Il Supporters Trust lo aveva messo in preventivo. I tempi stretti hanno favorito la decisione del Ministero degli Interni e del Prefetto. Contucci: "rinunciamo alla sospensiva ma puntiamo all'annullamento per rendere illegittime tali decisioni"

Roma-Empoli si giocherà con più di mezza Curva Sud senza pubblico. Come già anticipato dall'Avv. Contucci i tempi erano troppo stretti per permettere al giudice di decidere con piena cognizione di causa sul ricorso presentato da MyRoma. Rimanendo sul piano calcistico, però "questa è una partita che si giocherà nell'arco dei 180 minuti" con andata oggi 29 gennaio e ritorno 26 marzo. Cosa è successo e cosa succederà dunque? Ce lo spiega sempre l'avvocato Contucci.

"Il ministero degli Interni ha presentato come motivazione, il fatto che dopo indagini effettuate è emerso che negli scontri post derby dell'11 gennaio scorso la maggior parte dei coinvolti fossero possessori di Club Home" e da qui la decisione di vietare l'ingresso ai solo possessori di questa tessera.

Il giudice stretto tra la morsa che da una parte vedeva il Ministero addurre motivazioni di ordine pubblico e MyRoma che chiedeva una sospensiva, al momento senza poter approfondire al meglio le istanze ha chiesto altro tempo per pronunciarsi. MyRoma da parte sua viste le innumerevoli incongruenze presenti nell'atto firmato dal Prefetto ha rinunciato allo sospensiva puntando alla -postuma ma non inutile- cancellazione dell'atto. Perchè non inutile? "Perchè -aggiunge Contucci- in caso di pronunciazione favorevole nei nostri confronti -My Roma ndr- la decisione di fare "figli e figliastri" verrebbe dichiarata illegittima e si creerebbe un precedente per il quale in casi analoghi la chiusura dovrebbe essere totale" cioè estesa anche ai possessori di Club Privilege -tessera del tifoso-. A molti tale evenienza sarebbe un'altra sconfitta per chi ha a cuore i diritti dei tifosi; così non è. Infatti chiudere un settore anche ai possessori di Privilege a causa di scontri proverebbe che di fatto che la Tessera del Tifoso non è stato, non è e non sarà mai uno strumento utile a combattere le frange di tifo violento presenti negli stadi italiani.

fonte: rsnews

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Giovedì, 29 Gennaio 2015 14:44

Ricorso al Tar: prossimo appuntamento 26 Marzo

 

In occasione dell’audizione odierna avanti il Presidente della I sezione ter del TAR Lazio in merito al ricorso presentato da MyROMA, si è finalmente preso visione della determinazione del CASMS n. 3/15, riferita alla partita Roma/Empoli del 31 gennaio 2015.

Nella nota illustrativa, il CASMS spiega che dal monitoraggio dei disordini, si è verificato che gli stessi hanno riguardato maggiormente i possessori della tessera “Home” piuttosto che quelli della Privilege, sia pur senza allegare alcuna statistica al riguardo.

Visti i tempi ristrettissimi, e nell’impossibilità di svolgere una istruttoria su quanto scritto – cosa che peraltro dovrebbe al limite portare alla sospensione della Club Home, in quanto detenuta da soggetti pericolosi – i legali di MyROMA hanno deciso di rinunciare alla richiesta di sospensiva e di discutere la vicenda nel merito, all’udienza fissata per il 26 marzo. Ciò significa che per Roma/Empoli sarà consentito l’accesso in Curva Sud ai soli possessori della “Privilege” ma che la decisione sulla liceità della decisione del Prefetto e del CASMS è ancora da prendere, alla luce della documentazione che verrà depositata.

MyROMA intende quindi insistere nel ricorso, al fine di ottenere una pronuncia che sancisca la pari dignità tra la tessera “Privilege” e la “Club Home”, in modo che – per il futuro – simili discutibili iniziative non abbiano più a ripetersi.

Comprendiamo che sono moltissimi i tifosi con “Club Home” che auspicavano di poter andare a tifare la Roma in occasione del match contro l’Empoli, ma la decisione presa dal nostro dipartimento legale si basa sulla possibilità di vincere il campionato e non una partita. Quindi il prossimo appuntamento sarà il 26 Marzo ed invitiamo la tifoseria romanista ad unirsi a MyROMA perché è fondamentale per il proseguo delle nostra attività.

Dopo i disordini avvenuti nel post partita del derby, il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale ha suggerito al prefetto di chiudere la curva sud per due turni. Indicazione accolta. Così il supporter trust giallorosso My Roma ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento. Perché? Per la sfida di campionato contro l’Empoli del 31 gennaio è stato vietato l’ingresso in curva sud esclusivamente agli abbonati con la carta “As Roma club home” e non a quanti hanno sottoscritto la “Privilege card” (ovvero la tessera del tifoso).

Eppure  –  spiega il legale di MyRoma, Lorenzo Contucci, che ha curato il ricorso  –  ai fini della sicurezza le due tessere sono identiche. Ambedue sono rilasciate dalla Roma e in ogni caso i dati dei tifosi vengono strasmessi alla questura. Unica differenza: la Privilege card è legata al circuito bancario Visa”.

L’ingresso nella roccaforte del tifo giallorosso è stato inibito ai possessori della “Club home” anche in occasione del match di Coppa Italia (sempre contro l’Empoli) del 21 gennaio scorso. In quel caso però, trattandosi di una gara slegata dall’abbonamento, i tifosi hanno potuto acquistare i tagliandi di altri settori. In campionato ciò non è possibile e nessun rimborso è previsto. “Auspichiamo – aggiunge Contucci  –  che il tribunale amministrativo (che dovrebbe pronunciarsi domani,martedì) voglia approfondire il ricorso, perché è un caso di evidente discriminazione”. “Come si fa a stabilire che chi ha l’abbonamento di un tipo è violento e l’altro no   –  si domanda il presidente di My Roma, Walter Campanile  –  ci auguriamo che la società (finora silente, ndr) in futuro voglia mostrare il proprio sostegno ai tifosi”. Anche la trasferta di ieri a Firenze era stata vietata ai possessori della carta “As Roma club away”, ma non appena i supporter giallorossi hanno notificato il ricorso, è stata riaperta a tutti. Una coincidenza?

Autore: Luca Monaco
Fonte: LaRepubblica.it


Per chi volesse approfondire il tema, MyROMA rende pubblico il ricorso presentato dove vengono spiegate le motivazioni che hanno spinto il nostro Supporters Trust ad intraprendere tale azione [link]

Pubblicato in Parlano di noi

 

MyRoma ha notificato in data odierna il ricorso al TAR Lazio avverso la decisione del prefetto di Roma con la quale si è vietato l'ingresso al settore Curva Sud per la prossima partita Roma Empoli del 31 gennaio. Visto che, sotto il profilo della sicurezza, sia la tessera Privilege che quella Home si basano sul medesimo sistema che garantisce il controllo dei requisiti ostativi, la decisione è ritenuta discriminatoria e danneggia i tifosi della Roma che hanno pagato in anticipo un servizio di cui non hanno goduto e che potrebbero scegliere la prossima stagione di non fidelizzarsi in alcun modo proprio a seguito di tali decisioni, con conseguente danno per l'A.S. Roma.


Ai fini di una maggiore comprensione della materia e della nostra posizione rendiamo pubblico il ricorso presentato [Download]

Martedì, 13 Gennaio 2015 20:05

Comunicato Stampa MyROMA su disposizione CASMS

 

MyROMA, nel ribadire la propria contrarietà ad ogni forma di violenza, ritiene del tutto illogica e vessatoria la decisione con la quale il CASMS ha deciso di impedire ai possessori della tessera “Home Card” l'ingresso per le partite Roma/Empoli di Coppa Italia e di campionato.

E' infatti noto che, sotto il profilo della sicurezza, la tessera “Home” è del tutto uguale alla “Privilege Card”, visto che chi l'acquista si sottopone alla verifica delle ragioni ostative all'acquisto ex artt. 8 e 9 L. 41/2007.

Deve quindi comprendersi in base a quale singolare parametro si ritiene che un soggetto dotato della “Privilege Card” sia meno pericoloso di uno dotato della “Home Card”, attesa l'identicità dei supporti.

Una decisione del genere contribuisce a far sì che nessun tifoso si fidelizzi alla squadra e contribuisce, senza nulla aggiungere alla lotta contro la violenza, all'ulteriore desertificazione degli stadi, le cui presenze sono giunte al minimo storico.

Misure del genere nulla aggiungono sotto il profilo della prevenzione, atteso il fatto che partite come Roma/Empoli sono storicamente prive di animosità tra le tifoserie e richiamano invece quel principio illiberale per il quale per la responsabilità del singolo debbano pagare mille innocenti.

MyROMA auspica che la A.S. Roma voglia far sentire la propria voce in ogni competente sede al fine di far sì che i propri tifosi fidelizzati, con l'una o l'altra tessera, non vengano ingiustamente discriminati con rimedi che nulla hanno a che fare con la prevenzione e, nel mettersi a disposizione di chiunque voglia richieder il risarcimento dei danni subiti, valuterà l'ipotesi di ricorrere al T.A.R. Lazio avverso la decisione, come già avvenuto per la partita Parma/Roma (link) dello scorso campionato, match poi riaperto ai possessori della card "Away".

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Venerdì, 11 Aprile 2014 21:13

Art 9 e Tessera del Tifoso: convegno a Roma

 

Si è svolto oggi a Palazzo Santa Chiara un convegno su art. 9 e tessera del tifoso.

Qui di seguito la brochure preparata per l'occasione e consegnata a politici e giornalisti.


Roma, Palazzo Santa Chiara
11 aprile 2014

Il presente convegno vuole evidenziare le criticità che ha comportato l’introduzione della “tessera del tifoso” che, al di là della terminologia usata, rappresenta un problema per i criteri in base ai quali viene rilasciata.

Il tifoso di calcio è diverso dal cliente di un supermercato: se, da un lato, può condividersi il fatto che una società di calcio “fidelizzi” i suoi tifosi/clienti con l’adozione di una tessera che premi, ad esempio, la loro fedeltà, dall’altro sembra evidente che i criteri stabiliti dalla legge per il rilascio della stessa siano assurdi e incostituzionali.

I correttivi che si suggeriscono, quindi, consentirebbero di intervenire in maniera efficace sull’emorragia irreversibile delle presenze negli stadi italiani senza – ovviamente – incidere in alcun modo sul profilo della sicurezza.

*

a) INTERVENTO LEGISLATIVO:

- Rivedere gli artt. 8 e 9 della L. 41/2007 introducendo una norma di interpretazione autentica degli stessi, che possa chiarirne i criteri applicativi, a beneficio di tifosi e questure.

Il nodo è rappresentato unicamente dall’art. 9 della legge 41/2007 (e dalla sua premessa, contenuta nell’art. 8), che disciplina il rilascio dei titoli di accesso (e quindi anche della “tessera del tifoso”) da parte delle società.

L’articolo dice esattamente questo:

Art. 9.
Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio
1. E' fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell'interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

L’intento di arginare la violenza negli stadi è lodevole, ma la formulazione letterale dell’articolo è infelice:

1) chiunque abbia avuto, anche in passato, un daspo (art. 6 l. 13/12/1989 n. 401), non potrà avere tessere o biglietti.
Questo significa che se nel 1991 un tifoso ha avuto un daspo di un anno, e lo ha scontato, in base al tenore letterale della norma non potrà più avere titoli di accesso per qualsiasi manifestazione sportiva;

2) chiunque ha avuto una condanna, anche solo in primo grado, per reati “da stadio”, non potrà avere la tessera del tifoso né titoli di accesso per manifestazioni sportive.
Ciò significa che se nel 1994 un soggetto ha commesso un reato “da stadio” e per quello è stato condannato, in base alla norma non potrà mai più avere biglietti o tessere di alcun tipo.

L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha ravvisato le medesime criticità (cfr. Determinazioni nn. 33/2009 e 39/2011) e, auspicando un intervento legislativo sul punto, ha chiarito che la tessera o il tagliando non verrà rilasciato solamente:
a) a chi ha un daspo in corso, il che è ovvio e corretto;
b) a chi ha avuto una condanna, anche di primo grado, negli ultimi 5 anni, detratto ciò che ha scontato per il daspo per lo stesso episodio.

Nel premettere che è necessaria una modifica legislativa, visto che una interpretazione ministeriale è soggetta a modifica in qualsiasi momento, il punto sub b) non è sufficiente e crea situazioni paradossali con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Un esempio può rendere comprensibile quel che si scrive:

• Tizio riceve un daspo di un anno dalla questura per aver acceso un fumogeno, prima ancora di essere processato per lo stesso episodio;

• per un anno, quindi, Tizio non potrà andare allo stadio in quanto inibito;

• decorso l’anno, Tizio può tornare tranquillamente allo stadio in quanto la stessa questura non lo ritiene più pericoloso, visto che il daspo è scaduto;

• il processo relativo al medesimo episodio, però, termina a distanza di 5 anni e Tizio viene condannato in primo grado;

• a questo punto, dal momento della condanna, per altri 4 anni (vale a dire i 5 anni di cui dice l’Osservatorio meno l’anno scontato per il daspo) Tizio – che nel frattempo è tranquillamente tornato allo stadio – non potrà più comprare un biglietto.

Non occorre certo essere avvocati per capire l’assurdità della cosa.

Ed allora è necessario introdurre una norma che interpreti autenticamente gli artt. 8 e 9 della Legge Amato, rendendoli impermeabili a critiche costituzionali e che specifichi che i titoli di accesso non possano essere rilasciati a chi:
• ha un daspo in corso (mentre l’art. 9 attuale prevede che non la possa avere anche chi ha avuto un daspo);
• ha avuto una condanna, anche non definitiva, per reati “da stadio” negli ultimi 5 anni, purché per lo stesso fatto l’interessato non abbia già scontato, anche parzialmente, il daspo: se il daspo qualifica la pericolosità di un soggetto, una volta scaduto non ha senso logico prevedere ulteriori divieti.
*

Qui di seguito, quindi la norma di interpretazione che, si auspica, possa essere introdotta nel nostro sistema:

Norma di interpretazione autentica degli artt. 8 e 9
della legge 4 aprile 2007, n. 41
1. all’articolo 8, comma 1, della legge 4 aprile 2007 n. 41, per “soggetti destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401” deve intendersi che tali provvedimenti debbano essere in atto;
2. all’articolo 8, comma 1, della legge 4 aprile 2007 n. 41, per “soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive” deve intendersi che il divieto posto alle società sportive di corrispondere in qualsiasi forma, diretta o indiretta, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura, ivi inclusa l'erogazione a prezzo agevolato o gratuito di biglietti e abbonamenti o titoli di viaggio, sia limitato temporalmente fino al completamento dei cinque anni successivi alla data della condanna e che comunque non operi là dove il soggetto abbia già scontato, anche parzialmente, la misura inflitta con provvedimenti di cui al citato articolo 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 per lo stesso episodio per cui è intervenuta la sentenza di condanna”;
3. all’articolo 9, comma 1, della legge 4 aprile 2007 n. 41, per “soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401” deve intendersi che tali provvedimenti debbano essere in atto;
4. all’articolo 9, comma 1, della legge 4 aprile 2007 n. 41, per “soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive” deve intendersi che il divieto posto alle società organizzatrici il gioco del calcio responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell'interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso sia limitato temporalmente fino al completamento dei cinque anni successivi alla data della condanna e che comunque non operi là dove il soggetto abbia già scontato, anche parzialmente, la misura inflitta con provvedimenti di cui al citato articolo 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 per lo stesso episodio per cui è intervenuta la sentenza di condanna”.

b) ALTRE CRITICITA’

L’eccessiva burocratizzazione del meccanismo di rilascio dei biglietti scoraggia soprattutto il tifoso occasionale, visto che mentre un tempo si scriveva “Tribuna Coperta 100 €, Tribuna Scoperta 50 €, Distinti 30 €, Curve 17 €” oggi i comunicati di vendita dei biglietti richiedono una laurea per la lettura ed almeno mezz’ora di tempo a disposizione.

• PARTITE IN TRASFERTA

La “tessera del tifoso”:

- non dovrebbe essere obbligatoria: visto che un biglietto si acquista mostrando un documento di identità (comunque soggetto – come la tessera del tifoso - tramite il sistema “Questura on line” alla verifica dei motivi ostativi al rilascio ex artt. 8 e 9 L. 41/2007), non si vede la ragione per cui non si possa andare in trasferta semplicemente acquistando il biglietto stesso, anche il giorno della partita;

- dovrebbe consentire sempre la possibilità di acquistare titoli d’ingresso anche per settori dello stadio diversi dal settore ospiti, sì da consentire a tifosi più moderati di seguire la partita in un contesto idoneo e più confortevole;

- dovrebbe consentire di acquistare biglietti senza dover mostrare anche un documento di identità, visto che per ottenerla si è dovuto esibire l’originale di un documento e farsi scattare una fotografia: in tal modo si evita al tifoso di dover tornare due o tre volte in un punto vendita;

- dovrebbe consentire l’accumulo di un punteggio che premi il tifoso più fedele che acquista biglietti per le partite in casa e in trasferta, al fine di esercitare prelazioni per partite di grande richiamo.

Con l’applicazione di questi correttivi:

- il tifoso occasionale che decide all’ultimo istante di seguire la propria squadra in trasferta potrà comunque acquistare un biglietto per il settore ospiti, magari anche il giorno della partita;

- i tifosi ospiti che risiedono nella città che ospita la partita non avranno più problemi per comprare un biglietto (ad esempio, in un qualsiasi Roma/Milan, il tifoso milanista privo di tessera del tifoso residente a Roma potrà acquistare il biglietto anche per il settore ospiti, mentre allo stato può solo acquistare un biglietto per i settori dei tifosi della Roma);

- non si verificherà più il costante problema per il quale un tifoso di una squadra residente in una città diversa da quella ove ha sede il proprio club è impossibilitato a comprare un tagliando per il settore ospiti perché privo della tessera del tifoso, con la conseguenza che o va nel settore di casa oppure, con il benestare del dirigente dell’ordine pubblico, viene comunque fatto entrare nel settore ospiti (ad es.: il tifoso del Brescia residente a Bologna che vuole andare a vedere Atalanta/Brescia può comprare un biglietto per qualsiasi settore dello stadio diverso dal settore ospiti. Per poter acquistare un biglietto settore ospiti dovrebbe recarsi a Brescia e fare la tessera del tifoso, non potendo delegare nessuno).

- ALTRI SUGGERIMENTI:

- consentire il rilascio del biglietto anche dietro presentazione di una fotocopia di un documento di identità: se si vuole andare con un amico allo stadio, allo stato, è necessario recarsi insieme ad acquistare i biglietti per avere i posti vicini o comunque è necessario prima farsi consegnare il documento dall’amico, in quanto è necessario esibire l’originale del documento, il che scoraggia l’iniziativa;

- per i minori di 14 anni, non imputabili per legge, il genitore dovrebbe avere la possibilità di acquistare biglietti dichiarando – anche tramite autocertificazione – le generalità del minore: allo stato se al genitore/tifoso viene in mente, nei cinque minuti di tempo libero che ha, di acquistare un biglietto al figlioletto non lo può fare, perché deve andare a casa e prendere l’originale di un documento di identità.

Le famose famiglie allo stadio sono già danneggiate e scoraggiate da scandali, caro prezzi, stadi fatiscenti, orari di disputa delle partite e calendari fluttuanti, perdita di atmosfera e percezione di scarsa sicurezza: chi è rimasto negli stadi sono i tifosi – anche di tribuna – più radicali che sono costretti a conoscere norme e regolamenti per seguire la squadra del cuore.
Ma i tifosi più occasionali, che potrebbero costituire l’incremento della base fissa del tifo di una squadra e che trovano assai più semplice e meno costoso un divano e la televisione, torneranno negli stadi soltanto se questi diabolici meccanismi verranno completamente rivisti.
Altro che porta un amico e “tessera dello sportivo”.

Avv. Lorenzo Contucci Avv. Giovanni Adami

La Football Supporters Europe (FSE), la più grande organizzazione dei tifosi nel mondo, costituita da un network democratico, indipendente e rappresentativo di supporters e amanti del calcio con membri in più di 40 nazioni europee, in rappresentanza di oltre 3 milioni di tifosi, ha inviato una lettera di protesta all'Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive in merito alla sospensione dell' AS Roma Away Card.
 
In tale lettera la FSE, oltre a criticare la disparità di trattamento tra i tifosi possessori della Tessera del Tifoso e quelli della AS Roma AWAY CARD, evidenzia la non utilità della Tessera del Tifoso e di altre tessere similari quali strumenti atti a garantire la sicurezza negli stadi, e, in base alla sua ampia e riconosciuta esperienza in ambito europeo (è il principale interlocutore della UEFA, della Commissione Europea e di altre federazioni europee), sottolinea che la semplicistica modalità di punire anche i tifosi che non si rendono colpevoli di alcun crimine, rischia di provocare un sentimento di empatia nei confronti della minoranza che crea problemi e non consente lo sviluppo di un dialogo costruttivo con la tifoseria.
 
L’Osservatorio, insieme alle istituzioni del calcio e dei club stessi, alla conclusione del convegno svoltosi a Spoleto (PG) dal 29 al 30 maggio 2013 intitolato “Fare sicurezza insieme: risorsa per un calcio europeo”, aveva concordato nel riconoscere l’importanza della figura del tifoso come RISORSA” e non come un problema, dove il dialogo diventa il fondamento per la comprensione e la crescita da parte di tutti gli “attori”, ma è singolare che l’Osservatorio stesso non coinvolga le rappresentanze dei tifosi nelle sue riunioni, perdendo la possibilità di avere il punto di vista fondamentale di chi e che è la vera anima del calcio, e che è soggetto alle sue determinazioni.
 
Tale atteggiamento poco incline al dialogo, anche se in contrapposizione a tanti declamati buoni propositi, lo si può riscontrare anche nelle parole pronunciate dal Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, prima del derby Roma-Lazio, giocato domenica scorsa, in cui ha dichiarato: “Richiedo sempre la correttezza del pubblico. Tenuto conto che ci sarà un derby di ritorno, se i tifosi, con il loro comportamento, non vogliono farlo a Roma o in maniera diversa lo decideranno loro" (http://www.repubblica.it/sport/calcio/2013/09/17/news/derby-66724738/).
Queste parole verso chi erano rivolte? Ma soprattutto con quali canali? Minacciare sanzioni nei confronti di tutti i tifosi per eventuali problemi causati da una minoranza, è il metodo giusto per coinvolgere la base del tifo a dialogare e a crescere?
Le rappresentanze dei tifosi ci sono, le possibilità di seguire dei metodi diversi dalla repressione generica (con esempi funzionali dalla Germania e da altri paesi d’Europa) anche, ma proprio chi spinge le federazioni e i club verso questo tipo di apertura, in realtà non sembrerebbe seguirlo.
 
 
La comunicazione:
 
Cari membri dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive,

con irritazione abbiamo notato le Determinazioni n. 28/2013 del 31 luglio 2013 e n. 31/2013 del 4 settembre 2013 che colpiscono i possessori di tessere di fidelizzazione alternative alla Tessera del Tifoso, come l’AS Roma Away Card.
Come Football Supporters Europe (FSE), la più grande organizzazione di tifosi di calcio in Europa, e interlocutore ufficiale di varie istituzioni e organismi in Europa, con la presente vogliamo esprimere la nostra opposizione alle determinazioni adottate e sollecitiamo tutti i membri dell'Osservatorio a riconsiderare il loro approccio verso tali programmi alternativi di “carte fedeltà” e a coinvolgere in appropriate consultazioni i rappresentanti delle tifoserie colpite, prima che venga presa qualsiasi decisione contro di loro.
Inoltre, l'accusa contro l'AS Roma Away Card ha semplicemente ignorato le ampie prove disponibili nel corso delle stagioni passate, in cui molte più delle 23 persone in possesso della carta del programma nazionale di identificazione dei tifoso nota come "Tessera del Tifoso" sono ugualmente state trovate colpevoli di turbare l’ordine pubblico o di commettere reati penali.
Non c'è dubbio che ogni persona che pone una seria minaccia per l’ordine e la sicurezza di una partita di calcio, è una persona di troppo. Ma in considerazione delle argomentazioni presentate contro il programma “Away Card” dell’AS Roma, che voi avete approvato come in linea con le norme vigenti, non possiamo riconoscere questi argomenti come legittimi contro il sistema di “carte fedeltà” del club, in quanto tale.
Soprattutto se confrontato con il numero evidentemente più elevato di reati contro l’ordine pubblico commessi dai possessori della “Tessera del Tifoso”, vediamo che il nostro punto di vista ha confermato che né l'AS Roma Away Card, né la Tessera del Tifoso sono mezzi efficaci per garantire la sicurezza nel calcio italiano. Essi hanno solo e sempre creato maggiori ostacoli alla maggioranza dei tifosi pacifici per poter acquistare i biglietti e sono uno dei principali fattori responsabili del numero scarso di presenze, o addirittura della sua ulteriore caduta, nel calcio professionistico italiano.
Come Football Supporters Europe (FSE), esortiamo tutti i membri dell'Osservatorio a riconsiderare il vostro approccio verso la sostenibilità di tali programmi alternativi di “carte fedeltà” e a coinvolgere nelle consultazioni i rappresentanti delle tifoserie colpite, prima che venga presa qualsiasi decisione che interessi i tifosi stessi.
In linea con i modelli europei di best-practice approvati dal Consiglio d'Europa e dall'Unione Europea, e delle loro relative Commissioni sulla Violenza degli Spettatori, consideriamo questa come una questione essenziale per garantire la legittimità di qualsiasi misura presa per la sicurezza di tutti gli spettatori e per prevenire la negativa stigmatizzazione collettiva di tutti i tifosi come un problema.
Le misure adottate ora contro tutti i titolari dell'AS Roma Away Card sono infatti controproducenti e puniscono la maggioranza degli oltre 6000 tifosi genuini per le azioni di una piccola minoranza che è chiaramente sproporzionata. Dai nostri ricordi come partecipanti all'evento in rappresentanza dei tifosi di calcio, tali misure non sono in linea con le conclusioni raggiunte nell'ambito della conferenza tenutasi a Spoleto (PG) dal 29 al 30 maggio 2013 dal titolo "Fare sicurezza insieme: risorsa per un calcio europeo".
Contrariamente alle nostre critiche, vorremmo congratularci con voi per il passo compiuto con l'organizzazione di questo evento e l'approvazione formale e il sostegno pratico previsto a modelli come il Supporter Liaison Officer (SLO) e le Ambasciate dei Tifosi (Fans’ Embassies). Siamo fortemente convinti che una maggiore enfasi dovrebbe essere messa su un ulteriore sviluppo di queste misure, piuttosto che dare priorità all'applicazione delle restrizioni attraverso misure contro i programmi alternativi di “carte fedeltà” come quelli presi in esame in questa lettera.
Come FSE, l'indipendente, rappresentativa e democraticamente organizzata rete di base di tifosi di calcio in Europa, con i membri attualmente in più di 40 paesi in tutto il continente, siamo convinti che le misure repressive che colpiscono tutti i tifosi come potenziali problemi, sono controproducenti nel coinvolgimento fondamentale dei tifosi di calcio nel dialogo costruttivo e trasparente con tutti gli altri soggetti interessati. Con la presente sottolineiamo la nostra richiesta e sollecitiamo l'Osservatorio a:
aprire la strada all'uso di programmi alternativi locali di carte fedeltà, se desiderato dai club
abbandonare l’ampiamente respinta Tessera del Tifoso come mezzo inefficace a garantire la sicurezza nel calcio italiano
intensificare impegni credibili ed estesi di consultazione con i tifosi, su una base continuativa al di là dei singoli giorni delle partite, come, ad esempio, attraverso i Supporter Liaison Officer (SLO)
dare la priorità alle strategie di sicurezza nel calcio che mirino all’ospitalità, al dialogo e alla distensione
Questa lettera sarà accompagnata da una dichiarazione pubblica per sottolineare la nostra posizione e la nostra grande preoccupazione in materia.
Come FSE, compresi i nostri membri in Italia, siamo convinti che in definitiva condividiamo l'obiettivo di garantire un clima positivo negli stadi italiani. Siamo convinti, altresì, che con determinazioni come quelle in oggetto si otterrà il contrario e faranno allontanare ulteriormente grandi gruppi di tifosi di calcio, tra cui, in particolare, i giovani e le famiglie.
Restiamo in attesa di sentire la vostra posizione al riguardo dopo il nostro intervento, e rimaniamo a vostra disposizione per poter dare consigli e mettere a disposizione la nostra competenza sugli alternativi e collaudati migliori esempi pratici in tutta Europa.
Cordiali saluti
per conto del Direttivo di FSE
 
MyRoma - insieme a Federsupporter e Codacons - ha presentato ricorso d'urgenza al TAR Emilia Romagna contro la decisione dell'ONMS di vietare la trasferta di Parma ai possessori della Away Card.

Chiediamo a tutti i tifosi della AS Roma di compattarsi in questo difficile momento e di unirsi alla nostra Associazione per poter difendere in modo sempre più efficace i diritti della tifoseria.

Nessuno si senta escluso

Ancora una volta l'Italia si dimostra essere il Paese dove tutto può succedere, dove pochi decidono per molti, dove chi sbaglia non è invitato, da chi deve, a rimediare ai propri errori, dove le cose ovvie non sono prese in considerazione e dove i fatti concreti vengono calpestati da pseudo realtà nate da esigenze partigiane: alle volte un passo indietro, essere umile e dire di aver sbagliato, avere quel necessario e doveroso spirito critico può risolvere tanti problemi, ma ancora una volta mi chiedo se questa è la vera volontà di quei pochi che decidono per molti.

Da cittadino italiano è deprimente leggere comunicati come le recenti valutazioni fatte dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (link), dove:

- si esprime solidarietà all'Hellas Verona dimenticandosi però degli otto steward aggrediti. Perché? Sarebbe sconveniente ammettere che chi ha la tessera del tifoso ha commesso degli atti di violenza? Sarebbe sconveniente ammettere che una carta di credito non può combattere la violenza?
Sarebbe sconveniente ammettere di aver sbagliato?

- si esprime soddisfazione per un lavoro che ancora non ha portato alcun risultato, ovvero garantire alla giustizia italiana "i cani sciolti" del vile atto di violenza. Perché?

- si infliggono pene a chi non ha fatto nulla, a chi soddisfa i richiesti requisiti di sicurezza, a chi ha acquistato un servizio commerciale ed ora non ne può usufruire, a chi paga le tasse ma viene additato come facinoroso in modo del tutto gratuito. Perché?

- per un fatto commesso da "cani sciolti" lontano da uno stadio e in orari lontani dall'evento sportivo si penalizzano migliaia di persone che nulla hanno a che fare con l'episodio e non gli si permette di andare in trasferta. Perché?

Se qualcuno sbaglia deve essere oggetto di attenzione della giustizia italiana, invece in questo modo chi non ha commesso alcun reato viene penalizzato mentre chi si è contraddistinto per atti di violenza la prossima volta potrà andare in trasferta con la sua bella tessera del tifoso e con il benestare di quei pochi che decidono per molti. Perché?

Non si vede ciò che deve essere osservato, non si ascolta la voce di chi chiede civilmente giustizia ed equità, ma si continuano ad emettere suggerimenti reiterando l'errore: che fantastico Paese è l'Italia.
Tutto ciò è assolutamente deprimente: abbattiamo questo muro di ipocrisia!
Pubblicato in Romalandia
Martedì, 03 Settembre 2013 13:47

Abbattiamo questo muro di ipocrisia

MyRoma intende esprimere la propria solidarietà agli otto stewart aggrediti all'Olimpico e al tempo stesso alla società Hellas Verona per il vile attacco perpetrato da soggetti rimasti ignoti e che la stessa Questura di Roma qualifica come “cani sciolti”, evidentemente ritenendoli avulsi dalla tifoseria organizzata.
Nel ribadire, qualora ce ne fosse il bisogno, la propria ferma condanna a qualsiasi forma di violenza e nel ritenere che alcuna tessera può evitare a soggetti isolati il compiere di atti criminali del tutto imprevedibili, la cui prevenzione è obiettivamente difficile per chiunque, si intende comunque puntualizzare quanto segue:
MyRoma è un Supporters Trust e quindi persegue gli interessi generali a tutela dei tifosi della AS Roma.
Per tale ragione, nonostante il verificarsi di simili deprecabili episodi (peraltro rinvenibili anche in epoche lontane, basti ricordare l’assalto al pullman del Bologna FC del 1964/65, con ferimento di Nielsen), MyRoma deve preoccuparsi di tutelare i tifosi che si vedono privati dei propri diritti, peraltro acquistati a suon di euro.
Da tempo MyROMA sostiene che il sistema "tessera del tifoso" non è uno strumento idoneo e che misure restrittive poco logiche non porteranno mai ad una soluzione del problema violenza. La scorsa giornata di campionato ha visto, in occasione del match tra As Roma e Hellas Verona, il verificarsi di spiacevoli episodi di violenza dentro lo stadio durante l'evento sportivo: 8 steward sono stati aggrediti da una tifoseria a cui, dopo gli eventi di Hellas Verona - Milan, è stato permesso di andare in trasferta solo perchè in possesso della famigerata "tessera del tifoso".
Ricordiamo inoltre, per maggiore completezza, che sempre durante la stessa partita la Curva Sud, luogo dove risiede il tifo giallorosso più caldo, era completamente vuoto poiché chiuso per una disposizione alla cui base vi sono ulteriori elementi discriminatori e le cui motivazioni sono altrettanto discutibili. Ricordiamo infatti che durante Milan - Roma della scorsa stagione, dagli spalti sono partiti cori "razzisti" – che fermamente condanniamo- all'indirizzo di un calciatore rossonero. Episodio che ha portato alla squalifica di un'intera Curva, dando per assodato che quegli insulti fossero stati eseguiti da abbonati di quel preciso settore. Se a farli fosse stato un abbonato di tribuna o addirittura un non abbonato? Con questa decisione si è voluto punire, in modo illogico e sterile, migliaia di tifosi per bene che nulla hanno a che fare con l’accaduto e che hanno regolarmente pagato un abbonamento.
Per questo MyROMA si domanda: È questo il modo di educare? Secondo voi è questo il modo di combattere il razzismo e la violenza? Tutto questo in un contesto dove politici, che ricoprono anche cariche istituzionali, si permettono di etichettare come “scimmie” donne dalla pelle nera! Se non si parte da qui, come credete sia possibile trovare una soluzione al problema?
Lavorare per diffondere una diversa cultura, non solo per quanto riguarda l'aspetto sportivo, non significa infliggere pene a chi è consapevole di non avere fatto nulla. Esempi positivi, confronto, dialogo e iniziative con le nuove generazioni sono i soli passi da fare, ma a quanto pare il percorso che si vuole intraprendere è esattamente quello opposto. Un padre di famiglia non può punire indistintamente tutti i figli per gli errori di uno solo.

Ma torniamo al match tra AS Roma e Hellas Verona.
Durante l'evento sportivo e dentro il luogo dove nulla può succedere con la tessera del tifoso, si sono verificati episodi di violenza proprio da parte di chi quella tessera l'ha sposata fin dal primo giorno.
Nonostante ciò, chi osserva oggi il mondo del calcio è convinto di dover dedicare la propria attenzione esclusivamente alla tifoseria della AS Roma poichè dei violenti, definiti dalla stessa Questura di Roma “cani sciolti”, si sono resi protagonisti di un episodio deprecabile lontano dallo stadio ed a ore di distanza dall'evento sportivo.

Cosa si sta pensando da parte di costoro? Punire i possessori della "Away", circa 6500 cittadini italiani i quali hanno sottoscritto una card che lo stesso ONMS ha parificato, ai fini della sicurezza, alla tessera del tifoso.
Ricordando che la Away Card è anche un servizio commerciale, legalmente sottoscritto tra due parti, non comprendiamo il perché nel momento in cui si manifestano episodi di violenza (che, ribadiamo, devono essere condannati) lontano da uno stadio, non durante un evento sportivo e da teppisti non riconducibili ad una tifoseria, si pensi che il rimedio sia quello di punire indiscriminatamente una tifoseria che con la Away è stata già oggetto di una verifica sotto il profilo della sicurezza e i cui sottoscrittori avrebbero potuto tranquillamente sottoscrivere la "Privilege", mentre chi ha mandato all'ospedale uno steward all'interno di uno stadio, durante un evento sportivo e titolare di una tessera del tifoso, non è ritenuto un problema da affrontare. Ora ci chiediamo: dobbiamo aspettarci anche la sospensione della tessera del tifoso? Forse sarebbe la soluzione meno ipocrita.

MyROMA ritiene che sia arrivato il momento di abbattere questo muro di ipocrisia altrimenti tutto ciò che si farà non potrà che essere peggiorativo.
Le decisioni ed i suggerimenti di chi osserva il calcio "dall'alto" sono sempre più irrazionali e riteniamo che questo modo di condurre le cose possa solo peggiorare e complicare la situazione.

Vogliamo questo?
Noi di MyROMA no. Non si capisce perché in un Paese di "garantisti", gli unici a pagare debbano essere dei tifosi - la stragrande maggioranza - che nulla hanno a che fare con atti di violenza.

Abbattiamo quindi questo muro e chiediamo di non nascondere le proprie mancanze con “suggerimenti” che limitano la libertà di cittadini italiani che fino a prova contraria hanno il diritto di usufruire di un servizio commerciale legalmente sottoscritto e pagato.
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