Doveva essere il derby del noi contro loro, del ritorno all'origine , della vittoria della maglia...in realtà siamo usciti tutti con l'amaro in bocca. Ma dagli spalti dell'affollata tribuna tevere noi avevamo un sorriso grosso cosi! Grazie a MyROMA abbiamo assistito al derby capitolino con motivazione evidentemente superiore agli 11 scesi in campo. Eravamo lì a testimonianza che appartenere al Supporter Trust vuol dire essere la Roma! Noi direttamente coinvolti abbiamo portato quel senso imprescindibile che l'azionato popalare ha in se: essere responsabili all'interno del nostro club. E forse paradossalmente i 5 daspo dati ieri sera a giovani in preda ad una "crisi d'identità" riassumono il lavoro che ci aspetta per costruire nuove coscenze capaci di competere con le più grandi e civili tifoserie europee. Ovviamente accompagnare allo stadio chi diversamente non avrebbe potuto andarci è un gesto responsabile che ci modernizza al fronte di ogni avanguardia tecnologica. Paradossalmente il nostro derby è stato vinto in relazione anche allo striscione apparso in curva nord sulla card away....

Bisogna necessariamente raccontare l'antefatto per cercare di spiegare il perchè del nostro entusiasmo. Come detto l'intento di MyROMA è quello di renderci protagonisti del processo di sviluppo della A.S.Roma grazie anche alla nostra partecipazione al capitale sociale AS Roma. Bene, noi il pre derby lo abbiamo vissuto come se fossimo Sabatini e Baldini. Grazie al Dipartimento Politiche Sociali di MyROMA e alla gentilezza di Antonio Tempestilli, martedi 3 aprile la visita a Trigoria è stata possibile. Tanto che l'entusiasmo di Marco, Gabriele e Vincenza durate il tour mattutino ha coinvolto anche gli addetti ai lavori.

E come ogni “visita al museo” che si rispetti anche noi avevamo la nostra guida. Un cicerone simpaticissimo il Sig.Emilio, che tra aneddoti e racconti ci ha fatto rivivere la storia della Roma da Masetti a Totti. Il tempo mite ha reso la visione dell'allenamento speciale, tanto da farci trattenere dall’esultare al gol durante la partitella. Il religioso silenzio è stato interrotto dalla fragorosa risata al “ciao belli” del Capitano. Ma come non agitarsi a stare a pochi metri dalla squadra per cui ci batte il cuore, sapendo che si sta preparando alla partita più importante della stagione? Mercoledì è stato messo un altro tassello nella costruzione della Roma che vorremmo. Aperta e vicina ai propri tifosi! Per questo, all'uscita del Fulvio Bernardini, a Totti, De Rossi, Osvaldo, Florenzi, Bradley, Torosidis abbiamo cercato di dare tutta la nostra carica, proprio come ha fatto sicuramente Mister Andreazzoli nel tunnel dell'olimpico. E siamo sicuri che Bruno, il cane di trigoria che mangia la gricia al posto dei croccantini, al rientro della squadra saprà strigliarli meglio di 100 tifosi arrabbiati.

È di nuovo il noi a fare da sfondo alla giornata che ripaga il nostro lavoro. In ragione di ciò MyROMA apre le porte a chi ne condivide i valori appoggiando il Supporters Trust attraverso l'adesione e la partecipazione. Poi certo, il derby giocato sul campo di pallone è stata tutt’ altra cosa! L'urlo partito al fallito gol di Florenzi ha risvegliato tutta Monte Mario al pari del rigore sbagliato da Hernanes. Ci ha consolato l'ennesimo record del Capitano e la sua leggerezza nel correre sugli undici metri. Noi  siamo pronti alle prossime sfide calcistiche e non, perché andiamo sempre cor core acceso da na passione."

 

 

Pubblicato in Politiche Sociali
Venerdì, 14 Settembre 2012 08:37

STADIO BUS

 

Il progetto Stadio Bus nasce contestualmente alla nascita di MyROMA. L’attenzione per il sociale è alla base di tutti i movimenti di azionariato popolare; per questo abbiamo costituito il Dipartimento Politiche Sociali, che si è subito messo al lavoro per uniformare MyROMA alle linee guida della UEFA e del CAFE (Centre for Access to Football in Europe).

Fin dall’inizio i Soci si sono dimostrati sensibili e disponibili ad adoperarsi per i nostri tifosi "Speciali".

Abbiamo iniziato cercando di coinvolgere le Istituzioni Locali (Comune, Provincia e Regione), purtroppo invano. Ci siamo scontrati con l’indifferenza e la freddezza della burocrazia, ma non ci siamo demoralizzati.

Il 19 gennaio 2011, in occasione di Roma – Lazio di Coppa Italia, abbiamo regalato un momento di gioia ad una decina di ragazzi diversamente abili, in collaborazione con una cooperativa che fornisce servizi socio assistenziali a ragazzi e ragazze disabili.

La replica è arrivata il 4 marzo 2012, quando insieme alla Fondazione Sandri abbiamo organizzato lo Stadio Bus con 15 ragazzi tifosi di Roma e Lazio.
Con queste iniziative abbiamo voluto inziare un percorso importante e basilare per un Supporters Trust: quello di garantire a tutti i tifosi la possibilità di recarsi allo stadio per vedere la Magica Roma.
Grazie all’aiuto dei nostri Soci siamo riusciti in queste piccole grandi attività, ma per proseguire e migliorare abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i tifosi.

Uno stadio accessibile ed inclusivo non è un’utopia.

Se volete aiutarci o avete bisogno di ulteriori informazioni, contattate il Dipartimento politiche sociali all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in MyROMA Tablet
Giovedì, 16 Agosto 2012 12:44

STADIO BUS

 

Il progetto Stadio Bus nasce contestualmente alla nascita di MyROMA. L’attenzione per il sociale è alla base di tutti i movimenti di azionariato popolare; per questo abbiamo costituito il Dipartimento Politiche Sociali, che si è subito messo al lavoro per uniformare MyROMA alle linee guida della UEFA e del CAFE (Centre for Access to Football in Europe).

Fin dall’inizio i Soci si sono dimostrati sensibili e disponibili ad adoperarsi per i nostri tifosi "Speciali".

Abbiamo iniziato cercando di coinvolgere le Istituzioni Locali (Comune, Provincia e Regione), purtroppo invano. Ci siamo scontrati con l’indifferenza e la freddezza della burocrazia, ma non ci siamo demoralizzati.

Il 19 gennaio 2011, in occasione di Roma – Lazio di Coppa Italia, abbiamo regalato un momento di gioia ad una decina di ragazzi diversamente abili, in collaborazione con una cooperativa che fornisce servizi socio assistenziali a ragazzi e ragazze disabili.

La replica è arrivata il 4 marzo 2012, quando insieme alla Fondazione Sandri abbiamo organizzato lo Stadio Bus con 15 ragazzi tifosi di Roma e Lazio.
Con queste iniziative abbiamo voluto inziare un percorso importante e basilare per un Supporters Trust: quello di garantire a tutti i tifosi la possibilità di recarsi allo stadio per vedere la Magica Roma.
Grazie all’aiuto dei nostri Soci siamo riusciti in queste piccole grandi attività, ma per proseguire e migliorare abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i tifosi. 

Uno stadio accessibile ed inclusivo non è un’utopia.

Se volete aiutarci o avete bisogno di ulteriori informazioni, contattate il Dipartimento politiche sociali all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in MyRoma
Lunedì, 05 Marzo 2012 21:09

Operazione: Stadio Bus

IN TEVERE IL DERBY PIU' BELLO

(4 Marzo 2012)

[Il Romanista - Pietro Andrea Coletti]  «Mai schiavi del risultato» recitava uno striscione in Curva Sud qualche mese fa. Ieri in Tribuna Tevere invece si è andati oltre il risultato. Una giornata speciale, emozionante, all’insegna dell’amicizia e del tifo quella vissuta da 15 ragazzi disabili sugli spalti dell’Olimpico. Tutto grazie a "Stadio Bus al derby", un’iniziativa fortemente voluta da MyROMA, organizzata insieme alla Fondazione Gabriele Sandri e patrocinata dall’As Roma. Un evento che, in un giorno dove la tensione e l’ansia da derby la fanno da padrone, riporta tutti quanti a riflettere su ciò che è davvero importante e su quello che uno sport come il calcio dovrebbe trasmettere. Sentimento, passione, emozione si leggono sui volti di Massimo, Emanuele, Andrea e Simone, solo alcuni dei ragazzi protagonisti di questa giornata.

Sono arrivati allo stadio su due pulmini proprio a ridosso del fischio d’inizio. Hanno dovuto affrontare diverse peripezie, la polizia aveva bloccato al traffico tutta l’area circostante l’Olimpico, e arrivare al parcheggio dello Stadio dei Marmi è stata a dir poco un’impresa. Nonostante il ritardo i ragazzi sono scesi dai pullman senza frenesia, senza tensione, pronti a vivere la loro giornata speciale. Vestiti di giallorosso e biancoazzurro, insieme, contenti di esserci, di vivere il derby. Roma-Lazio è soprattutto tifo, piccole rivalità. E una volta seduti sui seggiolini della Tevere si sono scatenati i pronostici: «Vince sicuro la Roma per 2-1, con doppietta di Juan!» dice Massimo con felpa sciarpa e cappello giallorossi e un viso che si illumina appena partono le prime note di Roma Roma Roma. «Per me è la prima volta allo stadio, una sensazione unica» confessa Simone, che con una voce strozzata dall’eccitazione dice: «Durante l’inno di Venditti mi è venuta la pelle d’oca». Un tifo vero, appassionato quello dei 15 ragazzi. Come quello di Emanuele che a un «Forza Roma» risponde con un bellissimo «sempre». O come Valerio che dopo il rigore di Hernanes riesce a essere ottimista con un semplice «non c’è problema, segneranno Borini, Totti e De Rossi». C’è Andrea che si tiene tappate le orecchie con la sua sciarpetta e dice, quasi a bassa voce, «io ho paura dei botti», poi rivolge lo sguardo verso la Sud e con un sorriso a 32 denti esclama: «È stupenda, tutta piena e canta sempre!». C’è tanto da imparare da questi tifosi "speciali", una genuità e una franchezza disarmante. Anche a fine partita, quando l’amarezza e la rosicata hanno di solito la meglio, Andrea commenta con un inequivocabile «il calcio è il calcio» e Valerio trova la lucidità per dire: «Dobbiamo tenere Luis Enrique». Come si diceva una giornata davvero speciale ed emozionante che senza l’impegno di MyROMA non sarebbe stata possibile. «Il progetto disabili è iniziato l’anno scorso – ha detto Walter Campanile, presidente dell’azionariato popolare giallorosso -. Riuscimmo a portare 8 ragazzi disabili al derby di Coppa Italia. Quest’anno abbiamo quasi raddoppiato! Per noi è sicuramente una vittoria, ma attenzione, può sembrare un gesto importante, ma invece è pochissimo, è il minimo che possiamo fare. L’evento di oggi l’abbiamo organizzato tutto da soli, insieme alla Fondazione Gabriele Sandri, certo la Roma ci ha dato i biglietti, ma per il resto è tutto gestito e organizzato da noi. E siamo tutti volontari. Ci vuole tanto impegno e spirito di sacrificio. Noi continuiamo a fare la nostra parte, ma per cambiare qualcosa serve lo sforzo di tutti. Mi rivolgo direttamente ai tifosi. Oggi eravamo tantissimi dentro lo stadio, pensate se ognuno facesse la propria parte, sicuramente avremmo uno stadio migliore, una Roma migliore e uno sport migliore». E in Italia di cose da migliorare ce ne sono tante. Solo ieri i problemi che il gruppo dello "Stadio Bus al derby" ha dovuto affrontare non sono stati pochi. Prima l’arrivo all’Olimpico, poi una volta dentro i biglietti che erano stati assegnati a ogni ragazzo erano lontani uno dall’altro. Non c’era posto per le carrozzine. Solo la gentilezza di uno steward ha permesso al gruppo di assistere alla partita tutti insieme. «È incredibile, noi organizziamo questo tipo di eventi e nessuno ci aiuta. La condizione di questo stadio è davvero indecente» ha commentato uno scoraggiato Campanile. Paola Accomando, il responsabile del dipartimento politiche sociali di MyROMA, ha raccontato come l’impegno dell’associazione a favore della disabilità sia incessante, nonostante la realtà italiana non aiuti: «L’anno scorso all’interno di MyROMA abbiamo aperto questo dipartimento proprio per promuovere iniziative come quella di oggi. Fin da subito ci siamo coordinati con il CAFE (Centre for Acces to Football in Europe, Centro per l’accesso al calcio in Europa, ndr). Io personalmente sono andata alla conferenza del CAFE a Wembley, e pensate che ero l’unica italiana. Il nostro paese ha fatto davvero una brutta figura». Intanto è importante portare avanti iniziative di questo tipo, cercando la collaborazione delle associazioni nel territorio. Così come fatto oggi, con la Fondazione Sandri. «Appena ricevuta la proposta, abbiamo accettato immediatamente, non potevamo tirarci indietro di fronte a un’iniziativa nobile come questa» ha dichiarato Lorenzo Valentinotti, uno dei ragazzi dell’associazione fondata da Giorgio Sandri, papà di Gabbo. Una giornata speciale, da ripetere il prima e il più possibile. Non solo per il bene dei disabili, ma per quello di tutti.

LINK ARTICOLO IL ROMANISTA (file PDF)

 

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