Abbiamo seguito con grande attenzione la vicenda “Stadio della Roma” e continueremo a farlo. A riguardo, crediamo che il nostro obiettivo sia quello di impegnarci affinché l’AS Roma sia sempre più competitiva: giocare in uno stadio all’avanguardia, almeno dal punto di vista sportivo, non può che contribuire alla crescita del club
Per quanto riguarda l’aspetto economico, crediamo che per crescere la Roma (come tutte le squadre italiane) debba ridurre sempre più la dipendenza dai ricavi della Champions, dai diritti TV e dalle plusvalenze sui giocatori. Per farlo è necessario avere nuove fonti di ricavo. Uno stadio, oltre all’aumento dei ricavi da ticketing, può offrire numerose opportunità. 
Nei prossimi mesi, certi di un atteggiamento trasparente e collaborativo da parte della AS Roma nella comunicazione degli accordi di ripartizione dei flussi di cassa generati da stadio e strutture accessorie, ci impegneremo per conoscere esattamente l'entità dei benefici economici che il club otterrà dal nuovo impianto. Infatti, accanto alla giusta previsione di un equo guadagno per i proponenti, non bisogna dimenticare che l'interesse primario dei tifosi in questa operazione è quello della AS Roma. Quando sarà totalmente chiara la situazione, diremo la nostra, nello stile sempre propositivo e collaborativo che ci contraddistingue.

Oltre alla questione ricavi dell’AS Roma, abbiamo molto a cuore un’altra tematica, quella del settore popolare. Crediamo che una Curva Sud senza anelli e barriere, con la possibilità di stare in piedi, sia qualcosa a cui non si possa rinunciare. Sappiamo che ci sono delle normative ministeriali che costringono a prendere certe scelte dal punto di vista della struttura: sarà nostro compito studiarle ed eventualmente proporre al club alcune soluzioni.

Parlando ancora di Curva Sud, ma anche del settore che sarà dalla parte opposta dell’impianto (l’attuale Curva Nord), iniziamo già da oggi a sottolineare un altro tema: i prezzi. Che dovranno essere bassi e accessibili a tutti, oltre a premiare le famiglie e la fedeltà dei tifosi. Un impianto moderno lo permette, perché con l’aumento dei ricavi dovuti ai servizi “vip” è possibile abbassare di molto i prezzi dei settori popolari, come avviene in stadi quali l’Allianz Arena di Monaco o al Westfalenstadion di Dortmund.

Perché la Roma è sangue e oro, aristocratica e popolare… E le barriere economiche possono essere molto più invalicabili di quelle di vetro.
 
Forza Roma!
Pubblicato in MyROMA informa
Da un' intervista riportata su businessweek.com(qui articolo originaleDan Meis, l'architetto incaricato della progettazione del nuovo stadio dell'AS Roma, ha rilasciato alcune indiscrezioni sulla struttura di quella che sarà la nuova Curva Sud.
 
Sottolineando l'attenzione alle richieste e suggerimenti che si sono scatenati in rete in occasione della presentazione del progetto, l'architetto ha affermato che si punta ad una curva a blocco unico che probabilmente conterrà sezioni con dei seggiolini richiudibili(rail seats, tipici degli stadi tedeschi), una delle grandi richieste che MyROMA, AS Roma Supporters Trust, ha presentato da diverso tempo all'attenzione della società giallorossa.
 
L'estratto da businessweek.com:
 
Meis: The ‘Ultra’ fans have sat in a section of the stadium called the Curva Sud, which means the south curve. Those fans live in another world without laws.
 
Before the game starts, you’ll see flares, smoke bombs and huge flags. Not like an NFL game!
 
I once saw a guy running in late with a 20-foot pole that he was dragging on the top of the concourse roof so he could wave this giant flag.
 
So while a new building brings modern day security and safety measures, you still need accommodate that fan spirit.
 
Hoelterhoff: How do you do that? These folks seem excitable.
 
Meis: They don’t like to sit down. We could have just dispensed with seats. Since the project was announced, I’ve gotten hundreds of e-mails and Instagram comments and Twitter messages.
 
Hoelterhoff: About what?
 
Meis: The seats. If it were up to the fans, the Curva Sud would be one giant single space. But safety regulations mean you have to have one ticket per seat. Otherwise, they would cram 20,000 people into a 10,000 seat space. However, they will be happy to see that the seats can be folded away if they really don’t ever sit.
Pubblicato in Info Trust dall'Italia
 
 
La presa di posizione pubblica della Football League, sull'intenzione di intavolare una discussione con gli organi di Governo per la reintroduzione negli stadi di aree riservate ai posti in piedi(safe standing areas), ha riacceso il dibattito anche nella Premier League, l'unica lega che ancora non si è schierata a favore, nonostante circa la metà i club che la compongono siano a favore delle standing areas, e quasi il 70% dei tifosi.
 
Lo scorso Venerdì(7 Febbraio) ai sostenitori della reintroduzione degli spalti in piedi si è aggiunto anche l'autorevole presenza del Manchester United FC, secondo quanto riportato dal DailyMail.co.uk., nel corso dell'ultimo Fan's Forum(scambio di domande e risposte che periodicamente la dirigenza ha con i tifosi)l'amministratore delegato Ed Woodward, rispondendo ad una domanda di uno dei supporters sul tema, infiammato dalla decisione della FL, ha riaffermato di essere favorevole alle standing areas e che sosterrà questa posizione nei futuri dibattiti e discussioni con gli altri club della Premier League.
 
Il club sta attualmente valutandone la fattibilità tecnica all'Old Trafford e gli eventuali costi per un'area di prova, nel caso in cui le autorità competenti concedessero l'opportunità di realizzarla, dopo che la scorsa settimana il Bristol City FC ha presentato la prima ''area pilota'' del progetto all'Ashton Gate.
 
Dall'ingresso nel club quest'estate, l'amministratore Woodward ha lavorato in maniera incisiva per ricucire, almeno in parte, lo strappo profondo che si è creato con parte della tifoseria dei Red Devils sostenendo diverse proposte partite dai tifosi, questo argomento, tra i tanti proposti, è uno dei principali portati avanti dal Manchester United Supporters' Trust che a più riprese aveva espresso preoccupazione per il calo di atmosfera all'Old Trafford.
 
Woodward già tempo fa si era informalmente schierato a favore a seguito della proposta provocatoria che il Manchester United Supporters' Trust aveva fatto proponendosi di finanziare, con un progetto vincolato, la realizzazione di un settore riservato agli spalti in piedi.
 
Sicuramente il sostegno del Manchester United, a cui si aggiungono tra gli altri Aston Villa, Manchester City e Hull City, solo per citarne alcuni, aumenterà il peso della pressione istituzionale di quello che è ormai un movimento trasversale che chiede a gran voce un ritorno negli stadi di aree a prezzi popolari.
 
Woodward già tempo fa si era informalmente schierato a favore a seguito della proposta provocatoria che il Manchester United Supporters' Trust aveva fatto proponendosi di finanziare, con un progetto vincolato, la realizzazione di un settore riservato agli spalti in piedi. 
 
Sicuramente il sostegno del Manchester United, a cui si aggiungono tra gli altri Aston Villa, Manchester City e Hull City, solo per citarne alcuni, aumenterà il peso della pressione istituzionale di quello che è ormai un movimento trasversale che chiede a gran voce un ritorno negli stadi di aree a prezzi popolari.
 
Fonte: http://infoazionariatopopolarecalcio.blogspot.it
Pubblicato in Dal mondo

Il Bristol City FC, come annunciato da tempo quando furono approvati i piani di riammodernamento dello stadio (Ashton Gate), diventa il primo club del Regno Unito ad installare i rail seats (seggiolini richiudibili) nel proprio impianto.
 
Il club, tra i principali sostenitori della campagna 'Safe standing area'' della Football Supporters Federation, che si era proposto da tempo per ospitare un progetto pilota, ha realizzato un piccola area ''di prova'' provvista di seggiolini richiudibili e oggi riceverà la visita di una delegazione della Football Association (FA) e della Football League (FL) che la visioneranno.
 
Nello sviluppo successivo dei lavori, tali aree saranno inizialmente aperte solo in occasione dei match della squadra locale di rugby, finchè non ci sarà il via libera (che necessita di un cambio della regolamentazione sulle licenze di agibilità) da parte dei organi competenti, che, a seguito di un sondaggio della Football League hanno intrapreso un dibattito ufficiale con il Governo per intervenire sulle regolamentazioni.
 
L'amministratore delegato della Football League Shaun Harvey aveva riferito in occasione del commento dei risultati del sondaggio della FL(qui dettagli), che aveva evidenziato che il 70% dei 72 club di Championship, League One e League Twosono favorevoli a reintrodurre le aree con posti in piedi:
 
"La consultazione ci ha dato una migliore comprensione della vasta gamma di opinioni espresse dai club sulla questione e prenderemo spunto dall' opinione prevalente".
 
La partenza del lavori è prevista per la prossima estate e l'amministratore delegato del Bristol City FC Doug Harman è convinto che sia un'ottima possibilità per il club:
 
"Se ci vengono dati i permessi pertinenti, questa potrebbe essere una grande opportunità per il Bristol City FC di diventare il primo club nella Football League ad installare dei posti rail seats, oltre a diventare una vetrina per altre squadre del paese.
 
" Alla riunione della scorsa settimana della Football League c'era chiaramente un forte sostegno da parte dei club affinchè la Lega si rivolgesse alle autorità per un dialogo per un cambiamento nei regolamenti.
"Abbiamo ricevuto feedback positivi da parte dei nostri sostenitori che sono entusiasti per la possibilità di un'area in piedi sicura, e con la riqualificazione proposta dell'Ashton Gatee  con il Bristol Rugby che userà il campo da quest'estate, ci sembra essere il momento giusto per esplorare ulteriormente questo aspetto."
 
Il progetto di riqualificazione prevede interventi sulla Wedlock Stand che verrà ristrutturata per inserire una sezione di rail setas che potranno contenere 2.202 posti in piedi ed una ulteriore sezione della Dolman Stand, sul lato, con altri 1568 posti in piedi.

Qui il video della realizzazione del blocco di prova della Safe Standing Area all'Ashton Gate

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Il primo passo ufficiale per la reintroduzione dei settori in piedi(safe standing areas) negli stadi del Regno Unito è stato compiuto ieri(Giovedì 6 Febbraio) con la Football League(FL) che ha annunciato che sosterrà la proposta con il Governo inglese per richiedere una modifica della legge che le ha bandite.
 
La decisione arriva dopo i risultati del sondaggio sul tema proposto, poco più di un mese fà, tra i 72 club che compongono la Championship, la League One e League Two, che ha confermato la volontà dei club di valutare una eventuale reintroduzione, con il 70% delle società che hanno espresso parere favorevole a dare mandato alla Football League di intavolare una discussione attiva con il Governo inglese.
 
Contattato dal Telegraph SportPeter Daykin, coordinatore della Campagna ''Safe Standing della Football Supporters Federation, ha commentato positivamente l'annuncio:
 
"Questo suona davvero in maniera incoraggiante e si schiera nella posizione della FSF - una percentuale significativa dei tifosi vogliono avere la facoltà di scelta e molte squadre di calcio sono felici di dare loro questa possibilità.
 
''Per giungere a questa decisione siamo sicuri che i club abbiano considerato gli argomenti a favore e contro, le opportunità dei settori in piedi e le preoccupazioni che la questione solleva.
 
"E ' giusto che il calcio nel suo complesso, il governo e la polizia proseguano ad impegnarsi in un onesto dibattito aperto ad un'evidenza guidata sul tema.
 
"La FSF crede che un piccolo numero di studi controllati di Safe standing areas(aree sicure in piedi) possa essere un ottimo strumento per agevolare questo dibattito.
 
"I 72 club della Football League meritano grande credito per il modo in cui hanno affrontato questo problema, come lo meritano lo staff dei club e delle associazioni, e ci sarebbero da ringraziare particolarmente i tanti sostenitori che hanno fatto pressione sui loro club per dire ' sì' alle ''Safe Standing'.
 
"E ' fondamentale che i singoli tifosi proseguano a fare sentire la loro voce su questo tema''.
 
Il dibattito sollevato dalla Football Supporters Federation da alcuni anni, e che ha portato alla realizzazione della Safe Standing Campaing, giungerà quindi nelle stanze del Governo, recentemente la Sports Grounds Safety Authority, che si occupa delle licenze per l'utilizzo degli stadi dei campionati inglesi, si era schierata contro la proposta indicando che potrebbe cambiare posizione solo dopo un cambio delle legge.
 
Il confronto, che giungerà alla valutazione degli organi competenti, per avere successo, secondo fonti del Governo, dovrà riuscire ad evidenziare la positività del progetto convincendo gli organi di governo del calcio inglese e la polizia britannica.
 
La Premier League in questo contesto è rimasta fuori dalla discussione, la lega dei club della massima serie inglese non si è schierata favorevolmente con la reintroduzione, nonostante diversi club, e trasversalmente tutti i tifosi del campionato(attraverso numerosi sondaggi, es. qui Manchester United,), si siano espressi favorevolmente, solo la tifoseria del Liverpool, per rispetto della tragedia dei 96, si è pubblicamente schierata contro.

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Da alcune indiscrezioni del "The Indipendent" (qui articolo originale) sembra che il riavvicinamento al club della tifoseria, con in prima linea il Manchester United Supporters Trust(MUST), possa dare vita ad una interessante collaborazione per realizzare una Safe Standing Area nello stadio Old Trafford.
 
Sicuramente la nomina di Ed Woodward come direttore generale del Manchester United FC è stato l'elemento decisivo del riavvicinamento alla società del Manchester United Supporters Trust, l'associazione di tifosi dei Red Devils che più si opponeva alla gestione dei Glazer dall'arrivo nel 2005, e dal positivo dialogo che si è instaurato negli ultimi mesi sembra si stia studiando, da ambo le parti, una forma di coinvolgimento del gruppo di tifosi nella proprietà del club attraverso il finanziamento di eventuali lavori per la creazione di una Standing Area nel proprio stadio.
 
Il MUST, che recentemente ha raggiunto in 200.000 membri(qui dettagli), da tempo sostiene con fermezza l'importanza della presenza nell' Old Trafford di un' area riservata ai posti in piediprezzi popolari, per restituire l'atmosfera alle partite casalinghe del Manchester, e proprio su questo tema ha trovato la sponda del nuovo direttore Woodward che conosce e apprezza l'atmosfera del calcio tedesco, dove queste aree sono ancora presenti negli stadi, oltre a riconoscere l'importante operazione di marketing che si avrebbe in ritorno.
 
L'eventuale soluzione per la realizzazione, secondo le parole di Duncan Drasdopresidente del MUST, sarebbe un finanziamento da parte dell'associazione di tifosivincolato al progetto di realizzazione dell' area per i posti in piedi (con seggiolini richiudibili) e la cessione di una quota del Manchester United al Supporters' Trust in funzione della spesa sostenuta.
 
Il problema attualmente è legato alle leggi del Regno Unito che vietano i posti in piedi, ma il presidente propone una soluzione temporanea con la realizzazione dei rail seats (seggiolini richiudibili) mantenendo, finchè non si interverrà sulla legge, i posti seduti, come avviene nelle gare di Champions ed Europa League negli stadi tedeschi (anche le regole UEFA vietano i posti in piedi ma con i rail seat il settore, pur perdendo capacità, diventa all seat).
 
La legge pone sicuramente un ostacolo ma i supporters inglesi, come emerge dalle stesse affermazioni di Drasdo, sono fiduciosi in un cambiamento della regolamentazione, alla luce delle nuove soluzioni presentate, con forte sostegno da parte di molte tifoserie, dalla Football Supporters' Federation tanto da essere sempre più crescente il favore e l'interesse verso questa soluzione anche da parte dei politici locali.
 
Le parole di Duncan Drasdo
 
"Siamo interessati ad esplorare i modi per favorire l'introduzione di una sezione di questi posti. Vediamo il potenziale per gli appassionati che li desiderano, c'è la volontà di investire in azioni del club, con fondi separati per scopi specifici, come i rail seats o di progetti di espansione dello stadio. Sarebbe un'ottima dimostrazione del valore che può derivare dai tifosi che investono nella proprietà del loro club".
 
"La cooperazione e la partecipazione di tifosi nella proprietà del club porta un miglioramento per l'atmosfera e si hanno anche benefici economici per la società".
 
Idea sicuramente interessante, da vagliare ora il reale interesse dei proprietari americani allo sviluppo della proposta che però sembra essere reciprocamente vantaggiosa per la valorizzazione dell' Old Trafford recentemente diventato un Asset of Community Value.
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Il calcio tedesco da tempo è al centro dell'interesse sempre più crescente dei supporters del Regno Unito, non solo per gli aspetti legati alla sua sostenibilità economica e ai debiti ridotti che i club delle Bundesliga riescono a contenere grazie alle regolamentazioni societarie(pur rimanendo competitive), che preservano dall'ingresso di speculatori, contrariamente a quanto avviene nelle leghe inglesi, ma sopratutto per l'eccezionale atmosfera che le aree in piedi sicure(Safe Standing Areas) e i prezzi accessibili di determinati settori garantiscono in ogni match.
 
Sostenibilità economica, regola del 50%+1, 55.000 abbonati e prezzi bassi questi in particolare i fattori chiave che il The Telegraph riporta da una breve intervista(qui articolo integrale) a Hans-Joachim Watzke, amministratore delegato, e a Carsten Cramer, direttore marketing, del Borussia Dortmund prima del match con l'Arsenal, in cui si analizzano, in profondità con le voci dei protagonisti, le motivazioni dell'intenso interesse dei supporters inglesi verso la Bundesliga, e in particolare per il club di Dortmund, che vede ultimamente la presenza in ogni partita casalinga di circa 800-1000 tifosi del Regno Unito presenti al Westfalenstadion.
 
Con 55.000 abbonati, 95000 membri il club rappresenta una tra le migliori realtà del calcio europeo e sicuramente tra le tifoserie più calde con i suoi 25.000 del ''Yellow Wall'' e i suoi 80.000 spettatori fissi in ogni match. Per l'amministratore delegato Hans-Joachim Watzke è proprio questa atmosfera a catturare l'attenzione dei tifosi inglesi:
 
''Sono attratti dall'atmosfera unica di uno degli ultimi grandi club romantici d'Europa, dove i biglietti, la birra, sono a buon mercato, i tifosi sono messi in primo piano e si ha una sensazione straordinaria di ritorno al passato, piena di passione, di energia, il miglior club per pubblico al mondo, forse può ricordare qualcosa che il calcio inglese ha smarrito''.
 
Un biglietto per la stagione nella famosa Südtribüne di Dortmund, per assaporare una delle grandi esperienze del calcio sul "Muro Giallo", la più grande Standing Area negli stadi d'Europa, insieme a 25.000 fans che saltellano costa solo € 190 all'anno. I costi per gli abbonamenti dei sedili più economici dell' Arsenal € 985...
 
"Penso che gli inglesi abbiano un sentimento profondo per il calcio, un po' più di sentimento romantico rispetto anche all' Italia, quindi penso che forse sentano che manca qualcosa nel calcio inglese, che i club abbiano perso un po' di sentimento''
 
"Non necessariamente solo a Londra, ma forse a Newcastle o in altre città. Questa è la grande difficoltà che devono affrontare. Non sono così in contatto con il cuore del tifo come avviene qui. Hanno avuto molto successo, io non sono il tipo che ha da dire loro quello che devono fare e non, devono fare la loro strada. Ma noi andiamo per la nostra"
 
"Nessun fan del Borussia Dortmund ha una sensazione di essere un cliente. I tifosi tedeschi non vogliono sentirsi come uno spettatore che va a teatro o all'opera. Vogliono sentirsi parte del tutto.
E si considerano, senza falsa modestia, come il "club più caldo d'Europa".
 
Sul tema dei costi di gestione del club:
 
"Noi non abbiamo così tanti soldi ", dice Watzke . "Un bilancio per i trasferimenti di 67 milioni di euro, penso che lo Stoke City abbia lo stesso, e quindi dobbiamo essere molto, molto sicuri che ogni euro del nostro investimento ritorni''.
 
..e sulla governance, Watzke enfatizza l'incisività della Regola della Bundesliga "50 più uno" che assicura che il club sia controllato dai propri associati, il che significa che nessun investitore straniero potrebbe mai prendere il sopravvento in ogni caso:
 
"Se un arabo o un russo mi telefona [per cercare di acquistare il Club], penso che la conversazione possa durare non più di 20 secondi''.
 
"Io dico che non mi interessa. Che non sarò mai interessato. Perché con un arabo o un investitore russo, che ha l' influenza sulla squadra, credo che non ci sarebbero 80.000 spettatori, ce ne sarebbero 20.000''.
 
"I tifosi al Chelsea sono stati felici di vincere la Champions League, ma credo che i tifosi del Borussia non sarebbero felici di vincere con un investitore arabo o russo, perché non sarebbe un pezzo del club. E sarebbero solo i clienti - e non vogliono essere clienti''.
 
"I club inglesi devono guardare al Financial Fair Play, che non è un problema per squadre come il Manchester United, ma per società come il Monaco che non hanno entrate e spendono soldi''.
 
"E ' giusto che un club deve spenda in funzione delle proprie entrate. Non è il modo di fare sport con il club con l'investitore più ricco che vince. Il club che vince dovrebbe essere quello che ha la migliore squadra, la migliore gestione e le migliori idee - non solo i soldi. Questo è il punto."
 
Carsten Cramer, direttore marketing del Borussia Dortmund, è convinto che l'invasione dei fans britannici ai match del proprio club, nel corso degli ultimi due anni, possa in parte essere spiegato grazie al costo del biglietto di viaggio aereo il cui prezzo include il trasporto pubblico gratuito, in grado di rendere più conveniente la partita del Borussia che una trasferta di un giorno per i match di alcuni club londinesi. A chi gli fa notate che il Borussia potrebbe guadagnare molto di più il giorno della partita, ma sceglie di non farlo, risponde:
 
"Si perderebbe credibilità, si perderebbe la lealtà, si perderebbe la forza del legame con i tifosi. E ci sarebbe costato molto di più".
 
"Per esempio, i nostri ristoratori hanno chiesto di aumentare il prezzo di mezzo litro di birra a partire da € 3,70 a € 3,80 dicendoci che la maggiorazione di 10 centesimi non fa la differenza, perché dovremmo aumentarlo? Esso non soddisfa la nostra gente."
 
Football should hope the Dortmund pioneers continue to thrive...
Pubblicato in Dal mondo
MyROMA vuole ricordare, oltre all'impegno profuso per la standing area, anche l'immenso lavoro portato avanti dalla Dott. Paola Accomando per rendere il nuovo stadio sempre più accessibile e di cui trovate tutti i contenuti nella sezione "Politiche sociali". Sono stati realizzati cinque articoli (link primo articolo) per raccontare un documento, "Good Practice Guide", molto importante in previsione della costruzione del nuovo stadio. La AS Roma ha ricevuto questo materiale e ci auguriamo vivamente che poter comprare un hot dog dal posto non sia più importante di una battaglia di civiltà per consentire a "tutti" i tifosi di seguire la partita nel migliore dei modi.

 

[Fonte: RSNews.it] Dando mandato alla KOI research, il management capitolino sta cercando di rendere partecipi i propri sostenitori in merito alle scelte progettuali per la nuova casa giallorossa. Contucci: "Divisioni dell'impianto in base alla passionalità"

 

A due anni dall'insediamento della proprietà americana ai vertici dell' As Roma è ormai lampante che i risultati sul campo, seppur scadenti, un settimo ed un sesto posto e la finale di coppa Italia 2013 persa contro la Lazio, non fermano le strategie economiche di Pallotta e del fondo finanziario che rappresenta. Il lancio del nuovo stemma societario, osteggiato dal supporter trust giallorosso MyRoma, la tournée negli States, la partecipazione come guest star all'all-star-game della MSL -le lega professionista di calcio americana- sono solo gli ultimi passi di un percorso che dovrà avere come culmine la costruzione del nuovo stadio; della nuova casa giallorossa. E' notizia di ieri, data urbi et orbi dalla stessa Roma con un comunicato sul proprio sito, di un questionario inviato via mail a "circa 65.000 tifosi" per dare loro "l'opportunità di prendere parte alla progettazione dello stadio". Il campione di tifosi, scelti a caso nel database della società giallorossa, è stato diviso in due sottogruppi ai quali sono stati inviati due sondaggi differenti. Uno con domande relative ai "trasporti ed alle modalità di accesso e deflusso dallo stadio", l'altro invece aveva come centro dell'inchiesta "prezzi e servizi per le diverse aree dello stadio".
Per questa ricerca il management della Roma si è avvalso dell'aiuto delle professionalità della KOI- research, azienda fondata nel 2008 che ha maturato esperienze in campo nazionale ed internazionale fornendo ricerche di mercato in diversi settori economici e finanziari. Dall'abbigliamento all'automobilistico per arrivare al settore medico-farmaceutico.

Non è la prima volta però che la Roma lancia un iniziativa del genere con la partecipazione della KOI-research. E' passata sotto traccia infatti una "convocazione", datata 20 maggio 2013, ad un gruppo di discussione che si è tenuto il 3 giugno scorso presso la K location in Via Gregorio VII  a Roma. Questo forum era riservato ai soli tifosi abbonati in curva sud ed aveva come scopo quello di "dare l'opportunità di condividere opinioni ed i pensieri sul progetto di costruzione del nuovo stadio nell'area di Tor di Valle nella zona sud-ovest di Roma" per poter dare al tifoso la possibilità di esprimersi "su tutto ciò che concerne le opzioni di progettazione, gli eventuali servizi per i tifosi e i posti a sedere"

In realtà  nella capitale sponda giallorossa, grazie anche al lavoro di MyRoma, ci si sta già muovendo per dare un indirizzo ben preciso alla costruzione del nuovo stadio. La volontà espressa da MyRoma è chiara ed è stata ribadita più volte dai suoi associati. Le parole del vice presidente avv. Lorenzo Contucci, apparse ieri sul suo profilo personale di fecebook, non lasciano spazio a dubbi o strumentalizzazioni "con MyRoma si è tentato di dare suggerimenti in ordine al futuro stadio di Tor di valle, al fine di preservare la cultura del tifo, coniugandola con le esigenze di merchandising e di modernismo: conoscendo la realtà del calcio in Italia e conoscendo i sentimenti e le passioni di chi frequenta i diversi settori, ci si era permessi di suggerire un impianto diviso in modo passionale: standing area in curva, resto dello stadio seduto con i confort del caso".

Pubblicato in Parlano di noi

 

Ultimamente si parla tanto del “Safe Standing”, ossia stare in piedi in Curva  in modo sicuro. Per capirne di più MyROMA incontra Peter Daykin, coordinatore ufficiale della campagna Safe Standing del Football Supporters’ Federation (FSF) in Gran Bretagna. Gli facciamo qualche domanda sul suo lavoro e cerchiamo di sfatare qualche mito.


Gli stadi “all-seater” – cioè con soli posti a sedere – sono stati introdotti in Inghilterra in seguito  al Taylor Report, l’inchiesta ufficiale sul disastro di Hillsborough, un documento che venne pubblicato nel 1990. Non è vero che Hillsborough ha dimostrato che stare in piedi durante la partita è pericoloso? Ci puoi riassumere le prove?

Nel famoso rapporto della commissione d’inchiesta, il giudice Lord Justice Taylor disse che “i posti in piedi non sono intrinsecamente pericolosi”, una conclusione condivisa anche dal recente Hillsborough Independent Panel, l’inchiesta governativa sul disastro e le sue conseguenze. C’erano tanti motivi, adesso ben documentati, per i terribili avvenimenti che si sono svolti a Hillsborough: uno stadio inadeguato, mancata manutenzione, monitoraggio della polizia assolutamente negligente, recinti di metallo e soprattutto una cultura nella quale i tifosi erano demonizzati e trattati come gli animali; ma lo stare in piedi, in se, non è stata una causa del disastro. Recentemente il governo britannico ha cominciato a esprimere l’opinione che “standing è meno sicuro che sedersi”, ma di fronte alla domanda di vedere le prove che potessero dimostrate questo fatto, ha ammesso che si tratta soltanto di opinione e non di fatto. “Standing” non è vietato. Se il Leppings Lane End a Hillsborough avesse avuto una zona standing adeguata ai nuovi requisiti del Green Guide del governo, oppure una soluzione moderna come il rail-seating [largamente diffuse in Germania, n.d.r. ], il disastro semplicemente non sarebbe successo.

Ma a che serve? Perché non accettare di stare seduti?

Parecchi tifosi non hanno mai accettato il fatto che la standing area fosse la causa della tragedia di  Hillsborough e per questo dovesse essere vietato; se vai a vedere qualsiasi partita oggi nel Premier League o nel Championship, vedrai migliaia di tifosi in piedi, sopratutto nei settori ospiti. La Standing area è una parte cosi integra del calcio che sembrava impossibile immaginare lo sport senza. E mentre il calcio inglese ha vissuto tanti miglioramenti dopo Hillsborough, l’arrivo degli stadi con posti interamente seduti è arrivato insieme a prezzi sempre più alti ed un crollo generale della qualità dello spettacolo negli stadi. Ci sono anche dei problemi legati al fatto che la gente sta in piedi davanti ad altri che hanno la voglia o la necessità di sedersi, quindi bloccando la vista. Nelle gradinate con posti in piedi possono stare più persone (settori di safe standing solitamente possono ospitare 1.8 tifosi per ogni sedia), il che permetterebbe alle società di abbassare i costi dei biglietti ma aumentare l’incasso totale. Allo stesso tempo i tifosi avrebbero la scelta di comprare posti in piedi o posti seduti, permettendo a tutti di vedere la partita nel modo che preferiscono e mettendo fine all’abitudine di stare in piedi nei settori riservati alle sedute. Migliorerebbe anche l’ambiente: alla fine, pure in chiesa la gente sta in piedi quando canta! Non vogliamo dire che ci dovrebbe essere l’obbligo di stare in piedi, nemmeno che c’è un problema con lo stare seduto. Anzi, creare settori per stare in piedi in tutta sicurezza, permetterebbe a chi vuole sedersi di farlo senza ostruzione.

Allora che cosa vuol dire esattamente il "Safe Standing"?

Il governo Britannico ha già delle regole su come stare in piedi con sicurezza, ed ha già pubblicato delle regole che tutti i club dal League One in giù devono seguire. Si chiama il “Green Guide to Safety and Sports Grounds”, a cura dal dipartimento di Cultura, Media e Sport, che dedica ben 16 pagine alla fornitura di attrezzature per stare in piedi allo stadio. Secondo queste regole, i settori di safe standing assomigliano alle gradinate tradizionali ma con regole molto precise sulla pendenza, il numero di file e di barriere, numero massimo di posti, accessi, uscite ecc. In più, nuove tecnologie come “rail seating” – sedie a ringhiera - dove i tifosi in piedi sono protetti da una barriere ogni due file, danno ancora più protezione contro lo schiacciamento e il collasso della folla. Il Rail seating è molto diffuso nei Paesi Bassi e in Germania: ci sono tre modelli diversi soltanto nel Westfalenstadion del Dortmund, tutti senza porre alcun rischio. Il Football Supporters’ Federation rimane neutro sulla tecnologia precisa adatta a ciascun club o stadio: vogliamo che sia sempre garantito il diritto per i tifosi di scegliere di stare in piedi.

Qui in Italia, tanta gente vede il calcio inglese in tv e rimane stupita dagli stadi pieni ed ordinati. Settori di safe standing cambierebbero qualcosa?

Diciamo che è ormai evidente che gli stadi non rimarrano a lungo cosi pieni: sopratutto quando si tratta dei tifosi ospiti, i numeri stanno calando ogni anno. Andare allo stadio è ormai costosissimo e con la crescita di alternative – le partite sul tv nei pub o sul internet a casa – i tifosi cominciano a scegliere di stare a casa. Anche nei club più importanti come Arsenal e Manchester United c’è una differenza tra biglietti venduti e tifosi presenti, visto che alcuni comprano posti che poi non usano, semplicemente per incassare i premi lealtà. Lasciando a parte gli ovvi benefici in termini di ambiente, la“safe standing” aiuterebbe a migliorare l’inclusione sociale, sopratutto tra i giovani. Una generazione intera manca al calcio inglese: C’è chi non ha più diritto alle agevolazioni per bambini, ma allo stesso tempo non guadagnano abbastanza per comprare il biglietto intero. Giovani di questa categoria stanno perdendo l’abitudine di andare allo stadio. Con i posti in piedi è possibile avere una gamma più larga di prezzi, offrendo delle possibilità a coloro -giovani o famiglie - che attualmente non possono permettersi il calcio da vivo.


Qual’è la probabilità che Safe Standing sarà introdotto in Inghilterra? Da chi è sostenuto?

Nonostante tutte le inchieste ci dicano che stare in piedi non è stato fra le cause della terribile tragedia di Hillsborough, è difficile attuare un dibattito calmo e logico visto il contesto emotivo. Ci vorrebbe un ministro dello sport davvero molto coraggioso. Noi comunque crediamo che quest’opposizione sconsiderata sia in se pericolosa. Queste tecnologie sono frutto di esperienze pluriennale in Germania e altrove, mentre nelle serie minori inglesi la gente ha sempre avuto la possibilità di stare in piedi. La novità più importante per la campagna del FSF è stata senza dubbio la partecipazione dei club e di esperti del mondo calcistico. A gennaio 2012 Aston Villa ha scelto di rischiare, essendo la prima grande realtà a sostenerci. Da quel momento, sempre più club del Premier League e del Football League hanno deciso di aderire. Pure tantissimi rappresentanti delle Forze dell’Ordine che lavorano nel calcio, insieme a professionisti di sicurezza negli stadi e ricercatori del settore, hanno scelto di unirsi a noi e speriamo che infine il governo ci ascolterà. Vogliamo fare delle prove che possono essere controllate e misurate. E’ davvero cosi difficile nel 2013?
Gli sviluppi recenti sono riscontrabili in un documento pubblicato da Cardiff City (http://www.cardiffcityforum.co.uk/viewtopic.php?t=112403) , appena arrivati nel Premier League, col sostegno del loro comune. Spiegano  il perché della loro decisione di accettare la “safe standing” in alcuni settori dello stadio. Spiegano pure che questo provvedimento non è fuori legge: vediamo come risponderanno gli autorità.


Quali sono i svantaggi? Un club può comunque giocare in una competizione europea? Non è molto costoso introdurre le attrezzature?

Le regole UEFA dichiarano che le partite europee debbano essere giocate negli stadi con spalti intermanete occupati dai seggiolini, ma non che i tifosi devono per forza sedersi, il che spiega il continuo stare in piedi dei tifosi tedeschi nelle partite di Champions/Europa League. Il “rail seating” può dare ai club la flessibilità di scegliere posti in piedi o seduti nello stesso settore. Per quanto riguarda l’aspetto economico, il nostro modello suggerisce che il rendimento sull’investimento è considerabile. Più tifosi nel settore vuol dire più incasso per biglietti, e in molti casi il costo delle attrezzature sarebbe ammortizzato dopo 2 o 3 anni. Ma non stiamo cercando di imporre lo standing, vogliamo solo creare un contesto nel quale ogni club è libero di scegliere se farlo o meno.
 

In questa campagna per il safe standing, quali metodi risultano aver più successo?

La cosa fondamentale è stata aver il sostegno dei club. Dopodichè era difficile che i nostri avversari cominciassero a chiamarci teppisti o una minoranza irrilevante. Trovare imprenditori dignitosi che possono portare avanti il nostro discorso, ha fatto una differenza enorme.
Abbiamo messo parecchio per arrivare a questo punto – al inizio cercavamo di andare subito a parlare al governo ed alle autorità ma era facile per loro dare la responsabilità ad altri. Il Premier League riferiva al UEFA, ma l’UEFA citava il Premier League …  I responsabili della sicurezza davano la colpa al governo, il governo alle leghe, le leghe alle società calcistiche, le società dicevano che spettava alle prefetture locali, e questi dicevano che seguivano le regole delle responsabili della sicurezza!
Questo circolo vizioso è cambiato da quando il FSF ha cominciato a lavorare con il Safe Standing Roadshow (http://www.safestandingroadshow.co.uk/) . Portiamo un esempio di  “rail seating” ai club e organizzazioni in tutto il paese. Mostrando un esempio pratico che era palesemente sicuro, ci permette di rompere le barriere e di confrontarci con i vari responsabili del settore. A questo punto diventa impossibile ignorare la volontà dei tifosi e le vere possibilità del safe standing moderno. Abbiamo messo tanto, e c’è ancora tanto da fare, ma piano piano stiamo creando qualcosa d’importante.
 

Ma pensi davvero che potrebbe funzionare in Italia?

Noi crediamo che il safe standing possa funzionare in Inghilterra perché la gente ha gambe e bocche e alcune vogliono stare in piedi e cantare alle partite di calcio, e non riusciamo a trovare alcuna evidenza che se ben organizzata e regolata, il standing sia pericolosa. Se pure gli italiani hanno gambe e bocche e sono in grado di instaurare e controllare progetti sicuri, non vedo motive per cui non dovrebbe funzionare anche in Italia.

Approfondimento su Curva Standing Area

In attesa di vedere il progetto del nuovo stadio dell’AS Roma, che come preannunciato dalla proprietà e dalla dirigenza durante la tournèe americana di fine anno dovrebbe sorgere in quasi 4 anni nell’area di Tor di Valle, MyROMA continua la sua campagna per far erigere le curve con i posti in piedi, o “Standing Area”. Questa soluzione porterebbe molti benefici: permetterebbe alla parte più calda del tifo di stare in una situazione più confortevole e dare un contributo migliore all’atmosfera nello stadio e più calore alla squadra, inoltre tale soluzione, aumentando la capacità dei settori, porterebbe ad un introito maggiore per la società nonostante una ovvia diminuzione del costo dei biglietti.

In Europa ci sono paesi come Germania, Olanda, Norvegia e Danimarca dove le Standing Area sono una realtà da anni. Nel Regno Unito la storia è un po’ diversa: dopo il “Rapporto Taylor” del 1990, emanato a seguito della tragedia di Hillsborough del 15 Aprile del 1989, che regola le norme di sicurezza negli stadi e prevede che gli stadi dei club di prima e seconda divisione siano dotati di soli posti a sedere. Negli ultimi anni però, con il calo dell’atmosfera negli stadi (e il continuo aumento dei prezzi dei biglietti), rafforzati dall’inchiesta che lo scorso anno ha smascherato le menzogne scritte sul tragico evento di Sheffield del 1989 nei rapporti di polizia e nei giornali inglesi, e che a portato il primo ministro inglese a chiedere due volte scusa al paese e ai familiari delle vittime, la Football Supporters Federation (FSF – la federazione dei tifosi britannici) sta conducendo una forte campagna per il ritorno alle Standing Area (Safe Standing Campaign).

La UEFA ancora non approva le Standing Area, forse perché crede erroneamente che significhi un calo della sicurezza negli stadi, o forse anche perché il suo presidente, Michel Platini, è rimasto colpito dalla tragedia dell’Heysel. In entrambi i funerei eventi in Inghilterra e in Belgio, però, la reale colpa è stata dell’incapacità dell’organizzazione di sicurezza.

I benefici delle Standing Area per i tifosi e per le società sono evidenti, e nonostante la disinformazione sulla sicurezza di questa soluzione, siamo sicuri che presto anche in questa battaglia l’AS Roma e MyROMA saranno da esempio per il calcio italiano.

 

MyROMA  HA RICHIESTO UFFICIALMENTE ALLA AS ROMA CHE LE PROSSIME CURVE SIANO STANDING AREA: CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU'
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