazione" è senz'altro obsoleta e fuori luogo per la modernità imposta dal terzo millennio.

Secondo la Guida CAFE - UEFA è indispensabile che il Club si assicuri di avere un numero adeguato di posti accessibili in tutto lo stadio.
I nuovi stadi devono essere progettati in modo da essere inclusivi fin dall'inizio, offrendo posti a sedere accessibili in numero proporzionale alla totalità dei posti.
Affinché questo sia possibile, è necessario pianificare l'accessibilità con standard comuni in tutti i settori dello stadio, in Tribuna VIP come in Curva. Ancora più importante è la necessità di non prevedere posti con minore visibilità perché "tanto sono predisposti per i non vedenti"; questo tipo di affermazione denota quanta approssimazione vi sia nel trattare argomenti di cui si conosce poco o nulla. Non tutti i non vedenti sono tali al 100%. Anzi, la maggiorparte sono "ipovedenti" ed in quanto tali riescono molte volte a distinguere le ombre oppure i contorni approssimativi di oggetti e persone. Posizionare in prossimità del terreno di gioco i posti dedicati a costoro, è sicuramente un'ottima mossa.

La guida illustra il metodo utilizzato dal team di esperti consultati dall'UEFA per calcolare il numero di posti necessario e la qualità che questi devono possedere.
Iniziamo subito dicendo che uno stadio per il quale sono previsti 40.000 posti o più necessita di 210 + 2 posti accessibili confortevoli ogni 1.000 posti oltre i 40.000. Questo vuol dire che uno stadio da 50.000 posti deve prevedere 310 posti accessibili confortevoli; uno stadio da 70.000 posti deve prevedere 350 posti accessibili confortevoli in tutto l'impianto.
I cosidetti "posti accessibili confortevoli" sono posti progettati "ad hoc": devono essere facilmente raggiungibili, possedere caratteristiche di comodità e versatilità adeguate come ad esempio uno spazio maggiore per gli arti inferiori, un seggiolino più ampio, uno schienale idoneo e dei braccioli.
I "posti accessibili confortevoli" vengono descritti all'interno della guida come unità fondamentale all'interno del nuovo stadio, anche perché possono aiutare a prevedere un numero minore di posti per sedie a rotelle qualora risultino ben progettati.

Gli spazi per le sedie a rotelle devono essere presenti in tutto lo stadio: non è assolutamente accettabile che siano previsti posti per carrozzine solo in un dato settore.
Gli stessi requisiti enunciati sopra per i posti "confortevoli", valgono nella stessa misura per i posti assegnati alle sedie a rotelle.

Abbiamo accennato alla visibilità del campo: argomento fondamentale e caratteristica indispensabile che i posti a sedere devono avere. La completa visibilità del terreno di gioco deve essere garantita a tutti, disabili e non. In questo contesto parliamo degli standard inclusivi per la visione della partita. La visibilità deve essere garantita anche qualora vi siano persone in piedi poste davanti alle sedie a rotelle. Immaginiamo il momento del gol, istante topico, il momento più bello della partita. Il tifoso diversamente abile è costretto a rimanere seduto, mentre tutti si alzano ad esultare; ecco come si perde un momento unico per colpa di standard inclusivi non rispettati.
Secondo la guida, "nessuna parte del campo o terreno di gioco deve essere più lontana di 190 m da qualsiasi posto a sedere o settore, e la linea di visione non deve essere ostacolata da barriere,balaustre, corrimano, supporti per coperture, pilastri o colonne."
 

L'immagine mostra la formula matematica usata per calcolare la cosiddetta "linea di visione", dove C è la linea di visione, D è la distanza orizzontale dall'occhio al punto focale, N è l'altezza della persona che si alza in piedi, R è l'altezza verticale fino al punto focale e T è la profondità della fila dei posti a sedere.

 

L'immagine qui a fianco può sicuramente aiutare a capire meglio l'applicazione delle formula matematica precedente.

Per ora ci fermiamo qui. La prossima settimana parleremo della segnaletica accessibile e degli ausili per tifosi non vedenti e non udenti.

Chi volesse documentarsi sull'argomento può scaricare la guida del CAFE e leggere gli articoli precedenti su questo tema

 


 

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Proseguiamo il nostro percorso nello stadio accessibile ed entriamo nel vivo. Entriamo allo stadio!
 
La Guida CAFE-UEFA illustra le caratteristiche che devono possedere gli accessi dei tifosi non deambulanti.

Entrate ed uscite accessibili devono essere facilmente raggiungibili e progettate per non ostacolare il transito dei tifosi su sedia a rotelle. L'ideale sarebbe quello di progettarle libere dai tornelli, ma in caso di necessità si possono prendere in considerazione varchi con “braccia” apribili. Sia le entrate che le uscite accessibili devono essere ben segnalate attraverso i simboli internazionalmente riconosciuti.


La via di accesso ai settori deve essere piana, al fine di consentire un accesso rapido e sicuro. Nel caso in cui non fosse possibile, la pendenza non deve superare il 5% ed in questo caso sarà necessario provvedere ad installare elevatori e piattaforme elevatrici montascale e a muro.
Risultano fondamentali le misure degli spazi di movimento: la larghezza deve andare da 1,5 ad 1,8 mt mentre i punti di incrocio devono essere lunghi almeno 2 mt e larghi 1,8 mt.

E' indispensabile agevolare il movimento di persone ipovedenti e non vedenti. Per questo è necessario prevedere una segnaletica tattile da posizionare adeguatamente lungo il percorso, ad integrazione della segnaletica orizzontale (pavimentazione tattile).
La segnaletica deve essere ben visibile, di dimensioni e colori adeguati, con immagini e didascalie chiare, al fine di agevolare gli spostamenti e ridurli al minimo in caso di persone non deambulanti.
Ove possibile, i segnali visivi devono essere accompagnati da segnaletica tattile (Braille), collocati in posti facilmente raggiungibili anche da persone su sedia a rotelle.
I colori devono rappresentare un contrasto tale da poter essere visibili anche in lontananza; molti stadi utilizzano i colori sociali del Club per decorare colonne, porte e vetrate.

Il personale addetto (steward) deve essere adeguatamente formato. Il CAFE ci suggerisce di utilizzare personale idoneo a rispondere alle esigenze dei tifosi disabili, al fine di fornire il massimo dell'inclusività. Molti Club europei stanno adottando un atteggiamento sempre più inclusivo, ad esempio fornendo personale addestrato nell'uso della lingua dei segni (LIS).

Da ultimo, ma non per importanza, la guida CAFE ci parla di cani guida. Ebbene si, i tifosi non vedenti possono avere spesso la necessità di essere accompagnati dal proprio cane guida, poiché non tutti possono avere un accompagnatore "a due zampe".
Per questo è importante che il Club preveda zone adeguatamente spazione per l'accesso e la sosta dei cani - guida; punti di ristoro e "dog parking" possono essere posizionati anche all'esterno del perimetro dello stadio, a patto che vi sia prevista un'adeguata assistenza.

La prossima settimana entreremo nel merito delle caratteristiche che devono avere i settori!

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Prima di addentrarci  in considerazioni sulle differenti sfaccettature dell' accessibilità, dobbiamo soffermarci sulle operazioni preliminari che il Club deve compiere affinché l'inclusività dello stadio sia garantita e si ponga su solide fondamenta.

In particolare, svilupperemo i seguenti argomenti:

1) DICHIARAZIONE DI INTENTI
2) VALUTAZIONE E PIANIFICAZIONE DELL'ACCESSIBILITA'
3) INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI PER L'ACCESSIBILITA'

Dichiarazione di intenti

Si tratta della Carta per la Responsabilità Sociale (CRS) che ogni Club deve stilare. Essa deve individuare le caratteristiche degli impianti e dei servizi che lo stadio deve possedere.

Parliamo perciò delle entrate, dei posti a sedere, delle zone VIP, stampa, degli uffici eccetera; per quanto riguarda i servizi, parliamo del ticketing, dei parcheggi, della quantità e della qualità del personale addetto, dei servizi di assistenza e delle attività commerciali.
E' inoltre importante che la CSR contenga i riferimenti relativi al dirigente A.S.Roma dedicato alle relazioni con i tifosi disabili. Di costui parleremo nella parte finale di questo articolo.
In poche parole, è indispensabile che la CSR definisca l'impegno del Club a fornire parità di accesso a tutti gli utenti.

Come eseguire la valutazione di accessibilità?

La valutazione di accessibilità deve essere compiuta congiuntamente dal Club, dal costruttore e da una o più persone competenti in materia; è fondamentale infatti l'apporto di specialisti in edilizia accessibile che abbiano anche un'ottima conoscenza della normativa europea e locale vigente.
L'obiettivo della valutazione è quello di identificare le carateristiche dei servizi che potrebbero imporre barriere fisiche, sensoriali, psicologiche ed intellettuali. Il consiglio che proviene dalla UEFA e dal CAFE è quello di svolgere questa attività simulando il percorso che la persona disabile compie quando si reca all'interno dell'impianto.

Cosa deve includere la valutazione di accessibilità?

a) la dichiarazione di conformità alle normative vigenti;
b) la filosofia ed i principi cardine del Club per la progettazione, la manutenzione ed il miglioramento della gestione degli impianti e dei servizi;
c) la consultazione periodica con i tifosi disabili, al fine di individuare le criticità, circoscriverle e risolverle.

 

I responsabili dell'accessibilità (RA): caratteristiche e compiti.

Il responsabile dell'accessibilità (RA) deve essere una persona individuata dal Club e deputata ai rapporti con i tifosi disabili.

E' possibile individuare questa figura in corrispondenza dello SLO (Supporters Liasor Officer - previsto dall'articolo 35 del Regolamento UEFA sulle Licenze per Club e sul Fair Play finanziario), o meglio individuarlo in persona differente che lavori a strettissimo contatto con esso. L'RA deve avere una chiara e completa conoscenza della normativa vigente ed essere in grado di interloquire con l'intera tifoseria disabile, riconoscendo, valutando e seguendo le necessità espresse da questa tifoseria. Deve assicurarsi che il Club rispetti gli impegni presi con la dichiarazione di intenti ed applichi in modo corretto le strategie intraprese nel merito.
Deve essere sempre presente nei giorni delle partite, facilmente raggiungibile e contattabile, garantendo la completa operatività.

Per questa settimana ci fermiamo qui. Con il prossimo articolo entreremo all'interno dello stadio ed inizieremo ad analizzare approfonditamente alcuni aspetti.

Ricordo ai lettori che quanto stiamo scrivendo è un riassunto a puntate della "Good Practice Guide" di UEFA e CAFE .

 

 

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Il calcio è uno sport per tutti. Non importa se sei bianco o nero, se parli italiano o cinese, se sei credente o ateo. Il calcio ed il tifo sono parte integrante della cultura e della società contemporanea; assistere ad una partita di calcio è un diritto che tutti debbono avere, ma ad oggi (incredibile ma vero!) non è così.


Milioni di tifosi residenti in Unione Europea sono diversamente abili e per molti di loro vivere l'atmosfera magica dello stadio non è così scontato.
Sono ancora troppe le barriere architettoniche, mentali e culturali che impediscono ad un tifoso con disabilità di assistere dal vivo ad una partita di calcio.
Ecco dunque l'impegno dell'UEFA e del CAFE (Centre for Access to Football in Europe) che a settembre 2011 hanno pubblicato la "Guida per le buone pratiche per uno stadio accessibile ed una partita piacevole".

Questa guida fu presentata in occasione della conferenza di Londra alla quale io stessa presi parte come rappresentate di MyROMA. Ne abbiamo parlato già un anno fa ma oggi ve la voglio riproporre, nel momento in cui tutti parlano di stadio di proprietà, ipotizzano siti di costruzione più o meno verosimili senza però preoccuparsi minimamente di quali caratteristiche e funzionalità dovrebbe avere la nuova casa della Roma.

L'obiettivo della Guida è quello di fornire le solide basi per condividere in tutta Europa le buone pratiche per la costruzione di stadi accessibili ed inclusivi, in grado di soddisfare le esigenze di tutti i tifosi.
Quando si costruisce una nuova infrastruttura, come uno stadio di calcio, bisogna sempre tenere a mente quello che viene chiamato "il modello sociale della disabilità". Di cosa stiamo parlando? Della classificazione ICF che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nel 2001. Si apprende che la disabilità è causata dalla presenza di barriere fisiche, sensoriali, intellettuali, psicologiche ed attitudinali, anziché dal mero deficit.
E' dunque fondamentale, secondo l'OMS, considerare la persona e non la disabilità in quanto tale. Una persona su una sedia a rotelle è disabile nel momento in cui incontra una rampa di scale, non quando ha a disposizione una strada pianeggiante.
 

Nella Guida CAFE-UEFA vengono prese in considerazione non solo le disabilità di tipo motorio, ma anche quelle legate ai deficit della vista e dell'udito, oltre a quelle legate a deficit dell'apprendimento, della relazione sociale e dei disturbi psichici.
Ogni club dovrebbe valutare attentamente l'accessibilità del proprio stadio, studiando e progettando infrastrutture inclusive per tutte le disabilità citate.
Accessibilità per tifosi con deficit motori, audio descrizioni per tifosi non vedenti ed informazioni accessibili tramite cartellonistica ed altoparlanti per tifosi affetti da ipoacusia.
 

MyROMA ha già sottoposto il documento all'attenzione dell'A.S.Roma, ponendo l'accento sull'importanza di attenersi alle linee guida ivi contenute nella costruzione del nuovo stadio.

Guida "Good Practice Guide"

La guida è consultabile interamente a questo LINK, ma noi vogliamo comunque fornire un servizio chiaro, semplice e di facile fruibilità per i tifosi giallorossi: nei prossimi giorni inizieremo un percorso all’interno della “Good Practice Guide”, un viaggio che ci porterà alla scoperta di tutti gli aspetti dell’accessibilità e dell’inclusività dello stadio.

 

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