Abbiamo seguito con grande attenzione la vicenda “Stadio della Roma” e continueremo a farlo. A riguardo, crediamo che il nostro obiettivo sia quello di impegnarci affinché l’AS Roma sia sempre più competitiva: giocare in uno stadio all’avanguardia, almeno dal punto di vista sportivo, non può che contribuire alla crescita del club
Per quanto riguarda l’aspetto economico, crediamo che per crescere la Roma (come tutte le squadre italiane) debba ridurre sempre più la dipendenza dai ricavi della Champions, dai diritti TV e dalle plusvalenze sui giocatori. Per farlo è necessario avere nuove fonti di ricavo. Uno stadio, oltre all’aumento dei ricavi da ticketing, può offrire numerose opportunità. 
Nei prossimi mesi, certi di un atteggiamento trasparente e collaborativo da parte della AS Roma nella comunicazione degli accordi di ripartizione dei flussi di cassa generati da stadio e strutture accessorie, ci impegneremo per conoscere esattamente l'entità dei benefici economici che il club otterrà dal nuovo impianto. Infatti, accanto alla giusta previsione di un equo guadagno per i proponenti, non bisogna dimenticare che l'interesse primario dei tifosi in questa operazione è quello della AS Roma. Quando sarà totalmente chiara la situazione, diremo la nostra, nello stile sempre propositivo e collaborativo che ci contraddistingue.

Oltre alla questione ricavi dell’AS Roma, abbiamo molto a cuore un’altra tematica, quella del settore popolare. Crediamo che una Curva Sud senza anelli e barriere, con la possibilità di stare in piedi, sia qualcosa a cui non si possa rinunciare. Sappiamo che ci sono delle normative ministeriali che costringono a prendere certe scelte dal punto di vista della struttura: sarà nostro compito studiarle ed eventualmente proporre al club alcune soluzioni.

Parlando ancora di Curva Sud, ma anche del settore che sarà dalla parte opposta dell’impianto (l’attuale Curva Nord), iniziamo già da oggi a sottolineare un altro tema: i prezzi. Che dovranno essere bassi e accessibili a tutti, oltre a premiare le famiglie e la fedeltà dei tifosi. Un impianto moderno lo permette, perché con l’aumento dei ricavi dovuti ai servizi “vip” è possibile abbassare di molto i prezzi dei settori popolari, come avviene in stadi quali l’Allianz Arena di Monaco o al Westfalenstadion di Dortmund.

Perché la Roma è sangue e oro, aristocratica e popolare… E le barriere economiche possono essere molto più invalicabili di quelle di vetro.
 
Forza Roma!
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Oggi MyRoma si è recata all’Assemblea degli Azionisti tenutasi al Centro Sportivo di Trigoria. I soci del Supporters Trust e gli azionisti che hanno fornito la delega a MyRoma sono stati rappresentati dal presidente Walter Campanile, al quale si sono aggiunti in qualità di ospiti il consigliere Valerio Curcio e il tesoriere Guido Carlomagno.
 
Questo l’intervento* che il Presidente di MyRoma ha diretto alla dirigenza dell’AS Roma:


“Inizio col dichiarare che esprimeremo voto favorevole al punto 1 della parte straordinaria e 3-4-5 della parte ordinaria, mentre ci asterremo ai punti 1-2. MyRoma dà il suo benvenuto al dottor Umberto Gandini, che assumerà oggi il ruolo di amministratore delegato. Spesso gli interventi di MyRoma sono stati travisati o strumentalizzati, ma ci teniamo a ribadire la nostra volontà di essere sempre propositivi e costruttivi. Non capiamo come sia possibile che la Roma abbia la necessità di ricorrere ad un nuovo aumento di capitale. Il bilancio delle società di calcio si compone principalmente di tre voci: diritti tv, ticketing e commercial; dividerò dunque l’intervento seguendo queste ultime due voci.
 

TICKETING

 
BIGLIETTI A PREZZI POPOLARI
- La comunità giallorossa sta venendo meno. Chiediamo qualcosa di straordinario, perché la situazione allo stadio è ormai paradossale. Oggi non facciamo una domanda, ma portiamo una proposta: proponiamo un abbassamento dei prezzi dei biglietti che sia veramente popolare, per aiutare a far tornare i tifosi allo stadio.
 
BARRIERE - Noi vi chiediamo di fare tutto il possibile per farle togliere. Sappiamo dei tentativi che la società ha fatto. Evidentemente non sono bastati, serve di più, rivogliamo la Curva Sud allo stadio perché senza non è la stessa cosa.
 
TABELLONI PUBBLICITARI - Chiediamo che i tabelloni pubblicitari vengano nuovamente allontanati dal campo, perché sono tornati troppo vicini e impediscono la corretta visuale.
 

COMMERCIAL

 
NO AL FALSO - Nel 2011 avevamo proposto alla dirigenza di iniziare una campagna “No al falso”, per sensibilizzare i tifosi sull’importanza di acquistare materiale originale. Lo riproponiamo oggi.
 
STEMMA - Sul bilancio i ricavi del commercial non sono soddisfacenti. Dopo tre anni con questo logo (e non stemma) i risultati non sono migliorati rispetto al passato. Abbiamo apprezzato il ritorno del “lupetto” sulla seconda maglia, siamo sicuri che quella bianca venderà di più che quella rossa, perché la tifoseria non si riconosce nel nuovo logo. Ricordo al notaio che in passato abbiamo consegnato un prospetto con una proposta di stemma che coniughi innovazione e tradizione: chiediamo che finalmente venga preso in considerazione” [Leggi la proposta di MyRoma sullo stemma].
 
A seguire le risposte del direttore generale Mauro Baldissoni, raccolte da forzaroma.info:
 
L’Olimpico - Lo stadio Olimpico sta vivendo una situazione d’emergenza e dobbiamo ritornare alla normalità. Sapete perfettamente quale è la posizione della società, l’hanno anche espressa giocatori e allenatore. Vogliamo raggiungere l’obiettivo del ritorno alla normalità, cioè la fruizione della partita deve essere confortevole. Tutte le barriere vanno eliminate, come nello Juventus Stadium o nello stadio di Udine, o anche nel Mapei Stadium del Sassuolo. Sono tutti esempi di stadi senza barriere in generale. I nostri giocatori hanno esultato davanti ai nostri tifosi senza barriere. Il tema non è solo la barriera al centro della curva, ma il concetto di barriera in generale. In questi mesi non si sono verificati fatti rilevanti dal punto di vista dell’ordine pubblico. Vogliamo tornare alla normalità.
 
I prezzi
- La politica della società è quella di favorire un concetto di affiliazione come l’abbonamento. L’affiliazione ha un valore che va oltre, soprattutto in tema di sicurezza, si crea una comunità. Chi si abbona paga una quota per partita, che per la curva ammonta a 15euro e per i distinti a 23euro. Prezzi che comparati alle altre grandi non sono cari.
 
Le maglie false - Abbiamo dato incarico ad una società che deve cercare i falsi e denunciare certe situazioni. È un tema che riguarda la politica e la sicurezza, meno la società.
 
Infine la contro-risposta di MyRoma sulla questione dei prezzi dei biglietti:
 
Sappiamo benissimo che i prezzi dei biglietti della Roma sono in linea con quelli italiani ed europei. Quello che noi chiediamo, proprio a fronte di una situazione straordinaria di abbandono dello stadio, è un intervento che esca fuori dall’ordinario.
 
 
*L’intervento di MyRoma è stato parafrasato per permetterne una migliore fruibilità via web, ma rappresenta appieno tutto ciò che si è detto in Assemblea degli Azionisti.

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La campagna abbonamenti 2014/15 è cominciatai; una buona occasione per fare qualche osservazione dalla lettura dei prezzi degli abbonamenti per la prossima stagione, tenendo presente che i biglietti dovrebbero più o meno rispettarne la proporzione.

Innanzitutto fa piacere notare che, a poco meno di quattro anni distanza dalla nascita dell’A.S. Roma Club Privilege, la distinzione fra “romanisti di Serie A” e “romanisti di Serie B” che essa doveva marcare è quasi definitivamente scomparsa, visto che uno degli ultimi “privilegi” rimasti ai possessori di detta tessera è sostanzialmente superato, vista l’irrisoria cifra di 5€ che differenzia l’abbonamento Privilege rispetto a quello Home... e considerando soprattutto che nella fase di prelazione i possessori della Privilege devono subire un incremento di prezzo superiore rispetto a quelli della Home per il rinnovo (es. in Curva Sud/Nord, l’abbonamento Privilege sale da 245 a 265 - + 20€ - mentre quello Home sale da 260 a 270 - + 10€).

Da segnalare la “nascita” (o sarebbe meglio dire la “rinascita”, visto che già esisteva ai tempi della divisione della Tribuna Tevere in Laterale e Centrale) del settore Parterre Tribuna Tevere… che costerà poco più dei Distinti.
Moralmente è corretto che quella parte di Tribuna costi meno del resto, vista la pessima visuale che offre; inoltre, considerando che quella parte non è separata dal resto, in occasione delle partite non di cartello il basso prezzo di quella parte potrà contribuire a migliorare un’affluenza che è stata abbastanza misera, nonostante il cammino della Roma quest’anno avrebbe meritato una cornice di pubblico migliore in più di un’occasione.

La MonteMario è diminuita, non eccessivamente, ma diminuita (cui fa da contraltare il resto della Tevere “non Parterre” leggermente aumentata)… basti considerare che se un abbonato della Tribuna Tevere nella stagione 2012/13 avesse voluto spostarsi in MonteMario nella fase “cambio posto” dell’ultima campagna abbonamenti, tale spostamento sarebbe costato 115€ (885€ T.T. – 1000€ T.M.), mentre un attuale abbonato di Tevere pagherebbe tale scambio per la prossima stagione solo 30€ (905€ T.T. – 935€ T.M.).

Si spera questo possa contribuire, oltre a qualche abbonamento in più, anche ad una migliore affluenza in quel settore troppo spesso spettrale.

Infine i Distinti Nord non sono più “settore famiglie”… se ciò presenta anche un lato (molto) negativo, per lo meno nelle partite di cartello ci saranno 5.000 biglietti a prezzi popolari (o almeno si spera, visto che nella scorsa stagione i Distinti Sud ne costavano 45…) in più a disposizione, visto che purtroppo gli orari decisi dalla Lega troppo spesso hanno ostacolato il riempimento di quel settore (che non ha fatto registrare il sold out neanche in occasione dei quarti di Coppa Italia contro la Juventus, quando per poco non è finita la MonteMario).

Da specificare come gli abbonamenti dei Distinti Nord saranno venduti solo dopo un improbabile (ma non impossibile?) esaurimento dei Distinti Sud.

Se questi sono i lati tutto sommato positivi di questa campagna abbonamenti, i lati negativi riguardano soprattutto le famiglie (che lorsignori tanto dichiarano di volere negli stadi).

Tanto per cominciare, le donne pagano molto di più ovunque (in Tevere e MonteMario addirittura fra i 100 e i 280€). Se questo porta ad una “parità dei sessi” formale, nella pratica è cosa abbastanza evidente - a livello prettamente numerico-statistico - che il calcio attrae più uomini che donne e che molte donne (non tutte, ci mancherebbe) vanno allo stadio insieme al fidanzato/marito ed eventuali figli… e soprattutto per le casse di una famiglia, quest’aumento non è sicuramente buono.

La nota dolente riguarda il "settore famiglie", spostato in Tevere Sud, a prezzo quasi raddoppiato (un padre e un figlio si abbonarono con 345€ nella scorsa stagione; con quella cifra non rinnova nemmeno soltanto il padre…). D'accordo che il settore offre una visibilità migliore, ma le famiglie saranno contente di questo spostamento?

Vedremo quale sarà la risposta del popolo giallorosso a questa campagna abbonamenti, nella speranza che la Roma possa sempre giocare con la cornice di pubblico che merita.

Rendiamo disponibile un file per il confronto tra la campagna abbonamenti 2013/2014 e 2014/2015 - DOWNLOAD
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Il calcio tedesco da tempo è al centro dell'interesse sempre più crescente dei supporters del Regno Unito, non solo per gli aspetti legati alla sua sostenibilità economica e ai debiti ridotti che i club delle Bundesliga riescono a contenere grazie alle regolamentazioni societarie(pur rimanendo competitive), che preservano dall'ingresso di speculatori, contrariamente a quanto avviene nelle leghe inglesi, ma sopratutto per l'eccezionale atmosfera che le aree in piedi sicure(Safe Standing Areas) e i prezzi accessibili di determinati settori garantiscono in ogni match.
 
Sostenibilità economica, regola del 50%+1, 55.000 abbonati e prezzi bassi questi in particolare i fattori chiave che il The Telegraph riporta da una breve intervista(qui articolo integrale) a Hans-Joachim Watzke, amministratore delegato, e a Carsten Cramer, direttore marketing, del Borussia Dortmund prima del match con l'Arsenal, in cui si analizzano, in profondità con le voci dei protagonisti, le motivazioni dell'intenso interesse dei supporters inglesi verso la Bundesliga, e in particolare per il club di Dortmund, che vede ultimamente la presenza in ogni partita casalinga di circa 800-1000 tifosi del Regno Unito presenti al Westfalenstadion.
 
Con 55.000 abbonati, 95000 membri il club rappresenta una tra le migliori realtà del calcio europeo e sicuramente tra le tifoserie più calde con i suoi 25.000 del ''Yellow Wall'' e i suoi 80.000 spettatori fissi in ogni match. Per l'amministratore delegato Hans-Joachim Watzke è proprio questa atmosfera a catturare l'attenzione dei tifosi inglesi:
 
''Sono attratti dall'atmosfera unica di uno degli ultimi grandi club romantici d'Europa, dove i biglietti, la birra, sono a buon mercato, i tifosi sono messi in primo piano e si ha una sensazione straordinaria di ritorno al passato, piena di passione, di energia, il miglior club per pubblico al mondo, forse può ricordare qualcosa che il calcio inglese ha smarrito''.
 
Un biglietto per la stagione nella famosa Südtribüne di Dortmund, per assaporare una delle grandi esperienze del calcio sul "Muro Giallo", la più grande Standing Area negli stadi d'Europa, insieme a 25.000 fans che saltellano costa solo € 190 all'anno. I costi per gli abbonamenti dei sedili più economici dell' Arsenal € 985...
 
"Penso che gli inglesi abbiano un sentimento profondo per il calcio, un po' più di sentimento romantico rispetto anche all' Italia, quindi penso che forse sentano che manca qualcosa nel calcio inglese, che i club abbiano perso un po' di sentimento''
 
"Non necessariamente solo a Londra, ma forse a Newcastle o in altre città. Questa è la grande difficoltà che devono affrontare. Non sono così in contatto con il cuore del tifo come avviene qui. Hanno avuto molto successo, io non sono il tipo che ha da dire loro quello che devono fare e non, devono fare la loro strada. Ma noi andiamo per la nostra"
 
"Nessun fan del Borussia Dortmund ha una sensazione di essere un cliente. I tifosi tedeschi non vogliono sentirsi come uno spettatore che va a teatro o all'opera. Vogliono sentirsi parte del tutto.
E si considerano, senza falsa modestia, come il "club più caldo d'Europa".
 
Sul tema dei costi di gestione del club:
 
"Noi non abbiamo così tanti soldi ", dice Watzke . "Un bilancio per i trasferimenti di 67 milioni di euro, penso che lo Stoke City abbia lo stesso, e quindi dobbiamo essere molto, molto sicuri che ogni euro del nostro investimento ritorni''.
 
..e sulla governance, Watzke enfatizza l'incisività della Regola della Bundesliga "50 più uno" che assicura che il club sia controllato dai propri associati, il che significa che nessun investitore straniero potrebbe mai prendere il sopravvento in ogni caso:
 
"Se un arabo o un russo mi telefona [per cercare di acquistare il Club], penso che la conversazione possa durare non più di 20 secondi''.
 
"Io dico che non mi interessa. Che non sarò mai interessato. Perché con un arabo o un investitore russo, che ha l' influenza sulla squadra, credo che non ci sarebbero 80.000 spettatori, ce ne sarebbero 20.000''.
 
"I tifosi al Chelsea sono stati felici di vincere la Champions League, ma credo che i tifosi del Borussia non sarebbero felici di vincere con un investitore arabo o russo, perché non sarebbe un pezzo del club. E sarebbero solo i clienti - e non vogliono essere clienti''.
 
"I club inglesi devono guardare al Financial Fair Play, che non è un problema per squadre come il Manchester United, ma per società come il Monaco che non hanno entrate e spendono soldi''.
 
"E ' giusto che un club deve spenda in funzione delle proprie entrate. Non è il modo di fare sport con il club con l'investitore più ricco che vince. Il club che vince dovrebbe essere quello che ha la migliore squadra, la migliore gestione e le migliori idee - non solo i soldi. Questo è il punto."
 
Carsten Cramer, direttore marketing del Borussia Dortmund, è convinto che l'invasione dei fans britannici ai match del proprio club, nel corso degli ultimi due anni, possa in parte essere spiegato grazie al costo del biglietto di viaggio aereo il cui prezzo include il trasporto pubblico gratuito, in grado di rendere più conveniente la partita del Borussia che una trasferta di un giorno per i match di alcuni club londinesi. A chi gli fa notate che il Borussia potrebbe guadagnare molto di più il giorno della partita, ma sceglie di non farlo, risponde:
 
"Si perderebbe credibilità, si perderebbe la lealtà, si perderebbe la forza del legame con i tifosi. E ci sarebbe costato molto di più".
 
"Per esempio, i nostri ristoratori hanno chiesto di aumentare il prezzo di mezzo litro di birra a partire da € 3,70 a € 3,80 dicendoci che la maggiorazione di 10 centesimi non fa la differenza, perché dovremmo aumentarlo? Esso non soddisfa la nostra gente."
 
Football should hope the Dortmund pioneers continue to thrive...
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Prosegue la pressione di tifosi inglesi sul tema del caro biglietti della Premier League che sta sempre più rendendo difficoltoso seguire i match del proprio club, in particolare per i giovani supporters che non riescono ad affrontare l'eccessivo costo per andare allo stadio.
 
Oltre le grandi proteste dei mesi passati e gli scarsi cambiamenti di prezzo della nuova stagione, circa la metà dei Supporters Trust(associazioni di tifosi) dei club della massima serie inglese ha più volte sottolineato la necessità di rivedere le politiche di prezzo almeno per i giovani dai 16 ai 24 anni che spesso, a causa del proseguimento degli studi e la mancanza di lavoro stabile, non riescono ad acquistare i biglietti che arrivano a costare dalle 40 alle 60 sterline.
 
I tifosi preoccupati dalla costante diminuzione dei giovani ai match, secondo i dati forniti dalla BBC l' età media dei supporters che vanno allo stadio nella Premier League è 41 anni e solo circa il 19% delle presenze negli impianti inglesi è costituita da giovani, che rischia di mettere in pericolo il seguito delle prossime generazioni hanno richiesto la possibilità di valutare operazioni che consentano sconti e agevolazioni.
 
Richieste nella maggior parte dei casi snobbate, alla partenza della nuova stagione solo il Crystal Palace e l' Arsenal FC hanno adottato una politica attiva di coinvolgimento delle nuove generazioni con sconti e incentivi per i ragazzi.
 
Il Crystal Palace ha realizzato agevolazioni per i biglietti delle gare interne per i giovani supporters dai 18 ai 21 anni, Steve Browett del direttivo del club ha detto:
"Dobbiamo competere finanziariamente, ma abbiamo bisogno di essere disponibili per i nostri tifosi. Se non offriamo loro delle agevolazioni non sono in grado di permetterselo.''
 
L'altra iniziativa degna nota è quella dei Gunners che al termine della scorsa stagione hanno lanciato, con il sostegno logistico nella realizzazione dell'operazione dell'Arsenal Supporters Trust associazione di tifosi che partecipa al capitale dell' Arsenal FC con il 3%, il settore Young Guns a 10 sterline con 1000 posti disponibili per i giovani tifosi dai 12 ai 16 anni.
 
La lista dei Supporters' Trust che hanno presentato richieste per agevolazioni per i biglietti della Premier League:
 
Arsenal Supporters' Trust

Cardiff City Supporters' Trust

Chelsea Supporters' Trust

Crystal Palace Supporters' Trust

Fulham Supporters' Trust

Hull City Supporters' Club

Spirit of Shankly - Liverpool Supporters' Union

Manchester United Supporters' Trust

Swansea City Supporters' Trust

Tottenham Hotspur Supporters' Trust
 
 
Duncan Drasdo, Presidente del Manchester United Supporters' Trust, ha detto:
"Ci sono ancora genitori che riescono a portare i giovanissimi allo stadio, ma una volta che raggiungono i 18 anni non riescono ad andare da soli con i loro compagni perché non possono permetterselo.
 
"Si uccide l'atmosfera. All'Old Trafford stiamo perdendo il sostegno appassionato che viene dai sostenitori più giovani."
 

Tim Payton dell' Arsenal Supporters Trust ha riferito:

"Il calcio deve mantenere un occhio su questo tema e deve continuare a fare in modo che i fan più giovani possano continuare a venire allo stadio in modo da avere un ambiente migliore, ma anche in modo da avere un futuro per il nostro gioco."
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In un'intervista al "The Sun" il presidente del Bayern Monaco Uli Hoeness ha detto che i proprietari di una squadra di calcio dovrebbero avere un attaccamento emotivo al club e non essere guidati solo dall'obiettivo di fare soldi, citando come esempio in negativo la famiglia Glazer proprietaria del Manchester United.

Hoeness nel corso dei suoi anni da giocatore del Bayern ha vinto 3 titoli della Bundesliga prima di diventare successivamente presidente del club e di avere come priorità gli interessi a lungo termine del team.

La struttura del modello tedesco è molto ammirata in tutta Europa grazie ai prezzi bassi dei match che portano a stadi sempre pieni.

L'80% delle quote del Bayern è di proprietà dei tifosi soci e il modello è profondamente diverso dalla tendenza che si sta sviluppando in Inghilterra dove molti ricchi imprenditori stranieri hanno investito in club come Manchester City, Manchester United, Chelsea e Arsenal.

Sul tema della proprietà dei club ha riferito ''Voglio solo avere un grande successo sportivo con una solida base economica. Non trovo giusto vincere il campionato o la Champions League con perdite di 60-70 milioni di euro. Sono 12000 i biglietti a prezzi più bassi messi a disposizione per i giovani tifosi e per quelle persone che non possono permettersi prezzi elevati, il calcio dovrebbe essere accessibile a chiunque''.

''Quanto paghi 15 euro per una partita non puoi dire 'odio questi miliardari' perchè con 15 euro non finanzi i miliardari. I biglietti a 15 euro sono dei settori in piedi dietro le porte. Il nostro abbonamento più costo è di 800 euro''.

Ha continuato poi:''Il calcio si fa col cuore, non ho alcun problema con proprietari Arabi o russi ma dovrebbero avere un attaccamento emotivo al club''.

''Al Bayern non guardiano ai risultati nel breve termine. Abbiamo vinto circa 20 titoli, per vincere il ventunesimo non svenderemo mai il club. Ma c' è chi non ha vinto nulla e vuole vincere rapidamente prendendo decisioni che mettono a rischio il futuro del club''.

''Non paragono noi al Manchester che è un grande club famoso e che ammiro. Ma i Glazer 20 anni fa non sapevano nemmeno dove fosse Manchester. Non lo fanno per amore del club, ma solo per fare soldi''.

Alla domanda sul match di mercoledì di Champions con l'Arsenal, al cui proprietario Stan Kroenke è stata recentemente associata la voce di voler cedere il club ha riferito:''Ho un'ottima opinione sull' Arsenal e su come gestiscono il club''.

''Al momento hanno alcuni problemi con i risultati del club, ma la gestione finanziaria è ok. Ma se Kroenke dice 'voglio fare soldi' allora dovrebbe trovare qualcuno che ama il club''.

Traduzione e adattamento da:

http://www.espn.co.uk/football/sport/story/197029.html

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Alla prima partita della Premier in casa il Chelsea, di proprietà dell'oligarca russo Roman Abramovich, ha battuto il Reading 4 a 2 davanti a 41733 supporters i cui abbonamenti allo Stamford Bridge, se si fa eccezione per una piccola zona per le famiglie, costano minimo 750 sterline. Il Borussia Dortmund, campione di Germania nello scorso campionato, ha iniziato la stagione battendo il Werder Brema 2 a 1 davanti a 80645 spettatori di cui 24.454 nelle famose standing area pagando per l'abbonamento 187 euro (148 sterline).

L'abisso tra i prezzi mostra la profonda differenza tra il calcio iper-commercializzato e votato al 'libero mercato' della realtà inglese e quello più democratico derivante dall'esperienza tedesca, quello che una volta veniva chiamato 'gioco del popolo'.

Entrambe le realtà sono rinate a partire dalla fine degli anni 80, in Inghilterra dopo il disastro di Hillsborough, in Germania quando l'accesso medio agli stadi era sceso a 17291 spettatori per gara.

Il calcio tedesco ha visto un'ascesa simile a quello inglese senza però cedere le più importanti tradizioni popolari, come i posti in piedi allo stadio e biglietti a prezzi abbordabili. Nel 93 a seguito di disordini e atti di teppismo sui campi della Bundesliga, la Deutscher Fussball Bund, la lega nazionale tedesca, seguendo l'esempio dell'Inghilterra ha introdotto obbligatoriamente settori con posti in piedi negli stadi. Tutt'ora persegue questa linea e ciò è apprezzato dalla stessa Inghilterra che attraverso la Football Supporters Federation (FSF) ha dichiarato: "Il calcio è lo sport del popolo, non dovrebbe allontanare dagli stadi le persone socialmente più svantaggiate e non dovrebbe porre la sua funzione sociale in dubbio".

Se da un lato l'Inghilterra prosegue sulla strada del 'libero mercato' mentre in Germania i club della Bundesliga sono associazioni di proprietà e controllate dai tifosi nonostante il contesto di iper-commercializzazione del calcio in generale.

Le eccezioni ci sono, Wolfsburg e Bayer Leverkusen sono rimaste sotto il controllo storico rispettivamente della Volkswagen e della società farmaceutica della Bayer, e Hoffenheim è di proprietà di un'imprenditore nel settore dei software. Tutti gli altri hanno costituito società di capitali controllate da associazioni di tifosi.

Tutto ciò grazie ad una regolamentazione del campionato tedesco, il 50%+ 1, secondo cui la maggioranza del club deve rimanere sotto il controllo di associazioni dei tifosi. Così, anche i club più prestigiosi e multimilionari, come il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund sono controllati dai tifosi.

Il Bayern, finalista nell'ultima Champions League, ha 185.000 membri che possiedono l'82% del club, il resto se lo dividono i celebri sponsor del club Audi e Adidas.

Le modalità di lavoro di queste associazioni sono varie, ma condizionate al principio cardine della democrazia nei processi decisionali. Sono strutturati come grandi imprese con un consiglio di amministrazione che segue le attività giornaliere, un consiglio di sorveglianza che vigila sull'operato. I supervisori sono eletti annualmente. In questo modo i supporters esercitano la loro influenza diretta sulla governance del club, i soci delegano il consiglio nell'amministrazione del club il quale si occupa della gestione corrente lasciando nelle mani qualificate di allenatori e staff la gestione tecnica del club, senza perciò influenzare le scelte legate strettamente al campo.

''I club di calcio sono istituzioni sociali e culturali, non sono imprese come le altre'' queste le parole di Antonia Hagemann, responsabile per lo sviluppo europeo di Supporters Direct che sostiene il coinvolgimento dei tifosi nei club di calcio. ''Strutture interne democratiche significano una gestione aperta e trasparente, una proprietà duratura e l'approccio rivolto al lungo termine"

Tre anni fa il ricorso dell'Hannover 96 contro il 50%+1, il cui presidente aveva una visione di 'libero mercato' simile a quelli della Premier ha visto la Bundesliga compatta verso la conferma della regola con 32 voti a favore e uno contro (quello dell'Hannover 96) e 3 astenuti.

Dalla sua fondazione nel 1963 la Bundesliga ha sempre perseguito regolamentazioni per invitare i club a vivere con i propri mezzi. Il modello negli anni si è raffinato divenendo la base per l'elaborazione del Fair Play Finanziario della UEFA.

Rimanendo fedele ai suoi principi tradizionali: la stabilità, la continuità e la vicinanza ai tifosi il calcio tedesco è riuscito a mantenersi ai livelli più alti in Europa senza cedere alle regole del 'libero mercato'

Da :guardian.co.uk

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