Mercoledì, 22 Agosto 2012 11:05

Diventa Volontario: scendi in campo con MyROMA

Caro amico giallorosso,

MyROMA è un movimento di azionariato popolare senza scopo di lucro, per questo ci sosteniamo autonomamente con le nostre forze.

Abbiamo sempre bisogno di aiuto e collaborazione per le nostre iniziative, per questo cerchiamo proprio TE! Entrare in MyROMA significa partecipare attivamente allo sviluppo e alla diffusione di una nuova mentalità di tifo, oltre ad essere coinvolti a 360 gradi nella crescita dell’A.S.Roma.

Organizzare eventi, contribuire alla diffusione di materiale informativo, relazionarsi con le tifoserie italiane e straniere, dialogare con l’A.S. Roma per migliorare i servizi e conservare la nostra tradizione; queste sono solo alcune delle cose che puoi fare entrando a far parte del primo modello di azionariato popolare della serie A italiana!

 

Se vuoi ottenere maggiori informazioni o inviarci la tua disponibilità, contattaci tramite la nostra pagina Facebook, oppure mandaci un’e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  saremo felici di accoglierti e di introdurti in questo mondo straordinario!

NON STARE IN PANCHINA, ENTRA IN CAMPO E FAI GOL!

 

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Mercoledì, 22 Agosto 2012 05:38

FESTA DEL PAPA': TUTTI A TRIGORIA!!

 

Festa del Papà MyROMAMyROMA ritiene fondamentale il coinvolgimento delle famiglie, con un occhio rivolto sempre ai bambini. Sono loro, infatti, il futuro del nostro Club e saranno coloro che godranno dello spettacolo che la nostra Roma saprà offrirgli.
Riteniamo inoltre fondamentale educare i ragazzi a vivere il tifo nella misura più sana possibile, riconoscere l'importanza dei colori sociali ed il ruolo della squadra più che del singolo calciatore.

Così abbiamo deciso di organizzare un incontro volto proprio al raggiungimento di questi obiettivi. E cosa c'è di meglio di una giornata in famiglia? Una giornata che contribuirà a formare quel bagaglio di ricordi che ogni tifoso dovrebbe avere.
Ed ecco la "Festa del Papà a Trigoria"!
L'appuntamento è già consolidato ed irrinunciabile, ma ogni edizione cercheremo di migliorare per offrire solo il meglio ai nostri piccoli Romanisti.

La prima “Festa del Papà” organizzata da MyROMA nel 2011 portò centinaia di persone, genitori e bambini, a Trigoria ad assistere ad una partita di campionato della Primavera.  LINK

MyROMA regalò 50 bandiere dell’A.S. Roma ad altrettanti bambini, colorando gran parte del settore.

Il 17 marzo 2012 la seconda edizione, stavolta con la collaborazione della Società: tutto esaurito sugli spalti del “Di Bartolomei” di Trigoria per assistere a Roma – Ascoli. Cento mini-palloni regalati ad altrettanti bambini e consegnati personalmente dalla mascotte Romolo. LINK

Non si era mai vista una simile affluenza di tifosi per la partita della Primavera.
Questo è MyROMA, questo significa azionariato popolare. E’ grazie alla collaborazione ed al lavoro di tutti che simili iniziative possono prendere vita. Vi aspettiamo alla “Festa del Papà” edizione 2013!

 

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Giovedì, 16 Agosto 2012 14:43

Merchandising: POLITICA DEI PREZZI

 

Fin da subito ci siamo posti il problema del merchandising ufficiale e dei prezzi decisamente esagerati che si trovano all'interno degli Store giallorossi.
A maggior ragione in momenti di crisi come questo, crediamo che la Società debba venire incontro alle esigenze dei tifosi.
Abbiamo sensibilizzato l'A.S. Roma sull'adeguamento dei prezzi del merchandising, in particolar modo per quanto concerne le maglie ufficiali.

E' stato dimostrato apprezzamento da parte dell'A.S. Roma, la quale si è impegnata a favorire gli acquirenti con vendite promozionali e sconti speciali, come ad esempio il recente lancio del Kit replica della prima divisa ufficiale ad un costo più contenuto rispetto alla maglia ufficiale ( leggi qui la nostra recensione).

Ovviamente non siamo ancora pienamente soddisfatti, molto ancora resta da fare, e contiamo di approfondire questo aspetto nell'immediato.

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Giovedì, 16 Agosto 2012 12:44

STADIO BUS

 

Il progetto Stadio Bus nasce contestualmente alla nascita di MyROMA. L’attenzione per il sociale è alla base di tutti i movimenti di azionariato popolare; per questo abbiamo costituito il Dipartimento Politiche Sociali, che si è subito messo al lavoro per uniformare MyROMA alle linee guida della UEFA e del CAFE (Centre for Access to Football in Europe).

Fin dall’inizio i Soci si sono dimostrati sensibili e disponibili ad adoperarsi per i nostri tifosi "Speciali".

Abbiamo iniziato cercando di coinvolgere le Istituzioni Locali (Comune, Provincia e Regione), purtroppo invano. Ci siamo scontrati con l’indifferenza e la freddezza della burocrazia, ma non ci siamo demoralizzati.

Il 19 gennaio 2011, in occasione di Roma – Lazio di Coppa Italia, abbiamo regalato un momento di gioia ad una decina di ragazzi diversamente abili, in collaborazione con una cooperativa che fornisce servizi socio assistenziali a ragazzi e ragazze disabili.

La replica è arrivata il 4 marzo 2012, quando insieme alla Fondazione Sandri abbiamo organizzato lo Stadio Bus con 15 ragazzi tifosi di Roma e Lazio.
Con queste iniziative abbiamo voluto inziare un percorso importante e basilare per un Supporters Trust: quello di garantire a tutti i tifosi la possibilità di recarsi allo stadio per vedere la Magica Roma.
Grazie all’aiuto dei nostri Soci siamo riusciti in queste piccole grandi attività, ma per proseguire e migliorare abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i tifosi. 

Uno stadio accessibile ed inclusivo non è un’utopia.

Se volete aiutarci o avete bisogno di ulteriori informazioni, contattate il Dipartimento politiche sociali all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Giovedì, 16 Agosto 2012 10:41

LA NOSTRA MAGLIA

 

La maglia e i colori sono l’emblema della nostra tradizione: parte tutto da qui. E il nostro impegno per far si che questa venga finalmente rispettata, non poteva certo farsi attendere.
Per questo, già in occasione dell’acquisizione dell’A.S.Roma da parte della Neep Holding SpA, MyROMA ha esposto la questione alla nuova proprietà.

Il 19 dicembre 2011 abbiamo inviato una lettera alla Società, all’interno della quale esponevamo il nostro punto di vista sul tema “maglia e colori sociali”.

I nostri padri fondatori specificarono già allora che l’A.S.Roma doveva giocare con i colori di Roma, ossia il giallo Roma e il rosso Roma, tonalità ben definite che compaiono sul gonfalone della città, come risulta dai documenti del comune. (Vedi i colori ufficiali ).

Abbiamo altresì posto l’accento sull’importanza di indossare sempre la divisa ufficiale, salvo i casi in cui i colori della squadra avversaria non rendano possibile il riconoscimento delle due compagini.


La maglia 2012-2013 riporta finalmente il Rosso Roma, ma non il Giallo Roma.

Iniziano ad arrivare i primi risultati, ma c’è ancora molto lavoro da fare. MyROMA ha già espresso ringraziamento alla Società in occasione dell’Assemblea degli Azionisti del 2 agosto 2012, ma ha altresì ribadito gli aspetti cruciali che ancora non sono stati adeguatamente considerati.

Chiediamo a tutti i tifosi di fare propria la nostra campagna di sensibilizzazione per il rispetto della tradizione.

Guardiamo avanti, rispettando le antiche volontà!

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St.PauliLa sfida europea tra Premier e Bundesliga per il campionato più ricco del mondo da tempo ha posto in risalto la positività del modello gestionale tedesco che negli ultimi anni è impegnato in una esaltante rincorsa al campionato più famoso del mondo.

Nella prima parte abbiamo evidenziato ciò che la gente intende quando ci si riferisce al 'modello tedesco'.

Sebbene il focus di questa analisi sarà il calcio, è importante riconoscere le norme culturali in senso lato che hanno portato alla creazione di ciò che può ampiamente essere denominato 'modello tedesco'. Nel corso dell'ultimo mezzo secolo, la Germania è stata caratterizzata da una società che valorizza la cooperazione e il consenso, un qualcosa che si estende al suo tipico sistema di corporate governance. Il concetto di sorveglianza e un consiglio di amministrazione (che esistono indipendentemente l'uno dall'altro) sono una pietra angolare della società tedesca, se si tratta di una società a responsabilità limitata (GmbH), una società per azioni (AG), o una società in accomandita con uno dei soci accomandatari, che è responsabile senza alcuna limitazione (KGaA).
Tuttavia, così come le aziende convenzionali, la Germania ha anche una forte tradizione di associazioni di utenti, sulla base di valori comunitari e sociali. Queste sono conosciute come eingetragener Verein (eV), e circa 550.000 esistono nella Germania di oggi.

'50 + 1 '

Questa tradizione di cooperazione ha esercitato una forte influenza sullo sviluppo del calcio tedesco. Fino al 1998, tutti i club di calcio sono stati strutturati come e.Vs, di proprietà dei loro soci e gestiti da rappresentanti democraticamente eletti. Le entrate generate dalle e.Vs devono, per legge, essere investite nuovamente dentro l'organizzazione (in questo caso, la squadra di calcio). Oltre ad una tradizione di cooperazione, molte squadre di calcio tedesche sono stati create come 'sezioni' di club polisportivi, come avviene in molti paesi europei. Nel 2011/12 nella Bundesliga, sette club (Friburgo, Amburgo, Kaiserslautern, Mainz, Nürnburg, Schalke 04 e Stoccarda) sono stati strutturati come e.Vs.

Dal 1998, i club hanno permesso di integrare le loro sezioni calcistiche professionistiche in società per azioni esterne a responsabilità limitata, separate dal 'club sponsor'. La League Association (DFL, di cui tutte le 36 società professionistiche nella Bundesliga e 2. Bundesliga fanno parte) ha deciso di autorizzare questo con ragioni commerciali e competitive come obbiettivo.

Tuttavia, questo non vuol dire che gli undici altri club concorrenti in Bundesliga in questa stagione siano nel controllo di investitori privati ​​- grazie alla regola che è diventata nota come '50 + 1 '. Dallo statuto della Federcalcio tedesca (DFB), il club sponsor (vale a dire i soci dell'associazione) deve mantenere la quota di maggioranza della società a responsabilità limitata, il che significa la maggioranza dei voti - 50% più uno. La regola ha due intenti principali: salvaguardare l'influenza del club sponsor nel processo decisionale e per evitare una distorsione della competizione sportiva.

Ci sono due eccezioni a questa regola: Bayer Leverkusen, e il VFL Wolfsburg. In entrambi i casi, i club sono al 100% controllati da gruppi industriali (Bayer, una società chimica e Volkswagen, un costruttore di automobili). Nel 2011 è stato stabilito che gli sponsor, con un coinvolgimento di oltre 20 anni in un club possano assumere partecipazioni di maggioranza - anche se solo con il consenso dei soci, naturalmente. Questo era in risposta al presidente della Hannover 96, Kind Martin, che ha presentato una mozione per abolire '50 + 1 '- senza riuscirci. Così, la proprietà democratica dei tifosi(fans ownership) o comunque il controllo da parte dei supporters rimangono sanciti nel tessuto normativo del calcio tedesco.

Licenze: affrontare il giorno per giorno

Nel corso degli ultimi dodici mesi, la discussione di un sistema di licenze nella piramide calcistica inglese è stata abbondante. Lo scorso luglio, i vertici della Commissione per il Dipartimento della Cultura, Media e Sport hanno raccomandato come parte della relazione sulla Football Governance: "l'introduzione di un modello di licenza formale imposto rigoroso e coerente in tutto il calcio inglese". Nel mese di ottobre, il governo faceva eco di questo, aggiungendo: ". È fondamentale che il modello di licenza guardi sia indietro che avanti" All'inizio di quest'anno, SD ha pubblicato i suoi propri principi chiave per le licenze dei Club(Key Principles for Club Licensing).

Tutte e tre le prospettive sono state ampiamente ispirate al sistema di licenze che esiste in Germania. I vertici della Commissione hanno visitato il paese come parte della loro indagine, mentre dal 2007 SD ha lavorato con una serie di gruppi in Germania.

L'obiettivo fondamentale del sistema di licenze è quello di salvaguardare le operazioni di tutti i membri della lega durante la stagione e per garantire la stabilità, l'integrità e la continuità delle competizioni. '50 + 1 'è il fondamento del sistema, ma ci sono anche una serie di criteri specifici, che riguardano la competenza del team di gestione e, soprattutto, lo stato finanziario del club. Il sistema di licenze definisce inoltre le linee guida per una corporate governance trasparente.

L' esame dei dati economici è fondamentale per il sistema delle licenze, e mira a ridurre spese eccessive (purtroppo una minaccia nel calcio sempre presente), costringendo tutti i club a seguire una procedura di pianificazione, e di applicare una licenza prima che ogni stagione abbia inizio. In sostanza, i club devono essere finanziariamente responsabili. Una serie di documenti devono essere prodotti e coprono una serie di ambiti:assets;flussi attesi, rimanenze di cassa e banca, le passività e gli accantonamenti; scoperti di conto corrente; impegni all'erogazione di finanziamenti, programmi, utili correnti / perdita di bilancio; flussi in entrata ed in uscita.

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Domenica, 10 Ottobre 2010 19:36

Contesto Europeo


Il concetto di “Azionariato Popolare” nasce in Spagna, quando i club in tutta Europa avevano la forma giuridica di “associazioni sportive”. Successivamente, negli anni ’80, tali associazioni sono state via via trasformate in “società di capitali” al fine di facilitare l’accesso al credito ad un sistema calcio sempre più improntato al business.

Unico Paese a livello Europeo che ha consentito il mantenimento di una forma giuridica associativa per quei club che potessero vantare una solida struttura finanziaria è stata la Spagna. Da qui la cosiddetta forma “tradizionale” di Azionariato Popolare che presentano oggi club come Real Madrid, Barcellona, Atletico Bilbao e Osasuna con una partecipazione diretta dei cosiddetti socios al club secondo logiche associative (prima fra tutte “una testa = un voto”).
A partire dalla fine degli anni ’90 però – con lo sviluppo soprattutto in Germania dei primi concetti di fair play finanziario – accanto ad una regolamentazione più rigorosa per una gestione economico/patrimoniale e finanziaria equilibrata e sana delle società di calcio, si è affacciata per prima l’idea della costituzione di supporters trust (fondi di tifosi) che potessero partecipare direttamente all’azionariato dei club. Ciò con il duplice scopo di:

-radicare maggiormente il club all’interno del suo tessuto sociale, tutelando e responsabilizzando maggiormente la parte “sana” del tifo (esisteva in Germania un notevole problema di violenza nel calcio)

-sviluppare tutta quella “economia indotta” generabile dal club attraverso uno stretto contatto ed un rapporto diretto con i propri sostenitori (elemento questo ancor più importante in un sistema calcio che abbracciava per primo le sane ma anche rigide regole del fair play finanziario in un contesto europeo ancora basato sul debito e/o sulla capacità patrimoniale degli azionisti di riferimento).

Attualmente in Europa molti dei i principali club calcistici hanno già un’anima di “Azionariato Popolare”, avendo da tempo compreso l’evidente risorsa economica e sociale rappresentata dall’amore incondizionato dei propri tifosi, elemento certo attorno al quale costruire un Progetto di crescita e sviluppo serio che possa assicurare prosperità e continuità alla propria bandiera nel tempo.

Principali esempi sono:

• Barcellona, Real Madrid, Atletico Bilbao e Osasuna in Spagna;

• Bayern Monaco, Werder Brema, Amburgo, St Pauli in Germania, 1.Union Berlin;

• Sporting Lisbona e Benfica in Portogallo;

• Arsenal, FC United of Manchester, AFC Wimbledon, Swansea City FC in UK

• Nantes in Francia

• Aris Salonicco, Panathinaikos in Grecia

 

In Inghilterra dal 1997 ad oggi sono nati già oltre 160 Supporters Trust che collaborano direttamente con la Supporters Direct e l’Uefa al fine di sviluppare questa forma di gestione sana e democratica delle società in un sistema calcio locale oggi particolarmente in difficoltà a causa dell’elevato impatto avuto dalla crisi finanziaria mondiale su clubs mediamente troppo indebitati.

MODELLO SPAGNOLO   MODELLO TEDESCO/INGLESE
 

 

Nota Spagna: il grafico fa riferimento esclusivamente al modello rappresentato da Real Madrid, Barcellona, Osasuna, Atletico Bilbao. Tutti gli altri club spagnoli con un'anima di azionariato popolare, essendo diventati anch'essi, negli anni '90, società di capitali, presentano un modello speculare a quello tedesco (ed oggi anche a quello inglese).

Nota Germania: In particolare in Germania la stessa legislazione nata nella seconda metà degli anni '90 in materia sportivo/calcistica ha favorito la crescita di Trust di tifosi, via via diventati azionisti di riferimento o addirittura unici proprietari del club (Bayern Monaco 80%, Amburgo 100%, St. Pauli 100% etc)

Le analisi sull'importanza e il ruolo chiave dei tifosi nel calcio partono nel 2007 con il ''Libro bianco sullo sport'' e con ''Comunicazione sullo sport'' del 2011, emessi dalla Commissione Europea, che esprimevano il loro sostegno al cammino verso la good governance nel calcio ed il coinvolgimento dei tifosi in particolare. Su questa via, nel 2009 Supporters Direct svolge un'analisi su calcio europeo ''What is the feasibility of a Supporters direct Europe?'' con cui comincia la collaborazione con la CE e la UEFA.

Documentazione Supporters Direct
In Italia, dallo studio condotto dalla Supporters Direct su input dell’UEFA, è emerso che gli appassionati italiani ignorano quasi completamente la possibilità di partecipare alla vita del proprio club e soprattutto il tifoso italiano si identifica solamente con la propria “squadra” e non con il proprio “club”. Tale distanza, se non superata, non potrà che allontanare ulteriormente l’Italia dagli altri Paesi Europei più all’avanguardia: Germania, Inghilterra, Spagna. Da questo studio, partito nel 2007, la UEFA e la Commissione Europea hanno rinnovato la collaborazione con Supporters Direct finanziando nel periodo Marzo 2012 - Giugno 2013 il progetto "Improving Football Governance through Supporter Involvement and Community Ownership" il cui obbiettivo è di migliorare la situazione complessiva del calcio europeo attraverso il coinvolgimento ''attivo'' delle tifoserie nei processi decisionali dei Club.

Da queste esperienze nasce quindi il Trust la cui struttura italiana richiama il modello tedesco. Un' associazione che, garantita una rappresentanza democratica, partecipa al capitale sociale di una società di capitali.

I principi ispiratori dei Trust:

• Democraticità

• Assenza di scopo di lucro (no profit)

• Di proprietà e gestiti dai tifosi

• Focalizzati sulla comunità

• Giuridicamente riconosciuti ed a responsabilità limitata

• Non esclusivi

• Responsabili, trasparenti ed aperti

• Potenti abbastanza da influenzare e perfino aiutare la gestione dei club

• Flessibili abbastanza da poter operare con 100, 1.000, 10.000 o più membri.

Fino al 1998, tutti i club di calcio tedeschi sono stati strutturati come e.Vs, di proprietà dei loro soci e gestiti da rappresentanti democraticamente eletti. Le entrate generate dalle e.Vs devono, per legge, essere investite nuovamente dentro l'organizzazione (in questo caso, la squadra di calcio). Oltre ad una tradizione di cooperazione, molte squadre di calcio tedesche sono state create come 'sezioni' di club polisportivi, come avviene in molti paesi europei. Dal 1998, i club hanno stabilito di integrare le loro sezioni calcistiche professionistiche in società per azioni esterne a responsabilità limitata, separate dal 'club sponsor', aprendo a sponsor presenti ora nei club con partecipazioni di minoranza.

           

Il modello tedesco rappresenta in questo senso il riferimento chiave delle strutture interne che i Trust italiani stanno replicando nella nostra realtà, nell'interpretazione della struttura del 50 + 1 diffusa in Germania. Tale regola impone ai club di avere come azionista di maggioranza un'associazione di tifosi e quindi impedisce di fatto ad un unico soggetto privato di controllare direttamente un club, con l'eccezione di alcune realtà profondamente legate a grandi gruppi industriali come il Vlf Wolfsburg con la Volkswagen o il Bayer 04 Leverkusen con la Bayer, la cui struttura è stata avallata dagli stessi tifosi. L' effetto del coinvolgimento attivo dei tifosi nei club ha sicuramente nelle presenze negli stadi tedeschi la sua maggiore espressione, tralasciando il Bayern Monaco che ormai dal 2006 registra il continuo sold-out del proprio impianto, l'intera Bundesliga ha fatto registrare nella stagione 2011/2012 il maggiore afflusso medio allo stadio d' Europa con 45.114 spettatori per match. Il potente e numeroso seguito ha inoltre effetti estremamente positivi sui ricavi dalle attività commerciali del club che incidono sul quasi la metà dei ricavi complessivi e consentono alle società vincoli minori rispetto ad esempio ai club italiani fortemente legati a diritti TV, la cui entità, a causa delle condizioni dell' economia e della perdita di fascino del nostro campionato, è destinata a diminuire.

In un'ottica rivolta alla prossima 'austerità' derivante dal Fair Play Finanziario - si può spendere quanto si incassa - è evidente che attivare circoli virtuosi legati alla comunità è il fattore principale su cui operare.

Un esempio della struttura interna del HSV Hamburg

           

Sebbene il modello tedesco sia il riferimento è dalla stessa esperienza che viene dalla Germania che emerge l'assenza di un modello unico, ogni realtà e il successo di ogni iniziativa dipendono dal contesto in cui prende vita, in funzione della situazione economica, del seguito del club e anche dall'attività stessa che svolge il Trust. Iniziative e strategie hanno un filo comune, la passione dei tifosi, ma i mezzi per metterle in pratica hanno spesso forma diversa, rendendo la partecipazione 'attiva' dei tifosi in prima persona l'elemento chiave per definire le linee guida dell' associazione.

PER ESSERE COMPETITIVI DOMANI, E’ NECESSARIO AVVIARE UN RADICALE CAMBIO DI MENTALITA’ ED UN SERIO PROCESSO DI MODERNIZZAZIONE DEL SISTEMA CALCIO ITALIANO OGGI.

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