Questa è la lettera che viene recapitata a casa di ogni socio MyRoma assieme alla tessera valida per l’anno 2017. Poiché è un resoconto sulle attività del nostro Supporters Trust, abbiamo pensato di pubblicarla anche qui, per tenervi aggiornati su ciò che facciamo.


La stagione 2016/17 è finita e ci prepariamo a vivere un nuovo anno con e per l’AS Roma. Siamo sempre più convinti di quanto sia importante l’attività di un Supporters Trust in un periodo come questo. La crisi delle presenze allo stadio e il progressivo venir meno di un modo di vivere il tifo in maniera “popolare” ci mette di fronte alla sfida di voler conservare – pur in un mondo che cambia –  il nostro modo genuino di tifare la Roma e di sentirci una comunità. Al contempo, l’annunciato abbandono dell’Olimpico e la futura costruzione di un nuovo stadio ci assegnano ulteriori compiti di controllo e informazione su un cambiamento così epocale. 
 
Siamo contenti che nelle curve dell’Olimpico si sia ripristinata una situazione di accettabile normalità, con l’eliminazione delle ingiustificate barriere al centro delle curve. Ma la strada da fare per rendere lo stadio un luogo vicino alle esigenze dei tifosi è ancora molto lunga: uno dei primi argomenti su cui stiamo concentrando i nostri sforzi è la tutela dei settori popolari (dell’Olimpico come del nuovo stadio) che in quanto tali devono prevedere dei prezzi in linea con la definizione stessa di popolare. Al contempo ci stiamo attivando affinché tali settori prevedano una standing areache dia massima libertà e sicurezza a chi vuole tifare e cantare stando in piedi, come sta iniziando ad avvenire in tutta Europa.
 
Sempre per ciò che riguarda il nuovo stadio, ci stiamo attivando per capire quanto il nuovo impianto che la "società proponente" realizzerà a Tor di Valle influirà in maniera positiva sui conti dell’AS Roma. Abbiamo evidenziato che ad oggi non esiste alcun documento ufficiale che regoli gli accordi commerciali tra l’AS Roma e i proponenti rispetto ai ricavi da stadio, che quindi non sono ancora quantificabili. Pertanto, elaboreremo un’analisi ed esprimeremo la nostra opinione quando tali accordi saranno noti.
(Qui l'articolo di Repubblica sul nostro intervento all'assemblea degli azionisti).
 
Nel frattempo, seguiamo con grande coinvolgimento la situazione di un altro stadio, o perlomeno di ciò che ne rimane: il glorioso Campo Testaccio. La giunta comunale ha mantenuto la promessa di eliminarlo dal Piano Urbano Parcheggi, perciò a breve il terreno tornerà nelle disponibilità dell’Assessorato allo Sport, che attiverà un tavolo partecipato per progettare il futuro dell’area.
(Qui l'ultimo aggiornamento su Campo Testaccio).

Come forse avrete letto su alcuni giornali, stiamo partecipando ad un progetto nazionale che porterà alla presentazione di un progetto di legge sull'azionariato popolare e sulla partecipazione dei tifosi nelle società di calcio.
(Qui la notizia sul nostro intervento in Commissione Sport & Cultura della Camera dei Deputati).
 
Manteniamo inoltre il nostro impegno su una questione a noi cara come quella del rispetto della storia e delle tradizioni romaniste. Abbiamo accolto con grande favore la scelta della dirigenza di tornare a utilizzare le gradazioni esatte di giallo e rosso indicate sul Manuale d’identità visiva del Comune di Roma, come previsto dallo statuto del club. Al contempo, però, prendiamo atto della scarsa volontà di ascoltare i tifosi per ciò che riguarda l’imposizione, al posto del nostro stemma, di un logo commerciale che poco ha a che vedere con la nostra storia e che ha eliminato l’acronimo ASR.

L'ultima attività su cui vi aggiorniamo è la seconda edizione del Premio Stefano Ciolli: presto un bambino tra i 5 e 14 anni e un suo genitore avranno di nuovo la possibilità di vincere l'abbonamento nel settore famiglia grazie a MyRoma!
 
Concludiamo infine con un doppio appello:
 
• Stiamo raccogliendo le deleghe di azionisti di minoranza dell’AS Roma con l’intento di formare assieme a MyRoma un gruppo in assemblea degli azionisti. Se possiedi azioni AS Roma o conosci altri piccoli azionisti, contattaci!
 
• Il 23 giugno ci sarà la consueta assemblea per l’approvazione del bilancio. Per l’occasione abbiamo organizzato un aperitivo di raccolta fondi per pagare le ingenti spese legali dovute al ricorso contro la chiusura della Curva Sud nel 2015. Il ricorso portò alla riapertura della Curva e all’impossibilità di chiuderla di nuovo secondo le stesse modalità, ma le spese legali saranno comunque a carico di MyRoma. Ti chiediamo di venirci a trovare all’aperitivo e di portare quante più persone possibili, e soprattutto di partecipare alla raccolta fondi che sarà presto disponibile con tutti i dettagli su questo sito.
 
Forza Roma!
 
 

Pubblicato in MyROMA informa
Martedì, 18 Febbraio 2014 12:54

Un'arma. Soltanto un'arma.


Nei primissimi anni 70 ero poco più che un ragazzino. A quei tempi si arrivava allo stadio molto prima dell'apertura dei cancelli, era un'abitudine, si giocava anche a pallone su Viale dei Gladiatori, davanti allo stadio. C'erano poi delle partite alle quali si doveva arrivare ancor prima, una più di tutte: Roma-Napoli.
Si raggiungeva ponte Duca D'Aosta e si aspettava l'arrivo dei tifosi del Napoli, questi si radunavano a Piazza Mancini, sballavano il loro carico di colori e mortaretti, e poi, in bella processione, attraversavano il ponte e tutto il vialone che conduce allo stadio dietro all'immancabile ciuccio di carta pesta che, per un giorno, sostituiva anche San Gennaro... o magari inscenavano un finto funerale, tutti piangenti dietro una finta bara giallorossa.

Per tutto il percorso c'era una serie di invettive continue, anche belle pesanti, alle quali si rispondeva con altrettanta pesantezza, da una parte e dall'altra... è lì che per la prima volta ho udito “O Vesuvio lavali cor foco” ma anche “C'è chi le chiama troje, c'è chi le chiama puttane, noi le chiamiam romane” (non so scriverlo nella forma dialettale) o anche un altro che ricordo poco, ma che riguardava la lupa rognosa che allattava Romolo e Remo, figli di troia... la Lupa nell'antica Roma non era altro che una puttana, ne siamo coscienti, ciascuno ha la sua storia.

La cosa bella è che difficilmente volava uno schiaffo, anche con le due tifoserie a stretto contatto, anzi, spesso si rideva, si mangiava e si andava a bere insieme... anche perché gli ambulanti che fanno affari davanti all'olimpico, da sempre, sono del napoletano.
Gli stessi cori venivano ripetuti all'interno dello stadio... e tra i presenti, nessuno s'è mai offeso per questo. Fino ai nostri giorni.

Lo stadio è da sempre un posto dove vengono abbandonate certe convenzioni. Il problema è che questa cosa è compresa e condivisa solo da chi lo stadio lo frequenta... meno da chi lo guarda attraverso una tivvù, ancor meno da chi se lo lascia raccontare da esperti di settore e da addetti ai lavori che non hanno mai vissuto una curva o una trasferta, e che vivono lo stadio, quando ci vanno, attraverso un'area vip o una tribuna d'onore.
Non ho mai assistito a un Roma-Napoli o a un Napoli-Roma senza quei cori. Dico la verità. Aggiungo che non è mio costume fare certi cori, ma non me ne sono mai scandalizzato, come pure i tanti napolisti che hanno frequentato lo stadio assieme a me negli ultimi 45 anni.
Dunque, cosa è successo?

Perché io, squalificato e pagante, quindi razzista per decreto pur senza aver alzato un solo coro, devo continuamente spiegare il mio punto di vista a fratelli in fede (calcio-malati), napoletani e non, a cui tutto ciò sfugge?
Io amo Napoli. Amo la città, la sua cultura popolare, la sua musica, il suo profumo... il mio Natale non è Natale se non faccio un giro a San Gregorio Armeno e se non vado a comprare certe erbe in certi posti che quasi mi hanno visto nascere... amo i miei amici storici di Napoli, non ne posso e non ne voglio fare a meno. Io sono un uomo del sud. Non ho un bagaglio cromosomico diverso dai miei fratelli napoletani, e ne faccio un punto d'orgoglio. Eppure sono razzista per decreto. In Italia.

Qualcuno ha per caso presente il contenuto di certi cori presenti negli stadi inglesi e in mezza Europa? In alcuni casi c'è ben poca metafora e ironia, soprattutto in termini di appartenenza religiosa. Eppure nessuno si sogna di svuotare uno stadio con modalità simili alle nostre.

Cerchiamo tutti di fare uno sforzo di comprensione. Non voglio neanche addebitare tutto alla televisione... ricordo quando l'Italia intera vide alzare uno striscione all'interno dello stadio di Verona: “Giulietta è na zoccola”. La risposta avvenne tramite un altro pezzo pezzo di stoffa: “Lavatevi”. Nessuno si offese. Tutta l'Italia si fece una grassa e grossa risata, e venne giustamente esaltata la fantasia goliardica del gesto. Erano altri tempi.

Non è più così. O meglio, è ancora così per chi lo stadio lo frequenta e non se lo lascia raccontare.

Non ero presente a Roma-Sampdoria, ero squalificato. Qualora ci fossi stato, lo dichiaro, non avrei cantato quel coro, ma lo avrei applaudito anch'io.
Avrei applaudito quel moto di ribellione nei confronti di un falso perbenismo, di una norma stupida e, quella sì, razzista, della quale siamo ormai tutti vittime, volenti o nolenti.

Ormai siamo arrivati in cassa, qualcuno dovrà pagare il conto e spiegarci una serie di cose.
Io vorrei, ad esempio, che qualcuno mi spiegasse perché è consentito insultare un giocatore stronzo, e viceversa non lo è, se il giocatore oltre a essere stronzo è anche nero, giallo o rosso. E come nella cosa non si possa configurare un'ingiustizia razziale nei confronti di uno bianco e stronzo...

Ci dovranno spiegare perché lo stadio, luogo atavico di eccessi e folklore, debba rappresentare un esempio di correttezza e buone maniere.

Ci dovranno spiegare perché in altri luoghi, dove non si assiste a ragazzi in mutande che corrono dietro a una palla, dove si dovrebbe essere seri per statuto e per il peso delle responsabilità che ne derivano, mettiamo caso, il Parlamento... dicevo, proprio da lì, si possa giornalmente insultare la gran parte degli italiani senza incorrere in una minima sanzione.

Perché? Forse perché non c'è la diretta televisiva? Perché non c'è la moviola, non c'è un referto e neanche un arbitro? O magari perché non gliene frega più un cazzo a nessuno della pochezza e della noia che pervadono certi luoghi e certa gente? Tanto che forse è meglio guardarsi una partita...

O forse perché il punto è proprio questo... il calcio è la più grande arma di distrazione di massa di questo devastato paese.
Un'arma.
E le armi si vendono benissimo, soprattutto quando ci si scanna tra fratelli.


Amo Napoli.

Pubblicato in Romalandia
Giovedì, 06 Febbraio 2014 13:07

L'avanguardismo dei buonisti


Se Milan Kundera avesse vissuto il nostro tempo e se fosse stato un supporter di ogni qual si voglia squadra a 11 uomini, avrebbe sicuramente titolato la sua opera "l'insostenibile ipocrisia dell'essere nrd..."

Come si fa a non capire che i cori da stadio sono semplicemente “cori". Non più l'occupazione russa di Praga, ma l'occupazione ipocrita dello spazio che divide il coro da spalto dall'insulto personale.
Se ogni volta che sentiamo “O Vesuvio lavali cor foco!” deve partire il treno dell'indignazione, vuol dire che non abbiamo più la credibilità da tifosi.
Se la storicità di certi cantici è annebbiata dai sermoni buonisti, vuole ancora dire che il calcio si è seduto in poltrona. E in una neanche tanto comoda…
Perché infondo gliele abbiamo cantate e ce le siamo fate cantare.
“Nerone bruciali tutti” è meno infuocato? Diciamo che abbiamo la fantasia un po' piromane.
Ma la fantasia non ha mai fatto male a nessuno se corredata ad un cervello in funzione. Al punto che si offendono tutti tranne i rispettivi destinatari!!!

Allora un grazie ai tecnici delle parole, ai professionisti del bon ton, ai puntuali nell'analisi che riescono con il loro giusto e carino punto di vista a declassarci come razzisti nel coro.
Presumono che creiamo il  dispiacere all’interno delle famiglie italiane sedute intorno ad una tavolo per il pranzo o per la cena ... dimenticando, loro s’intende, che il mondo là fuori corre ad una velocità diversa delle sedute di buona educazione.
Ancora non lo sanno, che i loro puntuali giudizi ci riportano a certe polaroid in bianco e nero dove gli spalti erano fatti di cemento armato e mentre mangiamo il nostro panino scappa il più datato evergreen “Arbitro cornuto”, dove al massimo si arrabbiava la moglie. Bene cosi, ma non ditele niente: acqua in bocca, dopo tanto fuoco!!!
Pubblicato in Romalandia
La società del Bayern Monaco pagherà parte del costo dei biglietti per la trasferta del turno d'andata degli ottavi di finale della UEFA Champions League del 19 Febbraio all' Emirates Stadium contro l'Arsenal.
 
I campioni d'Europa uscenti parteciperanno per una spesa complessiva di circa 90.000 euro ai costi per il biglietto che pagheranno i tifosi al seguito per il match, per ringraziarli del grande sostegnonella scorsa esaltante stagione.
 
Circa 18.000 le richieste pervenute al club per i biglietti della trasferta internazionale di Londra per cui però sono disponibili solo 2.974 tagliandi al costo di 75 euro a cui la società contribuirà per 30 euro circaper tifoso.
 
In un messaggio pubblicato(link) sul sito del club Mercoledì la società comunicava:
 
'Per i 2974 biglietti messi a disposizione dall' Arsenal, abbiamo ricevuto 18.000 ordini. Il prezzo del biglietto richiesto dall' Arsenal è £ 62 (€ 75) ciascuno.
''L'anno scorso il sostegno dei tifosi del Bayern è stato formidabile. Particolarmente degno di nota è stato il gran numero di tifosi del Bayern che hanno seguito non solo i match principali, ma erano ad ogni partita.
 
''Il fatto è, che questa assidua presenza, non solo prende una grande quantità di tempo, ma lascia anche un grande buco nel portafoglio.''
 
''Il Bayern ha pertanto deciso di sovvenzionare i biglietti per la trasferta con l'Arsenal con quasi 90.000 €''.
 
''Così ogni tifoso del Bayern che acquisterà un biglietto per la partita di Londra il 19 febbraio pagherà solo € 45 ( invece dei normali 75 € ).
 
''Questo è inteso come un piccolo ringraziamento per il vostro grande supporto nel 2013.''
Pubblicato in Dal mondo

 Mercoledì 7 novembre a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, la Supporters Direct Europe ha presentato un documento di riforma con il titolo “IL CUORE DEL GIOCO: perche’ i tifosi sono vitali per migliorare la governance del calcio” (''THE HEART OF THE GAME: why supporters are vital to improving governance in football'').

Questo documento, realizzato dopo anni di lavoro, di dialogo e di collaborazione con la base dei tifosi di tutta Europa ma anche con le istituzioni del calcio e della politica europei, è una pietra miliare per il coinvolgimento proattivo dei tifosi nella buona gestione (good governance) delle società di calcio, e presenta delle raccomandazioni specifiche su come tale partecipazione possa essere fondamentale per la sostenibilità finanziaria ed organizzativa del calcio, come far aumentare la democrazia al suo interno, come far aumentare  l’integrazione dei club nelle comunità in cui operano, e quindi, oltre a risolvere molti problemi all’interno dello sport che amiamo, tramite esso portare anche degli enormi benefici a livello sociale. Il documento si divide in sei parti in cui si descrivono il modo in cui la partecipazione democratica dei tifosi sia fondamentale per:

  • Migliorare la governance del calcio europeo costruendo un modello di gestione delle società di calcio efficiente e sostenibile
  • Migliorare la sostenibilità finanziaria del calcio, che sta operando oltre le sue possibilità a discapito della legalità e dei valori dello sport
  • Migliorare la funzione sociale dello sport incentivando la rappresentanza democratica dei cittadini attivi, lo sviluppo del volontatariato e il miglioramento dell’inclusione sociale
  • Migliorare la disciplina del trasferimento dei calciatori, se necessario cambiando i regolamenti e aumentando la trasparenza per evitare speculazioni illegali nelle pratiche di mercato
  • Migliorare la lotta contro le partite truccate, che falsano i tornei e sono una minaccia per l’etica e i valori dello sport, attraverso la partecipazione dei tifosi nell’informazione, la denuncia e l’educazione alla legalità
  • Contrastare la discriminazione e la violenza

 La presentazione del documento è stata ospitata da Ivo Belet (Membro del Parlamento Europeo), è durata più 2 ore, e oltre ai tifosi di tutta Europa ha visto la partecipazione di numerosi parlamentari europei, di rappresentanti della UEFA, delle federazioni e leghe nazionali, e di molti club. Antonia Hagemann, responsabile delle attività di sviluppo europeo di Supporters Direct, ha, quindi, descritto le basi sui cui si fondano gli obiettivi del documento e i risultati raggiunti da SD Europe e il movimento di cui fa parte ed ha dichiarato: “Qualsiasi iniziativa possiamo fare per aumentare la consapevolezza, incrementare la sostenibilità e il ruolo dei tifosi, noi la faremo”.

Essere stati invitati e aver partecipato a tale evento è stato importante ed emozionante, e non solo conferma che la strada intrapresa circa 3 anni era quella giusta, ma ci indica la bontà del lavoro fatto con tenacia da MyROMA e da tutti gli altri gruppi di Italiani, nonostante il velato scetticismo dell’opinione pubblica.

Pubblicato in Dal mondo
Venerdì, 14 Settembre 2012 10:37

Merchandising: POLITICA DEI PREZZI

 

Abbiamo sensibilizzato la Società sull'adeguamento dei prezzi del merchandising, in particolar modo per quanto concerne le maglie ufficiali.

E' stato dimostrato apprezzamento da parte dell'A.S. Roma, la quale si è impegnata a favorire gli acquirenti con vendite promozionali e sconti speciali, come ad esempio il recente lancio del Kit replica della prima divisa ufficiale ad un costo più contenuto rispetto alla maglia ufficiale ( leggi qui la nostra recensione).

Ovviamente non siamo ancora pienamente soddisfatti, molto ancora resta da fare, e contiamo di approfondire questo aspetto nell'immediato.

Pubblicato in MyROMA Tablet
Venerdì, 14 Settembre 2012 10:37

Campagna NO AL FALSO

 

Abbiamo sottolineato in più occasioni quanto sia importante valorizzare il merchandising ufficiale A.S.Roma, anche attraverso una campagna "NO AL FALSO".
In particolare, abbiamo introdotto l'argomento in occasione della lettera spedita alla nuova Società, suggerendo che questa potrebbe essere avviata anche con l’ausilio del Comune di Roma per una maggior controllo sul territorio. E’ paradossale, infatti, come a fronte degli accurati controlli che vengono effettuati sulle persone prima di ogni match, faccia da contraltare l’assoluta carenza di pubblici ufficiali al termine delle partite, tanto da consentire – non solo all’interno della cosiddetta “zona sterile” ma anche a pochi metri dai cancelli dello stadio – la presenza di  bancarelle mobili per la vendita di materiale A.S. Roma “non ufficiale”.

In occasione dell'Assemblea degli Azionisti del 2 agosto 2012 abbiamo ribadito la nostra posizione, suggerendo alla Società di utilizzare spot pubblicitari al fine di lanciare il messaggio alla tifoseria che acquistare un prodotto non ufficiale significa danneggiare il nostro Club. Oltre a questo è necessario che la AS Roma, in collaborazione con Kappa, dia vita ad una politica di contenimento prezzi.

 

Pubblicato in MyROMA Tablet
Venerdì, 14 Settembre 2012 04:37

CURVA SUD "STANDING AREA"

In seguito alle nostre esperienze all'estero ed alle successive sollecitazioni dei tifosi che hanno inviato a MyROMA tale desiderata, abbiamo inoltrato all'A.S.Roma la richiesta affinchè la prossima Curva sia "standing area".

Il tema delle 'standing area' è sempre più di attualità negli argomenti affrontati dai tifosi, MyROMA come molti altri gruppi di tifosi di tutta Europa approva e sostiene il progetto della Football Supporters' Federation (FSF) per la campagna 'Safe Standing', con l'obiettivo della creazione negli stadi di aree con seggiolini retrattili per poter lasciare la possibilità di seguire i match sia in piedi che seduti, cercando sia di ricostruire tradizioni e atmosfere che ormai si vanno perdendo nei meandri del calcio moderno, sia di garantire più sicurezza; sappiamo infatti quanto siano pericolosi i seggiolini attualmente presenti all'Olimpico, responsabili molte volte di cadute nei momenti di esultanza.

Abbiamo illustrato la praticità, la sicurezza e la versatilità di questa soluzione alla nuova dirigenza: dapprima con una lettera ed in seconda battuta con il nostro intervento durante l'Assemblea degli Azionisti del 2 agosto 2011.
In quest'ultima occasione abbiamo specificato quanto sia importante uniformarsi alle direttive UEFA che prevedono i seggiolini a scomparsa, dal momento che il regolamento delle gare ufficiali europee non consente di assistere alla partita stando in piedi.

Cos'è una "standing area"?

La standing area è un concetto di tribuna che consente ai tifosi di assistere in piedi al match.
Queste zone sono situate dietro alle porte, dove spesso trovano spazio i tifosi più accesi; sono economiche e quindi facilmente accessibili ai giovani.

In passato erano molto usate nel Regno Unito ed in Irlanda, ma furono poi sostituite a causa della scarsa attenzione che veniva riservata alla loro sicurezza.
Oggi stanno facendo la loro ricomparsa, soprattutto negli stadi inglesi, irlandesi e tedeschi, con modifiche ed adattamenti strutturali che garantiscono la sicurezza degli spettatori.

ASCOLTA IL SERVIZIO AUDIO REALIZZATO DA RETESPORT PER APPROFONDIRE IL TEMA:

http://www.retesport.it/2013/03/08/speciale-standing-areas

Pubblicato in MyROMA Tablet
Giovedì, 16 Agosto 2012 14:43

Merchandising: POLITICA DEI PREZZI

 

Fin da subito ci siamo posti il problema del merchandising ufficiale e dei prezzi decisamente esagerati che si trovano all'interno degli Store giallorossi.
A maggior ragione in momenti di crisi come questo, crediamo che la Società debba venire incontro alle esigenze dei tifosi.
Abbiamo sensibilizzato l'A.S. Roma sull'adeguamento dei prezzi del merchandising, in particolar modo per quanto concerne le maglie ufficiali.

E' stato dimostrato apprezzamento da parte dell'A.S. Roma, la quale si è impegnata a favorire gli acquirenti con vendite promozionali e sconti speciali, come ad esempio il recente lancio del Kit replica della prima divisa ufficiale ad un costo più contenuto rispetto alla maglia ufficiale ( leggi qui la nostra recensione).

Ovviamente non siamo ancora pienamente soddisfatti, molto ancora resta da fare, e contiamo di approfondire questo aspetto nell'immediato.

Pubblicato in MyRoma
Giovedì, 16 Agosto 2012 14:43

Campagna NO AL FALSO

 

Abbiamo sottolineato in più occasioni quanto sia importante valorizzare il merchandising ufficiale A.S.Roma, anche attraverso una campagna "NO AL FALSO".


In particolare, abbiamo introdotto l'argomento in occasione della lettera spedita alla nuova Società, suggerendo che questa potrebbe essere avviata anche con l’ausilio del Comune di Roma per una maggior controllo sul territorio. E’ paradossale, infatti, come a fronte degli accurati controlli che vengono effettuati sulle persone prima di ogni match, faccia da contraltare l’assoluta carenza di pubblici ufficiali al termine delle partite, tanto da consentire – non solo all’interno della cosiddetta “zona sterile” ma anche a pochi metri dai cancelli dello stadio – la presenza di  bancarelle mobili per la vendita di materiale A.S. Roma “non ufficiale”.

In occasione dell'Assemblea degli Azionisti del 2 agosto 2012 abbiamo ribadito la nostra posizione, suggerendo alla Società di utilizzare spot pubblicitari al fine di lanciare il messaggio alla tifoseria che acquistare un prodotto non ufficiale significa danneggiare il nostro Club. Oltre a questo è necessario che la AS Roma, in collaborazione con Kappa, dia vita ad una politica di contenimento prezzi.

 

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