Il Supporters Trust lo aveva messo in preventivo. I tempi stretti hanno favorito la decisione del Ministero degli Interni e del Prefetto. Contucci: "rinunciamo alla sospensiva ma puntiamo all'annullamento per rendere illegittime tali decisioni"

Roma-Empoli si giocherà con più di mezza Curva Sud senza pubblico. Come già anticipato dall'Avv. Contucci i tempi erano troppo stretti per permettere al giudice di decidere con piena cognizione di causa sul ricorso presentato da MyRoma. Rimanendo sul piano calcistico, però "questa è una partita che si giocherà nell'arco dei 180 minuti" con andata oggi 29 gennaio e ritorno 26 marzo. Cosa è successo e cosa succederà dunque? Ce lo spiega sempre l'avvocato Contucci.

"Il ministero degli Interni ha presentato come motivazione, il fatto che dopo indagini effettuate è emerso che negli scontri post derby dell'11 gennaio scorso la maggior parte dei coinvolti fossero possessori di Club Home" e da qui la decisione di vietare l'ingresso ai solo possessori di questa tessera.

Il giudice stretto tra la morsa che da una parte vedeva il Ministero addurre motivazioni di ordine pubblico e MyRoma che chiedeva una sospensiva, al momento senza poter approfondire al meglio le istanze ha chiesto altro tempo per pronunciarsi. MyRoma da parte sua viste le innumerevoli incongruenze presenti nell'atto firmato dal Prefetto ha rinunciato allo sospensiva puntando alla -postuma ma non inutile- cancellazione dell'atto. Perchè non inutile? "Perchè -aggiunge Contucci- in caso di pronunciazione favorevole nei nostri confronti -My Roma ndr- la decisione di fare "figli e figliastri" verrebbe dichiarata illegittima e si creerebbe un precedente per il quale in casi analoghi la chiusura dovrebbe essere totale" cioè estesa anche ai possessori di Club Privilege -tessera del tifoso-. A molti tale evenienza sarebbe un'altra sconfitta per chi ha a cuore i diritti dei tifosi; così non è. Infatti chiudere un settore anche ai possessori di Privilege a causa di scontri proverebbe che di fatto che la Tessera del Tifoso non è stato, non è e non sarà mai uno strumento utile a combattere le frange di tifo violento presenti negli stadi italiani.

fonte: rsnews

Pubblicato in Parlano di noi
Giovedì, 29 Gennaio 2015 14:44

Ricorso al Tar: prossimo appuntamento 26 Marzo

 

In occasione dell’audizione odierna avanti il Presidente della I sezione ter del TAR Lazio in merito al ricorso presentato da MyROMA, si è finalmente preso visione della determinazione del CASMS n. 3/15, riferita alla partita Roma/Empoli del 31 gennaio 2015.

Nella nota illustrativa, il CASMS spiega che dal monitoraggio dei disordini, si è verificato che gli stessi hanno riguardato maggiormente i possessori della tessera “Home” piuttosto che quelli della Privilege, sia pur senza allegare alcuna statistica al riguardo.

Visti i tempi ristrettissimi, e nell’impossibilità di svolgere una istruttoria su quanto scritto – cosa che peraltro dovrebbe al limite portare alla sospensione della Club Home, in quanto detenuta da soggetti pericolosi – i legali di MyROMA hanno deciso di rinunciare alla richiesta di sospensiva e di discutere la vicenda nel merito, all’udienza fissata per il 26 marzo. Ciò significa che per Roma/Empoli sarà consentito l’accesso in Curva Sud ai soli possessori della “Privilege” ma che la decisione sulla liceità della decisione del Prefetto e del CASMS è ancora da prendere, alla luce della documentazione che verrà depositata.

MyROMA intende quindi insistere nel ricorso, al fine di ottenere una pronuncia che sancisca la pari dignità tra la tessera “Privilege” e la “Club Home”, in modo che – per il futuro – simili discutibili iniziative non abbiano più a ripetersi.

Comprendiamo che sono moltissimi i tifosi con “Club Home” che auspicavano di poter andare a tifare la Roma in occasione del match contro l’Empoli, ma la decisione presa dal nostro dipartimento legale si basa sulla possibilità di vincere il campionato e non una partita. Quindi il prossimo appuntamento sarà il 26 Marzo ed invitiamo la tifoseria romanista ad unirsi a MyROMA perché è fondamentale per il proseguo delle nostra attività.

Nella giornata odierna la nostra Associazione, dopo le innumerevoli richieste pervenute, ha provveduto ad inoltrare alla AS Roma un sollecito per ricordare al Club l'impegno preso a suo tempo con la tifoseria e poter permettere anche a chi non è residente a Roma di poter sottoscrivere la AS Roma Card Away senza doversi recare presso gli AS Roma Store della Capitale.
Riportiamo il testo della lettera inviata.



Spett.le AS ROMA,

MyROMA ha ricevuto diverse segnalazioni di tifosi che, essendo residenti fuori Regione o all'estero, non hanno la possibilità di sottoscrivere la card “AS Roma Away”. Questi tifosi sono costretti, ogni volta che intendono seguire la Roma in trasferta, ad acquistare un biglietto per i settori “di casa” e poi pietire con stewards e forze dell'ordine la possibilità di entrare nel settore ospiti, ove ovviamente vogliono stare. La Roma è stata sensibile alle esigenze dei suoi tifosi varando – prima in Italia – la card “away”. Ora si chiede di fare un passo ulteriore, trovando una soluzione tecnica che consenta anche a chi non è residente a Roma di poterla sottoscrivere senza dover fare centinaia, se non migliaia, di chilometri.

Siamo convinti che un numero sempre maggiore di tifosi in trasferta possa solo portare vantaggio al nostro Club e pertanto chiediamo un maggiore impegno su questo tema.

MyRoma - insieme a Federsupporter e Codacons - ha presentato ricorso d'urgenza al TAR Emilia Romagna contro la decisione dell'ONMS di vietare la trasferta di Parma ai possessori della Away Card.

Chiediamo a tutti i tifosi della AS Roma di compattarsi in questo difficile momento e di unirsi alla nostra Associazione per poter difendere in modo sempre più efficace i diritti della tifoseria.

Nessuno si senta escluso

Ancora una volta l'Italia si dimostra essere il Paese dove tutto può succedere, dove pochi decidono per molti, dove chi sbaglia non è invitato, da chi deve, a rimediare ai propri errori, dove le cose ovvie non sono prese in considerazione e dove i fatti concreti vengono calpestati da pseudo realtà nate da esigenze partigiane: alle volte un passo indietro, essere umile e dire di aver sbagliato, avere quel necessario e doveroso spirito critico può risolvere tanti problemi, ma ancora una volta mi chiedo se questa è la vera volontà di quei pochi che decidono per molti.

Da cittadino italiano è deprimente leggere comunicati come le recenti valutazioni fatte dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (link), dove:

- si esprime solidarietà all'Hellas Verona dimenticandosi però degli otto steward aggrediti. Perché? Sarebbe sconveniente ammettere che chi ha la tessera del tifoso ha commesso degli atti di violenza? Sarebbe sconveniente ammettere che una carta di credito non può combattere la violenza?
Sarebbe sconveniente ammettere di aver sbagliato?

- si esprime soddisfazione per un lavoro che ancora non ha portato alcun risultato, ovvero garantire alla giustizia italiana "i cani sciolti" del vile atto di violenza. Perché?

- si infliggono pene a chi non ha fatto nulla, a chi soddisfa i richiesti requisiti di sicurezza, a chi ha acquistato un servizio commerciale ed ora non ne può usufruire, a chi paga le tasse ma viene additato come facinoroso in modo del tutto gratuito. Perché?

- per un fatto commesso da "cani sciolti" lontano da uno stadio e in orari lontani dall'evento sportivo si penalizzano migliaia di persone che nulla hanno a che fare con l'episodio e non gli si permette di andare in trasferta. Perché?

Se qualcuno sbaglia deve essere oggetto di attenzione della giustizia italiana, invece in questo modo chi non ha commesso alcun reato viene penalizzato mentre chi si è contraddistinto per atti di violenza la prossima volta potrà andare in trasferta con la sua bella tessera del tifoso e con il benestare di quei pochi che decidono per molti. Perché?

Non si vede ciò che deve essere osservato, non si ascolta la voce di chi chiede civilmente giustizia ed equità, ma si continuano ad emettere suggerimenti reiterando l'errore: che fantastico Paese è l'Italia.
Tutto ciò è assolutamente deprimente: abbattiamo questo muro di ipocrisia!
Pubblicato in Romalandia
Martedì, 03 Settembre 2013 13:47

Abbattiamo questo muro di ipocrisia

MyRoma intende esprimere la propria solidarietà agli otto stewart aggrediti all'Olimpico e al tempo stesso alla società Hellas Verona per il vile attacco perpetrato da soggetti rimasti ignoti e che la stessa Questura di Roma qualifica come “cani sciolti”, evidentemente ritenendoli avulsi dalla tifoseria organizzata.
Nel ribadire, qualora ce ne fosse il bisogno, la propria ferma condanna a qualsiasi forma di violenza e nel ritenere che alcuna tessera può evitare a soggetti isolati il compiere di atti criminali del tutto imprevedibili, la cui prevenzione è obiettivamente difficile per chiunque, si intende comunque puntualizzare quanto segue:
MyRoma è un Supporters Trust e quindi persegue gli interessi generali a tutela dei tifosi della AS Roma.
Per tale ragione, nonostante il verificarsi di simili deprecabili episodi (peraltro rinvenibili anche in epoche lontane, basti ricordare l’assalto al pullman del Bologna FC del 1964/65, con ferimento di Nielsen), MyRoma deve preoccuparsi di tutelare i tifosi che si vedono privati dei propri diritti, peraltro acquistati a suon di euro.
Da tempo MyROMA sostiene che il sistema "tessera del tifoso" non è uno strumento idoneo e che misure restrittive poco logiche non porteranno mai ad una soluzione del problema violenza. La scorsa giornata di campionato ha visto, in occasione del match tra As Roma e Hellas Verona, il verificarsi di spiacevoli episodi di violenza dentro lo stadio durante l'evento sportivo: 8 steward sono stati aggrediti da una tifoseria a cui, dopo gli eventi di Hellas Verona - Milan, è stato permesso di andare in trasferta solo perchè in possesso della famigerata "tessera del tifoso".
Ricordiamo inoltre, per maggiore completezza, che sempre durante la stessa partita la Curva Sud, luogo dove risiede il tifo giallorosso più caldo, era completamente vuoto poiché chiuso per una disposizione alla cui base vi sono ulteriori elementi discriminatori e le cui motivazioni sono altrettanto discutibili. Ricordiamo infatti che durante Milan - Roma della scorsa stagione, dagli spalti sono partiti cori "razzisti" – che fermamente condanniamo- all'indirizzo di un calciatore rossonero. Episodio che ha portato alla squalifica di un'intera Curva, dando per assodato che quegli insulti fossero stati eseguiti da abbonati di quel preciso settore. Se a farli fosse stato un abbonato di tribuna o addirittura un non abbonato? Con questa decisione si è voluto punire, in modo illogico e sterile, migliaia di tifosi per bene che nulla hanno a che fare con l’accaduto e che hanno regolarmente pagato un abbonamento.
Per questo MyROMA si domanda: È questo il modo di educare? Secondo voi è questo il modo di combattere il razzismo e la violenza? Tutto questo in un contesto dove politici, che ricoprono anche cariche istituzionali, si permettono di etichettare come “scimmie” donne dalla pelle nera! Se non si parte da qui, come credete sia possibile trovare una soluzione al problema?
Lavorare per diffondere una diversa cultura, non solo per quanto riguarda l'aspetto sportivo, non significa infliggere pene a chi è consapevole di non avere fatto nulla. Esempi positivi, confronto, dialogo e iniziative con le nuove generazioni sono i soli passi da fare, ma a quanto pare il percorso che si vuole intraprendere è esattamente quello opposto. Un padre di famiglia non può punire indistintamente tutti i figli per gli errori di uno solo.

Ma torniamo al match tra AS Roma e Hellas Verona.
Durante l'evento sportivo e dentro il luogo dove nulla può succedere con la tessera del tifoso, si sono verificati episodi di violenza proprio da parte di chi quella tessera l'ha sposata fin dal primo giorno.
Nonostante ciò, chi osserva oggi il mondo del calcio è convinto di dover dedicare la propria attenzione esclusivamente alla tifoseria della AS Roma poichè dei violenti, definiti dalla stessa Questura di Roma “cani sciolti”, si sono resi protagonisti di un episodio deprecabile lontano dallo stadio ed a ore di distanza dall'evento sportivo.

Cosa si sta pensando da parte di costoro? Punire i possessori della "Away", circa 6500 cittadini italiani i quali hanno sottoscritto una card che lo stesso ONMS ha parificato, ai fini della sicurezza, alla tessera del tifoso.
Ricordando che la Away Card è anche un servizio commerciale, legalmente sottoscritto tra due parti, non comprendiamo il perché nel momento in cui si manifestano episodi di violenza (che, ribadiamo, devono essere condannati) lontano da uno stadio, non durante un evento sportivo e da teppisti non riconducibili ad una tifoseria, si pensi che il rimedio sia quello di punire indiscriminatamente una tifoseria che con la Away è stata già oggetto di una verifica sotto il profilo della sicurezza e i cui sottoscrittori avrebbero potuto tranquillamente sottoscrivere la "Privilege", mentre chi ha mandato all'ospedale uno steward all'interno di uno stadio, durante un evento sportivo e titolare di una tessera del tifoso, non è ritenuto un problema da affrontare. Ora ci chiediamo: dobbiamo aspettarci anche la sospensione della tessera del tifoso? Forse sarebbe la soluzione meno ipocrita.

MyROMA ritiene che sia arrivato il momento di abbattere questo muro di ipocrisia altrimenti tutto ciò che si farà non potrà che essere peggiorativo.
Le decisioni ed i suggerimenti di chi osserva il calcio "dall'alto" sono sempre più irrazionali e riteniamo che questo modo di condurre le cose possa solo peggiorare e complicare la situazione.

Vogliamo questo?
Noi di MyROMA no. Non si capisce perché in un Paese di "garantisti", gli unici a pagare debbano essere dei tifosi - la stragrande maggioranza - che nulla hanno a che fare con atti di violenza.

Abbattiamo quindi questo muro e chiediamo di non nascondere le proprie mancanze con “suggerimenti” che limitano la libertà di cittadini italiani che fino a prova contraria hanno il diritto di usufruire di un servizio commerciale legalmente sottoscritto e pagato.
Pubblicato in MyROMA informa
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