Abbiamo seguito con grande attenzione la vicenda “Stadio della Roma” e continueremo a farlo. A riguardo, crediamo che il nostro obiettivo sia quello di impegnarci affinché l’AS Roma sia sempre più competitiva: giocare in uno stadio all’avanguardia, almeno dal punto di vista sportivo, non può che contribuire alla crescita del club
Per quanto riguarda l’aspetto economico, crediamo che per crescere la Roma (come tutte le squadre italiane) debba ridurre sempre più la dipendenza dai ricavi della Champions, dai diritti TV e dalle plusvalenze sui giocatori. Per farlo è necessario avere nuove fonti di ricavo. Uno stadio, oltre all’aumento dei ricavi da ticketing, può offrire numerose opportunità. 
Nei prossimi mesi, certi di un atteggiamento trasparente e collaborativo da parte della AS Roma nella comunicazione degli accordi di ripartizione dei flussi di cassa generati da stadio e strutture accessorie, ci impegneremo per conoscere esattamente l'entità dei benefici economici che il club otterrà dal nuovo impianto. Infatti, accanto alla giusta previsione di un equo guadagno per i proponenti, non bisogna dimenticare che l'interesse primario dei tifosi in questa operazione è quello della AS Roma. Quando sarà totalmente chiara la situazione, diremo la nostra, nello stile sempre propositivo e collaborativo che ci contraddistingue.

Oltre alla questione ricavi dell’AS Roma, abbiamo molto a cuore un’altra tematica, quella del settore popolare. Crediamo che una Curva Sud senza anelli e barriere, con la possibilità di stare in piedi, sia qualcosa a cui non si possa rinunciare. Sappiamo che ci sono delle normative ministeriali che costringono a prendere certe scelte dal punto di vista della struttura: sarà nostro compito studiarle ed eventualmente proporre al club alcune soluzioni.

Parlando ancora di Curva Sud, ma anche del settore che sarà dalla parte opposta dell’impianto (l’attuale Curva Nord), iniziamo già da oggi a sottolineare un altro tema: i prezzi. Che dovranno essere bassi e accessibili a tutti, oltre a premiare le famiglie e la fedeltà dei tifosi. Un impianto moderno lo permette, perché con l’aumento dei ricavi dovuti ai servizi “vip” è possibile abbassare di molto i prezzi dei settori popolari, come avviene in stadi quali l’Allianz Arena di Monaco o al Westfalenstadion di Dortmund.

Perché la Roma è sangue e oro, aristocratica e popolare… E le barriere economiche possono essere molto più invalicabili di quelle di vetro.
 
Forza Roma!
Pubblicato in MyROMA informa

Il Prospetto Informativo recentemente pubblicato dalla AS ROMA contiene diversi argomenti che dobbiamo approfondire. Uno tra questi è la parte relativa al nuovo stadio, che vi invitiamo a leggere. A tal proposito riprendiamo un articolo apparso in rete qualche ora fa e che riproponiamo per leggere anche la vostra opinione.

Effettivamente nel prospetto non vi è una dicitura che fa intendere che lo stadio diventerà di proprietà della AS ROMA (tra 1,10 o 100 anni). Speriamo tutti che sia una svista.

 

[fonte: http://tifosobilanciato.it]

La pubblicazione del Prospetto Informativo depositato presso la CONSOB in data 26 giugno 2014, relativo all’aumento di capitale di AS Roma, permette di fare luce sull’aspetto legato alla proprietà del Nuovo Stadio della AS Roma.

In particolare, si potrebbe iniziare a trovare delle risposte ad alcune domande:

Chi metterà i soldi?

Chi gestirà lo Stadio?

Di chi sarà la proprietà?

Nel paragrafo 6.1.2.7 del Prospetto Informativo, a pag. 87, intitolato "Il progetto “Stadio della Roma”" si trovano delle risposte, o per lo meno, degli indizi di risposte.

Nella parte iniziale, in modo generico, è scritto che il nuovo stadio verrà costruito da soggetti privati e rappresenterà la sede per le partite casalinghe disputate della Prima Squadra. Dopo tale affermazione, è aggiunto che il nuovo stadio “costituirà un impianto con possibilità di ospitare eventi di intrattenimento di qualsiasi genere 365 giorni l’anno”.

Tale affermazione è conforme al concetto di utilizzo dei nuovi stadi di calcio, che devono essere in grado di ospitare altri eventi, come i concerti musicali, meeting aziendali e quant’altro, che costituiscono fonte di ricavo aggiuntivo per i moderni club di calcio.

Dopo tali affermazioni di carattere generico, nello stesso paragrafo, è affermato che il Nuovo Stadio  “sarà totalmente finanziato e gestito da soggetti privati”. Per quanto riguarda la gestione vi è l’eccezione delle partite casalinghe disputate della Prima Squadra di calcio. Evidentemente solo la gestione delle partite casalinghe della Prima Squadra sarà di competenza dell’AS Roma, tutto il resto sarà di competenza di “soggetti privati”. Ovviamente, la società AS Roma, per la gestione di sua competenza avrà diritto a percepire ricavi derivanti da tali eventi. 

L’affermazione che chiarisce ogni dubbio è la seguente "lo “Stadio della Roma” sarà autonomo ed indipendente rispetto alla Società". Dopo tale periodo, già di per sé molto chiaro, vi sono delle frasi che ribadiscono il concetto, come la seguente: “La realizzazione del progetto non vedrà il coinvolgimento economico finanziario da parte della Società”.

Il concetto espresso, quindi, è molto chiaro: la gestione di AS Roma non sarà esposta ad indebitamenti di carattere finanziario, con il sostenimento dei relativi oneri, per costruire lo stadio.

Altro aspetto rilevante, riguarda le modalità attraverso le quali la società AS Roma potrà usufruire del Nuovo Stadio.

Il Prospetto Informativo specifica che le modalità attraverso cui l’AS Roma potrà usufruire delle strutture del Nuovo Stadio “saranno oggetto di specifici accordi che saranno sottoscritti con la società proprietaria dell’impianto”. Quanto scritto ribadisce ulteriormente il concetto che AS Roma non diventerà la “proprietaria” del Nuovo Stadio, ma per poter usufruire dello stadio AS Roma deve stipulare degli "accordi" con la società proprietaria dello stadio.

Dal punto di vista “burocratico” sembrerebbe “fondamentale”, quasi come se fosse una condizione "necessaria", che via sia un accordo tra chi costruisce lo stadio ed una società di calcio, per avviare le procedure della “Nuova Legge sugli Stadi”.

Infatti, nel Prospetto informativo è scritto quanto segue:

Con riferimento al progetto “Stadio della Roma”, si rende noto che in data 27 maggio 2014 AS Roma, AS Roma SPV LLC ed EURNOVA S.r.l. – società proprietaria dell’area situata nella zona di Tor di Valle in cui sorgerà il nuovo “Stadio della Roma”, hanno sottoscritto un accordo per dar corso alle procedure amministrative previste dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147 (“Nuova legge sugli Stadi”) volte ad ottenere il rilascio dei permessi e delle autorizzazioni necessarie a costruire lo stadio e le infrastrutture accessorie accluse al progetto. Ai sensi di tale accordo, AS Roma SPV LLC ed EURNOVA S.r.l. si sono tra l’altro impegnate a realizzare il progetto stadio ed a concedere l’utilizzo dello stesso, una volta costruito, ad AS Roma che, secondo termini e condizioni che saranno in seguito concordati tra le parti, vi disputerà i propri incontri casalinghi.

 

L'ipotesi che la società AS Roma diventi proprietaria del Nuovo Stadio, è contemplata in un passaggio del Prospetto Informativo. In riferimento all’accordo Media Package con Infront Italy S.r.l., infatti, si contempla anche l’ipotesi che AS Roma possa diventare “proprietaria” del Nuovo Stadio, che si può cogliere nel seguente passaggio:

Il contratto prevede inoltre un impegno delle parti a rinegoziare in buona fede il contenuto e il corrispettivo del Media Package ove AS Roma dovesse diventare proprietario di, o la Prima Squadra dovesse iniziare a giocare le proprie partite casalinghe in, un nuovo stadio inclusivo di una nuova area ospitalità …

 

Dal punto di vista contabile, la voce “Crediti verso imprese controllanti”, pari a 0,7 milioni di euro, contiene gli oneri per studi e progettazione del nuovo stadio, sostenuti da A.S. Roma e Soccer per conto della controllante Neep, risultano in attesa della costituzione di una NewCo cui tali costi saranno riaddebitati. Sempre, sulla questione stadio, pare ci sia un contenzioso con dei progettisti, riguardante la progettazione di un nuovo stadio di proprietà dell’A.S. Roma, avvenuta alcuni anni fa. I suddetti progettisti reclamerebbero il risarcimento del danno di € 1,25 milioni per presunto inadempimento contrattuale.

In conclusione, stando così le cose, nel caso di AS Roma, difficilmente si possa parlare di “stadio di proprietà”, inteso come lo si fa per i grandi club Europei. A questo punto, resta tutta da verificare l’ipotesi dell’eventuale canone di locazione.

fonte: tifosobilanciato.it

 

Pubblicato in About Calcio
Da un' intervista riportata su businessweek.com(qui articolo originaleDan Meis, l'architetto incaricato della progettazione del nuovo stadio dell'AS Roma, ha rilasciato alcune indiscrezioni sulla struttura di quella che sarà la nuova Curva Sud.
 
Sottolineando l'attenzione alle richieste e suggerimenti che si sono scatenati in rete in occasione della presentazione del progetto, l'architetto ha affermato che si punta ad una curva a blocco unico che probabilmente conterrà sezioni con dei seggiolini richiudibili(rail seats, tipici degli stadi tedeschi), una delle grandi richieste che MyROMA, AS Roma Supporters Trust, ha presentato da diverso tempo all'attenzione della società giallorossa.
 
L'estratto da businessweek.com:
 
Meis: The ‘Ultra’ fans have sat in a section of the stadium called the Curva Sud, which means the south curve. Those fans live in another world without laws.
 
Before the game starts, you’ll see flares, smoke bombs and huge flags. Not like an NFL game!
 
I once saw a guy running in late with a 20-foot pole that he was dragging on the top of the concourse roof so he could wave this giant flag.
 
So while a new building brings modern day security and safety measures, you still need accommodate that fan spirit.
 
Hoelterhoff: How do you do that? These folks seem excitable.
 
Meis: They don’t like to sit down. We could have just dispensed with seats. Since the project was announced, I’ve gotten hundreds of e-mails and Instagram comments and Twitter messages.
 
Hoelterhoff: About what?
 
Meis: The seats. If it were up to the fans, the Curva Sud would be one giant single space. But safety regulations mean you have to have one ticket per seat. Otherwise, they would cram 20,000 people into a 10,000 seat space. However, they will be happy to see that the seats can be folded away if they really don’t ever sit.
Pubblicato in Info Trust dall'Italia
MyROMA vuole ricordare, oltre all'impegno profuso per la standing area, anche l'immenso lavoro portato avanti dalla Dott. Paola Accomando per rendere il nuovo stadio sempre più accessibile e di cui trovate tutti i contenuti nella sezione "Politiche sociali". Sono stati realizzati cinque articoli (link primo articolo) per raccontare un documento, "Good Practice Guide", molto importante in previsione della costruzione del nuovo stadio. La AS Roma ha ricevuto questo materiale e ci auguriamo vivamente che poter comprare un hot dog dal posto non sia più importante di una battaglia di civiltà per consentire a "tutti" i tifosi di seguire la partita nel migliore dei modi.

 

[Fonte: RSNews.it] Dando mandato alla KOI research, il management capitolino sta cercando di rendere partecipi i propri sostenitori in merito alle scelte progettuali per la nuova casa giallorossa. Contucci: "Divisioni dell'impianto in base alla passionalità"

 

A due anni dall'insediamento della proprietà americana ai vertici dell' As Roma è ormai lampante che i risultati sul campo, seppur scadenti, un settimo ed un sesto posto e la finale di coppa Italia 2013 persa contro la Lazio, non fermano le strategie economiche di Pallotta e del fondo finanziario che rappresenta. Il lancio del nuovo stemma societario, osteggiato dal supporter trust giallorosso MyRoma, la tournée negli States, la partecipazione come guest star all'all-star-game della MSL -le lega professionista di calcio americana- sono solo gli ultimi passi di un percorso che dovrà avere come culmine la costruzione del nuovo stadio; della nuova casa giallorossa. E' notizia di ieri, data urbi et orbi dalla stessa Roma con un comunicato sul proprio sito, di un questionario inviato via mail a "circa 65.000 tifosi" per dare loro "l'opportunità di prendere parte alla progettazione dello stadio". Il campione di tifosi, scelti a caso nel database della società giallorossa, è stato diviso in due sottogruppi ai quali sono stati inviati due sondaggi differenti. Uno con domande relative ai "trasporti ed alle modalità di accesso e deflusso dallo stadio", l'altro invece aveva come centro dell'inchiesta "prezzi e servizi per le diverse aree dello stadio".
Per questa ricerca il management della Roma si è avvalso dell'aiuto delle professionalità della KOI- research, azienda fondata nel 2008 che ha maturato esperienze in campo nazionale ed internazionale fornendo ricerche di mercato in diversi settori economici e finanziari. Dall'abbigliamento all'automobilistico per arrivare al settore medico-farmaceutico.

Non è la prima volta però che la Roma lancia un iniziativa del genere con la partecipazione della KOI-research. E' passata sotto traccia infatti una "convocazione", datata 20 maggio 2013, ad un gruppo di discussione che si è tenuto il 3 giugno scorso presso la K location in Via Gregorio VII  a Roma. Questo forum era riservato ai soli tifosi abbonati in curva sud ed aveva come scopo quello di "dare l'opportunità di condividere opinioni ed i pensieri sul progetto di costruzione del nuovo stadio nell'area di Tor di Valle nella zona sud-ovest di Roma" per poter dare al tifoso la possibilità di esprimersi "su tutto ciò che concerne le opzioni di progettazione, gli eventuali servizi per i tifosi e i posti a sedere"

In realtà  nella capitale sponda giallorossa, grazie anche al lavoro di MyRoma, ci si sta già muovendo per dare un indirizzo ben preciso alla costruzione del nuovo stadio. La volontà espressa da MyRoma è chiara ed è stata ribadita più volte dai suoi associati. Le parole del vice presidente avv. Lorenzo Contucci, apparse ieri sul suo profilo personale di fecebook, non lasciano spazio a dubbi o strumentalizzazioni "con MyRoma si è tentato di dare suggerimenti in ordine al futuro stadio di Tor di valle, al fine di preservare la cultura del tifo, coniugandola con le esigenze di merchandising e di modernismo: conoscendo la realtà del calcio in Italia e conoscendo i sentimenti e le passioni di chi frequenta i diversi settori, ci si era permessi di suggerire un impianto diviso in modo passionale: standing area in curva, resto dello stadio seduto con i confort del caso".

Pubblicato in Parlano di noi

In attesa di vedere il progetto del nuovo stadio dell’AS Roma, che come preannunciato dalla proprietà e dalla dirigenza durante la tournèe americana di fine anno dovrebbe sorgere in quasi 4 anni nell’area di Tor di Valle, MyROMA continua la sua campagna per far erigere le curve con i posti in piedi, o “Standing Area”. Questa soluzione porterebbe molti benefici: permetterebbe alla parte più calda del tifo di stare in una situazione più confortevole e dare un contributo migliore all’atmosfera nello stadio e più calore alla squadra, inoltre tale soluzione, aumentando la capacità dei settori, porterebbe ad un introito maggiore per la società nonostante una ovvia diminuzione del costo dei biglietti.

In Europa ci sono paesi come Germania, Olanda, Norvegia e Danimarca dove le Standing Area sono una realtà da anni. Nel Regno Unito la storia è un po’ diversa: dopo il “Rapporto Taylor” del 1990, emanato a seguito della tragedia di Hillsborough del 15 Aprile del 1989, che regola le norme di sicurezza negli stadi e prevede che gli stadi dei club di prima e seconda divisione siano dotati di soli posti a sedere. Negli ultimi anni però, con il calo dell’atmosfera negli stadi (e il continuo aumento dei prezzi dei biglietti), rafforzati dall’inchiesta che lo scorso anno ha smascherato le menzogne scritte sul tragico evento di Sheffield del 1989 nei rapporti di polizia e nei giornali inglesi, e che a portato il primo ministro inglese a chiedere due volte scusa al paese e ai familiari delle vittime, la Football Supporters Federation (FSF – la federazione dei tifosi britannici) sta conducendo una forte campagna per il ritorno alle Standing Area (Safe Standing Campaign).

La UEFA ancora non approva le Standing Area, forse perché crede erroneamente che significhi un calo della sicurezza negli stadi, o forse anche perché il suo presidente, Michel Platini, è rimasto colpito dalla tragedia dell’Heysel. In entrambi i funerei eventi in Inghilterra e in Belgio, però, la reale colpa è stata dell’incapacità dell’organizzazione di sicurezza.

I benefici delle Standing Area per i tifosi e per le società sono evidenti, e nonostante la disinformazione sulla sicurezza di questa soluzione, siamo sicuri che presto anche in questa battaglia l’AS Roma e MyROMA saranno da esempio per il calcio italiano.

 

MyROMA  HA RICHIESTO UFFICIALMENTE ALLA AS ROMA CHE LE PROSSIME CURVE SIANO STANDING AREA: CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU'
Pubblicato in MyROMA informa
Lunedì, 31 Dicembre 2012 14:58

La Roma avrà il suo stadio

 

Imparare dai propri errori o da quelli degli altri è sinonimo di grande intelligenza. La Roma lo ha fatto e ha dimostrato di essere una società attenta. Leggere l'errore commesso dalla Juventus nel progettare e creare uno stadio di circa 40mila posti, ed evitare di caderci, è già un buon punto di partenza. Dove sorgerà lo stadio ci interessa poco (per la cronaca sarà a Tor di Valle), quello che ci sta a cuore è aiutare la società a sviluppare un impianto a misura di tifoso. Fin da subito ci siamo detti perplessi su una capienza di 40/45 mila posti, soprattutto per una piazza calorosa e passionale come quella giallorossa. 55/60 mila ci sembrava fin dal principio un numero adeguato, ottimo per i big match, meno dispersivo per le partire non di cartello. Oggi è stato detto che la futura casa romanista avrà proprio questa capienza e questo ci fa stare più tranquilli, perchè sappiamo che la voce dei tifosi, almeno oggi, è ascoltata. MyROMA nasce per questo, associazione fatta da tifosi e chi meglio di loro conosce le proprie esigenze?
Tempo fa abbiamo parlato di “Standing area”, luoghi dove vivere la partita in piedi e dove fare il tifo in maniera ancor più passionale. Questi posti sono realtà in altri paesi europei, vedi la Germania, dove noi di MyROMA siamo andati qualche anno fa per toccare con mano la loro realtà. Perchè, quindi, non riproporla anche in casa nostra? In un sondaggio effettuato qualche mese fa alla domanda: “Seguire la partita in piedi in Curva Sud con la creazione delle standing area sul modello tedesco. Cosa pensi di questa soluzione per il prossimo stadio As Roma” oltre 500 tifosi hanno opzionato il “Si” contro soli 3 “No”. Una possibilità che andrebbe sviluppata. Come si potrebbe sondare l'ipotesi di far scegliere ai tifosi, tramite sondaggio, i nomi da dare alla Curva Sud, Nord, Tevere e Montemario. Perchè no?

Pubblicato in Romalandia

 

Giovedì 15 novembre MyROMA è stata protagonista di una giornata storica.
Per la prima volta a Roma un gruppo di tifosi disabili affiliati al CAFE, accompagnati dalla referente polacca Maria Popielawska, ha varcato le soglie dello Stadio Olimpico e visitato lo stadio fin nelle sue "segrete".

E' iniziato tutto con una mail inviata dal CAFE al Dipartimento Politiche Sociali di MyROMA, nella quale si chiedeva la nostra collaborazione per consentire ad un gruppo di ragazzi disabili e relativi accompagnatori di poter visitare lo Stadio Olimpico di Roma per avere una visione sulle sue attuali condizioni di accessibilità.
Abbiamo immediatamente contattato l'A.S.Roma, nella persona di Marco Seghi, che subito si è reso disponibile e si è prodigato affinché l'iniziativa potesse essere realizzata.

E' stata davvero una grande emozione quando il delegato MyROMA Paola Accomando, il Responsabile per i rapporti con i Tifosi dell'A.S.ROMA Marco Seghi ed il responsabile CONI Davide De Simini si sono trovati di fronte la delegazione del CAFE guidata da Maria Popielawska e Marta Ostrowska (delegata dell'associazione polacca "Podroze bez granic").

Il tour guidato è iniziato dalla Tribuna Tevere, dove abbiamo mostrato ai visitatori i posti riservati ai disabili. Il gruppo ha apprezzato molto il divisorio in plexiglas utilizzato per separare la parte superiore dal parterre.
In seguito il gruppo è stato accompagnato verso il tunnel che conduce sul terreno di gioco. Grandissima emozione da parte di tutti nel vedere da vicino uno dei campi più famosi al Mondo!

Sembrava che la visita dovesse volgere al termine, quando il delegato del CONI ha chiesto al leggendario Piero, il padrone degli spogliatoi dell'Olimpico, di aprire le porte della "pancia" dello stadio.
Il gruppo ha potuto visitare gli spogliatoi di Roma e Lazio, passando davanti alla Mixed Zone e all'entrata di centrocampo.

Insieme con A.S.Roma e CONI abbiamo realizzato un'iniziativa molto importante e speriamo sinceramente che in futuro momenti come questi possano diventare di prassi.
Ci teniamo a ringraziare sentitamente l'A.S. Roma per la pronta collaborazione e la generosità mostrata regalando a tutti gli ospiti un kit sciarpa-cappellino di benvenuto.
Ringraziamo altresì il CONI che, nonostante i lavori in corso per l'adeguamento dell'impianto alla gara di rugby di sabato 17, ha dimostrato attenzione e si è prodigato affinché l'evento potesse avere luogo.

 

Pubblicato in Politiche Sociali

Oggi parliamo di un argomento che a me personalmente sta molto a cuore: l'accessibilità di tutti i settori dello Stadio.
La nuova casa della Roma non potrà prescindere da questo importantissimo aspetto; oggi sappiamo che i posti riservati ai tifosi disabili sono disponibili solo ed esclusivamente in Tribuna Tevere. Questo è il risultato di un vecchio concetto di disabilità, la mentalità della "ghettizzazione" è senz'altro obsoleta e fuori luogo per la modernità imposta dal terzo millennio.

Secondo la Guida CAFE - UEFA è indispensabile che il Club si assicuri di avere un numero adeguato di posti accessibili in tutto lo stadio.
I nuovi stadi devono essere progettati in modo da essere inclusivi fin dall'inizio, offrendo posti a sedere accessibili in numero proporzionale alla totalità dei posti.
Affinché questo sia possibile, è necessario pianificare l'accessibilità con standard comuni in tutti i settori dello stadio, in Tribuna VIP come in Curva. Ancora più importante è la necessità di non prevedere posti con minore visibilità perché "tanto sono predisposti per i non vedenti"; questo tipo di affermazione denota quanta approssimazione vi sia nel trattare argomenti di cui si conosce poco o nulla. Non tutti i non vedenti sono tali al 100%. Anzi, la maggiorparte sono "ipovedenti" ed in quanto tali riescono molte volte a distinguere le ombre oppure i contorni approssimativi di oggetti e persone. Posizionare in prossimità del terreno di gioco i posti dedicati a costoro, è sicuramente un'ottima mossa.

La guida illustra il metodo utilizzato dal team di esperti consultati dall'UEFA per calcolare il numero di posti necessario e la qualità che questi devono possedere.
Iniziamo subito dicendo che uno stadio per il quale sono previsti 40.000 posti o più necessita di 210 + 2 posti accessibili confortevoli ogni 1.000 posti oltre i 40.000. Questo vuol dire che uno stadio da 50.000 posti deve prevedere 310 posti accessibili confortevoli; uno stadio da 70.000 posti deve prevedere 350 posti accessibili confortevoli in tutto l'impianto.
I cosidetti "posti accessibili confortevoli" sono posti progettati "ad hoc": devono essere facilmente raggiungibili, possedere caratteristiche di comodità e versatilità adeguate come ad esempio uno spazio maggiore per gli arti inferiori, un seggiolino più ampio, uno schienale idoneo e dei braccioli.
I "posti accessibili confortevoli" vengono descritti all'interno della guida come unità fondamentale all'interno del nuovo stadio, anche perché possono aiutare a prevedere un numero minore di posti per sedie a rotelle qualora risultino ben progettati.

Gli spazi per le sedie a rotelle devono essere presenti in tutto lo stadio: non è assolutamente accettabile che siano previsti posti per carrozzine solo in un dato settore.
Gli stessi requisiti enunciati sopra per i posti "confortevoli", valgono nella stessa misura per i posti assegnati alle sedie a rotelle.

Abbiamo accennato alla visibilità del campo: argomento fondamentale e caratteristica indispensabile che i posti a sedere devono avere. La completa visibilità del terreno di gioco deve essere garantita a tutti, disabili e non. In questo contesto parliamo degli standard inclusivi per la visione della partita. La visibilità deve essere garantita anche qualora vi siano persone in piedi poste davanti alle sedie a rotelle. Immaginiamo il momento del gol, istante topico, il momento più bello della partita. Il tifoso diversamente abile è costretto a rimanere seduto, mentre tutti si alzano ad esultare; ecco come si perde un momento unico per colpa di standard inclusivi non rispettati.
Secondo la guida, "nessuna parte del campo o terreno di gioco deve essere più lontana di 190 m da qualsiasi posto a sedere o settore, e la linea di visione non deve essere ostacolata da barriere,balaustre, corrimano, supporti per coperture, pilastri o colonne."
 

L'immagine mostra la formula matematica usata per calcolare la cosiddetta "linea di visione", dove C è la linea di visione, D è la distanza orizzontale dall'occhio al punto focale, N è l'altezza della persona che si alza in piedi, R è l'altezza verticale fino al punto focale e T è la profondità della fila dei posti a sedere.

 

L'immagine qui a fianco può sicuramente aiutare a capire meglio l'applicazione delle formula matematica precedente.

Per ora ci fermiamo qui. La prossima settimana parleremo della segnaletica accessibile e degli ausili per tifosi non vedenti e non udenti.

Chi volesse documentarsi sull'argomento può scaricare la guida del CAFE e leggere gli articoli precedenti su questo tema

 


 

Pubblicato in Politiche Sociali
Domenica, 28 Ottobre 2012 08:11

Brasile 2014: stadio a impatto zero a Brasilia

 

Il nuovo stadio della AS ROMA? La stampa si occupa solo di "dove", ma i tifosi cominciano a comprendere che forse è meglio parlare del "come". MyROMA già da tempo sta portando avanti una serie di argomenti (ad esempio la standing area e l'accessibilità per i tifosi disabili) importanti per cercare di creare un confronto con la tifoseria e poter costruire "insieme" la nostra nuova casa. Con l'occasione parliamo anche di un altro tema molto importante, sia in termini economici che ecologici, ovvero la possibilità di costruire uno stadio ad impatto zero. Per questo motivo vi mostriamo questo progetto brasiliano.

Con i Mondiali di Calcio del 2014 e le successive Olimpiadi del 2016, il Brasile si appresta a rivoluzionare il paese. E pare che la nazione voglia sfruttare questa ghiotta occasione per puntare sulle energie rinnovabili e sulla difesa dell’ambiente, così come dimostra il progetto per il nuovo stadio di Brasilia. L’Estádio Nacional de Brasília, infatti, sarà la prima struttura sportiva a guadagnarsi la certificazione LEED platinum per la sua natura a impatto zero.

Lo stadio, progettato dal Castro Mello Architects utilizzando il software Autodesk, sarà il secondo stadio più grande della Coppa del Mondo 2014. La ristrutturazione (lo stadio era precedentemente noto come Estádio Mané Garrincha Stadium) porterà capienza fino a poco più di 70.000 posti a sedere.

La certificazione Leed platinum sarà raggiunta attraverso una serie di componenti che consentiranno di ridurre al minimo l'impatto ambientale della struttura:

  1. Un anello di pannelli solari fotovoltaici sul tetto fornirà l'alimentazione dello stadio. In virtù della nuova new net-metering legislation in Brasile, lo stadio sarà in grado di scambiare energia tra i pannelli e la rete elettrica, se necessario.
  2. Un parcheggio per 1000 biciclette all'interno dello stadio per incentivare l'utilizzo di mezzi alternativi e ecocompatibili per raggiungere la struttura
  3. Una membrana fotocatalitica sul tetto sarà in grado di catturare circa un 50% dell'inquinamento atmosferico derivante dall'emissione di CO2 sia dello stadio, sia dei trasporti per raggiungerlo
  4. Un sistema di raccolta dell'acqua piovana per la manutenzione del terreno di gioco e un impianto idrico a basso flusso per limitare gli sprechi
  5. Una serie di aperture architettoniche che consentiranno di sfruttare al meglio la luce solare e limitare il ricorso a quella artificiale

 

Il costo del progetto si aggira intorno ai 400 milioni di dollari. I progettisti stimano che gran parte dell’investimento verrà recuperato dall’energia risparmiata e prodotta dal sistema fotovoltaico in un lasso di tempo di 10-12 anni, con i pannelli solari la cui efficienza è garantita per 25 anni.
http://www.fastcoexist.com/1680755/the-first-net-zero-energy-stadium-will-be-in-the-next-world-cup#-10

 

 

Pubblicato in Dal mondo

 

Prima di addentrarci  in considerazioni sulle differenti sfaccettature dell' accessibilità, dobbiamo soffermarci sulle operazioni preliminari che il Club deve compiere affinché l'inclusività dello stadio sia garantita e si ponga su solide fondamenta.

In particolare, svilupperemo i seguenti argomenti:

1) DICHIARAZIONE DI INTENTI
2) VALUTAZIONE E PIANIFICAZIONE DELL'ACCESSIBILITA'
3) INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI PER L'ACCESSIBILITA'

Dichiarazione di intenti

Si tratta della Carta per la Responsabilità Sociale (CRS) che ogni Club deve stilare. Essa deve individuare le caratteristiche degli impianti e dei servizi che lo stadio deve possedere.

Parliamo perciò delle entrate, dei posti a sedere, delle zone VIP, stampa, degli uffici eccetera; per quanto riguarda i servizi, parliamo del ticketing, dei parcheggi, della quantità e della qualità del personale addetto, dei servizi di assistenza e delle attività commerciali.
E' inoltre importante che la CSR contenga i riferimenti relativi al dirigente A.S.Roma dedicato alle relazioni con i tifosi disabili. Di costui parleremo nella parte finale di questo articolo.
In poche parole, è indispensabile che la CSR definisca l'impegno del Club a fornire parità di accesso a tutti gli utenti.

Come eseguire la valutazione di accessibilità?

La valutazione di accessibilità deve essere compiuta congiuntamente dal Club, dal costruttore e da una o più persone competenti in materia; è fondamentale infatti l'apporto di specialisti in edilizia accessibile che abbiano anche un'ottima conoscenza della normativa europea e locale vigente.
L'obiettivo della valutazione è quello di identificare le carateristiche dei servizi che potrebbero imporre barriere fisiche, sensoriali, psicologiche ed intellettuali. Il consiglio che proviene dalla UEFA e dal CAFE è quello di svolgere questa attività simulando il percorso che la persona disabile compie quando si reca all'interno dell'impianto.

Cosa deve includere la valutazione di accessibilità?

a) la dichiarazione di conformità alle normative vigenti;
b) la filosofia ed i principi cardine del Club per la progettazione, la manutenzione ed il miglioramento della gestione degli impianti e dei servizi;
c) la consultazione periodica con i tifosi disabili, al fine di individuare le criticità, circoscriverle e risolverle.

 

I responsabili dell'accessibilità (RA): caratteristiche e compiti.

Il responsabile dell'accessibilità (RA) deve essere una persona individuata dal Club e deputata ai rapporti con i tifosi disabili.

E' possibile individuare questa figura in corrispondenza dello SLO (Supporters Liasor Officer - previsto dall'articolo 35 del Regolamento UEFA sulle Licenze per Club e sul Fair Play finanziario), o meglio individuarlo in persona differente che lavori a strettissimo contatto con esso. L'RA deve avere una chiara e completa conoscenza della normativa vigente ed essere in grado di interloquire con l'intera tifoseria disabile, riconoscendo, valutando e seguendo le necessità espresse da questa tifoseria. Deve assicurarsi che il Club rispetti gli impegni presi con la dichiarazione di intenti ed applichi in modo corretto le strategie intraprese nel merito.
Deve essere sempre presente nei giorni delle partite, facilmente raggiungibile e contattabile, garantendo la completa operatività.

Per questa settimana ci fermiamo qui. Con il prossimo articolo entreremo all'interno dello stadio ed inizieremo ad analizzare approfonditamente alcuni aspetti.

Ricordo ai lettori che quanto stiamo scrivendo è un riassunto a puntate della "Good Practice Guide" di UEFA e CAFE .

 

 

Pubblicato in Politiche Sociali
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