Giovedì, 22 Dicembre 2016 17:07

Campo Testaccio, la situazione attuale

Si è svolta oggi la seduta del Consiglio del 1° Municipio (Centro Storico) interamente dedicata alla situazione di Campo Testaccio. La seduta ha approvato all’unanimità una mozione che riportiamo in allegato e ha visto la partecipazione dell’Assessore allo Sport Daniele Frongia.
 
In sintesi, l’atto votato impegna la Presidente del Municipio Sabrina Alfonsi a farsi promotrice presso il Comune dei seguenti provvedimenti:
  1. Emissione di un’ordinanza per la bonifica urgente dell’area
  2. Espunzione dell’area dal Piano Urbano Parcheggi
  3. Rivendicazione del bene da parte del Comune e affidamento al Municipio
  4. Copertura da parte del Comune delle spese per il livellamento della buca e per il ripristino del campo di calcio 
Come MyRoma siamo intervenuti nel dibattito, facendo il seguente intervento:
 
«Tra gli scopi sociali di MyRoma figurano la valorizzazione di storia e tradizione della AS Roma, così come la promozione della pratica sportiva come momento di socialità e aggregazione, perciò ci sentiamo direttamente coinvolti e seguiamo da tempo la situazione di Campo Testaccio. Siamo inoltre contenti nel vedere che la spinta arriva trasversalmente da tutte le forze politiche.
Speriamo che il Comune si faccia carico almeno delle spese per coprire la buca e ripristinare il campo di calcio. Ci auspichiamo inoltre che le istituzioni intraprendano un percorso di ascolto e progettazione partecipata assieme alle realtà del territorio e quelle relative al mondo del romanismo. Allo stesso tempo ci piacerebbe che l’AS Roma si faccia parte attiva di questo percorso e noi stessi ci faremo promotori del suo intervento».

 
È poi intervenuta la Presidente del 1° Municipio, Sabrina Alfonsi. Riportiamo il riassunto del suo intervento:
 
«La prima cosa che chiediamo un’ordinanza che disponga l’immediata bonifica dell’area, anche considerando la vicinanza dell’asilo nido, della scuola elementare e della scuola media.
Come seconda cosa ci aspettiamo che dopo questo Consiglio si attivi un tavolo con l’assessorato allo Sport, l’assessorato alla Mobilità e l’avvocatura capitolina.
Infine come terza cosa chiediamo di attivare un processo partecipato con i cittadini e le associazioni. Le possibilità sono tante: fare un bando di tipo europeo? Mettere una parte di soldi il Comune e una il privato? Tutto il Comune? Tutto il privato? Non voglio fare preclusioni. Sottolineo però che è un tempo di difficoltà economiche per il settore pubblico e che quindi ci interessa coinvolgere privati, dall’AS Roma che è stata citata a tante altre possibilità come il CONI».


 
È infine intervenuto l’Assessore allo Sport, Daniele Frongia, che ha espresso il punto di vista del Comune e del suo assessorato. Riportiamo una sintesi del suo intervento, che è ascoltabile integralmente alla fine dell’articolo:
 
«Al momento Campo Testaccio dal punto di vista burocratico non è un campo sportivo, ma un parcheggio. Il primo passo è dunque quello di espungere Campo Testaccio dal Piano Urbano Parcheggi e classificarlo come campo sportivo. Poi potremo parlare di cosa vogliamo farci attraverso un percorso partecipato con Municipio, cittadini e associazioni.
 
L’atto di espunzione dal PUP dipende dall’avvocatura e dalla ragioneria del Comune, perciò ci stiamo impegnando per far sì che tali uffici emettano questo provvedimento. Poi occorrerà una delibera dell’assemblea capitolina per riclassificarlo come campo sportivo. Infine potremo definire insieme un percorso partecipato.
Una volta che il terreno torna al dipartimento potremo iniziare un’azione per l’occupazione senza titolo da parte del privato. È un passaggio formale che finora non abbiamo fatto perché il campo non è nella disponibilità del Comune né in particolare del mio dipartimento.
 
La concessione al Consorzio Romano Parcheggi è stata definitivamente revocata nel 2015, ma il terreno non è ancora fisicamente nelle mani del Comune perché il Consorzio non rilascia il campo poiché vuole indietro le fideiussioni versate al Comune. Allo stesso tempo il Comune non può riottenere l’immobile se il concessionario non lo riporta alla situazione quo ante. Ciò non ci impedisce di parlare del suo futuro, ma dobbiamo assolutamente risolvere i problemi del presente, rispettando la legge.
 
Il Comune ha incaricato l’avvocatura di stabilire l’importo del risarcimento dovuto dal privato e per ora ha risposto solo il dipartimento sport che, solo per il perimetro del campo di calcio, ha stimato il danno in 1.300.000 euro. Voglio essere onesto: per il risarcimento parliamo di un’azione civile che va grossomodo da uno a tre anni. Non significa che non faremo nulla fino a quel giorno, perché è un percorso parallelo. Sono soldi che ci servono anche per reinvestirli sul campo.
 
Nell’immediato, vista la situazione di urgenza, provvederemo ad emettere un’ordinanza per la bonifica dell’area. Tuttavia al momento non è possibile mettere a bilancio dei soldi per l’impianto perché non rientra ancora tra gli impianti sportivi. Direi di rivederci presto, convocando il tavolo pubblico e partecipato per iniziare a parlare del futuro dell’area. Ma ancora prima sarà fatta l’ordinanza di bonifica».  
 
 
Concludendo, crediamo la giornata di oggi sia stata un primo passo molto importante verso il recupero di Campo Testaccio. Ribadiamo la nostra grande soddisfazione nel vedere tutte le forze politiche e le due istituzioni coinvolte lavorare per il bene collettivo e non per interessi particolari. Siamo a disposizione per collaborare al percorso partecipato e allo stesso tempo ci sentiamo garanti del fatto che si rispetti la storia di quel campo. Continueremo a seguire la vicenda.

Campo Testaccio, c’hai tanta gloria!

 
Pubblicato in Per la Tradizione

L'AS Roma ha comunicato che a partire dalla stagione 2017-18 utilizzerà i colori esatti del Comune di Roma. Qui la nota ufficiale della società.

Oggi possiamo dirlo: complimenti a tutti noi e a tutti quelli che non hanno mai smesso di lottare per cambiare qualcosa. Finalmente un messaggio positivo dall'attuale dirigenza che ha deciso di ascoltare una richiesta che avanziamo da prima ancora che ci fosse il cambio di proprietà. 

Ciò che ci sorprende positivamente è anche l'ammissione dell'errore, perché è vero: quelli usati finora non erano esattamente i colori indicati dai fondatori dell'AS Roma e dallo statuto del Club. 

Questo episodio ci convince ancor di più che le battaglie identitarie vanno portate avanti ad oltranza. Ripensiamo a tutte le volte che abbiamo risposto con un sorriso a chi ci definiva "i soliti rompiscatole" e poi tornava a correre dietro l'ultima voce di mercato. Bene, oggi sorridiamo ancora di più, pur senza accontentarci.

Auspichiamo infatti che la dirigenza faccia marcia indietro anche sul nuovo stemma, per iniziare un percorso partecipato che coinvolga attivamente il Supporters Trust e la tifoseria nel restyling del nostro simbolo. 

Viva l'AS Roma e i suoi colori!

Pubblicato in Per la Tradizione
Il club più antico di Francia, stanco delle proposte troppo "da catalogo" dello sponsor tecnico americano, ha deciso di attivare il marchio del club per tessere le proprie divise senza condizionamenti e in pieno rispetto della sua storia che si rifà ai colori di Oxford e Cambridge. Nessuno screzio, tuttavia, con il colosso "del baffo". Anzi...
 
Rinunciare a uno sponsor tecnico di prestigio come la Nike in nome della tradizione arrivando ad autoprodurre le proprie maglie da gioco... Se i francesi arrivano a dare dimostrazione di orgoglio, compattezza e senso di appartenenza nell'ambito di eventi dalla straordinaria tragicità come quelli recenti, di matrice internazionale, non è certo una casualità. Il loro atteggiamento, infatti, affonda le proprie radici in profondità, a cominciare da quelle vicende che, messe a confronto alle problematiche del momento riguardanti Parigi, assumono proporzioni minuscole, praticamente impercettibili. Ma che rendono in qualche modo l'idea. Come quanto accaduto al Le Havre Athtletique, il club transalpino più antico del Paese, la cui fondazione della polisportiva risale al 1872 grazie alla proverbiale passione dei vicini inglesi.
 
"Giù le mani dalle nostre divise tradizionali"
E' quello che ha imposto Jean-Pierre Louvel, presidente del club della Manica, che milita in Ligue 2. "I nostri colori sono il blu in onore dell'Università di Oxford e celeste come quella di Cambridge che si devono affiancare verticalmente, occupando le medesime proprorzioni", una volontà nata dopo tre anni di insoddisfazione dal punto di vista stilistico, ovvero dalla stipula del contratto con l'azienda americana lo scorso 2012. "Non abbiamo nulla contro la Nike e, sia chiaro, ne capiamo le logiche commerciali ma era necessario porre un freno al processo di standarizzazione delle nostre divise secondo le logiche commerciali", ha voluto specificare Gauthier Malandin, direttore di comunicazione e marketing del club. Peraltro dalla forte ascendenza statunitense: l'industriale Vincent Volpe ha investito molto nella società e, in panchina, ha portato mister Bob Bradley, padre dell'ex Roma Michael.
 
L'autoproduzione delle magliette
Il piano di ritorno alle origini è quindi proseguito con l'idea di autoprodurre le maglie. Il marchio societario ha quindi fatto tessere le proprie divise blu-celeste in Portogallo, spendendo qualche soldo in più ma facendo felici i propri sostenitori, che come in ogni piazza di antichissima tradizione, ha i palati fini per questioni di un certo tipo. Lo stesso discorso si potrebbe traslare anche in Italia: nessuno ha mai osato proporre una fantasia diversa da quella attuale a club come il Genoa, oppure il benché minimo inserto cromatico alla maglia completamente bianca della Pro Vercelli (tanto per citare le due società sportive dalla tradizione più longeva in termini nazionali). "Siamo sì il club dalla tradizione più antica di Francia, è vero - ha proseguito Malandin - ma siamo in seconda divisione e le nostre potenzialità economiche non sono certo quelle di Psg eBarcellona: non abbiamo una grande voce in capitolo e non possiamo permetterci di imporre le nostre volontà di fronte a un colosso come Nike che, al contrario, a squadre come la nostra propone modelli e fantasie standard del loro catalogo stagionale"

Tutti felici e contenti
Nessuna rottura di rapporti tuttavia. Lo strano caso prosegue con un felice compromesso. Il Le Havre si è autopordotto solamente la prima divisa, quella per gli impegni casalinghi. Quella bianca da trasferta e tutto il resto del materiale tecnico resta "made in Nike", che ha capito le esigenze del club, soprassedendo. Inoltre, la vecchia divisa (completamente blu) del brand d'oltreoceano è stata ancora indossata un paio di settimane fa nella sconfitta in Coppa di Francia contro il Saint Omer. La maglia bluceleste "old style", invece, è stata messa in vendita al prezzo di 69,90 euro, ha avuto un grande successo e tutti vissero felici e contenti.
Fonte:eurosport.com
 
Pubblicato in Dal mondo

Domenica 17 novembre 2013. Giornata di sosta per il Campionato di Serie A ma non per la Curva Sud.
Un gruppo nutrito di tifosi si è dato appuntamento di buon mattino per riprendersi ciò che è proprio; armati di pale, sacchi, guanti e passione hanno iniziato un'opera di bonifica del glorioso Campo Testaccio.
Erano in tanti, sulle recinzioni campeggiavano bandiere giallorosse, c'erano anche Antonio De Falchi ed Agostino Di Bartolomei accanto allo striscione che recitava: "Riappropriamoci di ciò che è nostro: Campo Testaccio c'hai tanta gloria...".

Da anni dimenticato dalle Istituzioni locali, preda facile del degrado, sommerso di erbacce, rifiuti, siringhe lasciate lì dal tossicodipendente di passaggio, lo spettacolo che il Campo mostrava feriva il cuore dei tifosi giallorossi.
Allora basta, se gli "addetti ai lavori" , come dicono quelli bravi, non se ne curano, è giusto che lo facciano coloro che amano Roma e l'A.S.Roma.

Anche Giorgio Rossi, storico massaggiatore dell'A.S.Roma, ha apportato il suo contributo, accolto dal calore dei presenti.

Il messaggio lanciato stamattina è stato forte e chiaro: Campo Testaccio è storia e vanto dei colori giallorossi e come tale deve essere preservato. L'auspicio è che questo possa essere il punto dal quale A.S.Roma ed Istituzioni Locali muovano per rispettare la volontà dei  tifosi giallorossi ed accoglierne le richieste.

Forza Roma, Forza Campo Testaccio!
Pubblicato in Per la Tradizione
Venerdì, 14 Settembre 2012 10:37

LA NOSTRA MAGLIA

 

La maglia e i colori sono l’emblema della nostra tradizione: parte tutto da qui. E il nostro impegno per far si che questa venga finalmente rispettata, non poteva certo farsi attendere.
Per questo, già in occasione dell’acquisizione dell’A.S.Roma da parte della Neep Holding SpA, MyROMA ha esposto la questione alla nuova proprietà.

Il 19 dicembre 2011 abbiamo inviato una lettera alla Società, all’interno della quale esponevamo il nostro punto di vista sul tema “maglia e colori sociali”.

I nostri padri fondatori specificarono già allora che l’A.S.Roma doveva giocare con i colori di Roma, ossia il giallo Roma e il rosso Roma, tonalità ben definite che compaiono sul gonfalone della città, come risulta dai documenti del comune. (Vedi i colori ufficiali ).

Abbiamo altresì posto l’accento sull’importanza di indossare sempre la divisa ufficiale, salvo i casi in cui i colori della squadra avversaria non rendano possibile il riconoscimento delle due compagini.


La maglia 2012-2013 riporta finalmente il Rosso Roma, ma non il Giallo Roma.

Iniziano ad arrivare i primi risultati, ma c’è ancora molto lavoro da fare. MyROMA ha già espresso ringraziamento alla Società in occasione dell’Assemblea degli Azionisti del 2 agosto 2012, ma ha altresì ribadito gli aspetti cruciali che ancora non sono stati adeguatamente considerati.

Chiediamo a tutti i tifosi di fare propria la nostra campagna di sensibilizzazione per il rispetto della tradizione.

Guardiamo avanti, rispettando le antiche volontà!

Pubblicato in MyROMA Tablet
Mercoledì, 05 Settembre 2012 22:43

Rispetto per la nostra tradizione anche in FM13

Come è possibile far comunicare due comunità che non si conoscono ma lavorano in modo totalmente diverso su una materia comune, il calcio, e far convivere l'esigenza di tecnologia e marketing di una con il rispetto per la tradizione e la storia dell'altra ?
E' una domanda che mi sono fatto da Socio MyROMA appassionato di giochi manageriali di calcio e di Football Manager in particolare.

 Innamoratomi della Roma e di quel gioco nello stesso lontano anno, è ovvio che, fin dal principio di queste passioni, ho mescolato le due per “allenare” la mia squadra del cuore nel mio gioco preferito.
Poi è chiaro che, essendo di MyROMA, avevo anche sviluppato un certo senso dell'esigenza anche quando gioco a far il Mister della Magica.
Per soddisfare questa esigenza quel gioco ha sviluppato, infatti, caratteristiche fantastiche: creazione del database (circa 150,000 professionisti registrati) dei calciatori sulla base delle osservazioni fatte dagli stessi tifosi, precisione totale per quanto riguarda i dati delle società di calcio, gli staff, etc., possibilità infinite di variazioni tattiche... per farla breve, è un vera e propria simulazione del panorama del calcio mondiale, quasi uno specchio del mondo-calcio reale, a tal punto che una leggenda dice che gli stessi scout usano il database di quel gioco per scovare talenti sconosciuti.
Però, a me tutto ciò non basta, anzi viene macchiato da un errore fondamentale: in Football Manager, l'AS Roma viene presentata con quei colori sbagliati che contraddistinguono le nostre maglie da quando è tornato la Kappa. Cioè, un arancione chiaro su un rosso fin troppo chiaro.
E quindi, nella mia tana, davanti al mio schermo, da lupetto di MyROMA vado in bestia per quei colori offensivi e ad ogni nuova partita, entro nel database del gioco e cambio i colori sociali della Roma presenti nel gioco per ristabilire una giustezza cromatica che va rispettata anche nel mondo virtuale di un gioco manageriale di calcio.

Feci così, dalla mia, per anni senza osare dire niente e dicendomi che non era proprio possibile sbagliarsi su cose del genere, così importanti e semplici allo stesso tempo. Poi, bisogna dire che nel frattempo avevo dato la mia adesione a MyROMA dove mi resi conto che non ero l'unico a rimproverare alla Kappa un'approssimazione poco rispettosa della Società AS Roma (suo cliente principale) e dei suoi tifosi (suoi clienti finali).
Fino ad un giorno in cui, motivato, mi decisi di prendere contatto con lo staff del gioco editato dalla SEGA, e presi l'iniziativa di rivvolgermi al responsabile dell'edizione del database per quanto riguarda la Roma, capo di tanti appassionati-ricercatori che stanno dando forma all'opus futuro del gioco: Football Manager 2013.

L'organizzazione della ricerca per il database è piramidale: i ricercatori sono controllati da capi-squadra, poi c'è il livello nazionale con il raggruppamento dei dati di tutte le squadre di una nazione per finire con il livello globale con la creazione del database mondiale.
Dunque, presi contatto con il caposquadra per la Roma informando MyROMA dell'iniziativa che venne sostenuta subito. Dal canto suo il caposquadra, Nicola di nome, era poi un romanista e non poteva essere insensibile a questa tematica...
Quindi, presi la mia penna più bella per far notare al caposquadra romanista che quei colori adottati da alcuni anni nel gioco non consentivano di identificare la Roma. Gli spiegai che MyROMA aveva dimostrato e documentato come dovevano essere trascritti sugli schermi e sulle maglie il rosso ed il giallo Roma. Avevo fatto già le modifiche per sé un numero infinito di volte, allora le avevo inserite anche nell'editor di db della fase di ricerca. Mandai quindi il file con le giuste modifiche al caposquadra aggiungendo che se voleva avere altre informazioni, bastava cercare la campagna per il rispetto della maglia sul sito MyROMA.
Aspettai una risposta ed ebbi la bella sorpresa di scoprire dopo solo poche ore una risposta simpatica di un caposquadra oberato di cose in ritardo ma che accettava ben volentieri le modifiche fatte per il rispetto della tradizione nostra.
Così, grazie al senso di esigenza di un solo Socio MyROMA, la nostra tradizione viene finalmente rispettata al livello della più vasta comunità di giocatori che ci sia al mondo, quella di FM (per Football Manager).

Per vedere il risultato nel gioco ora bisognerà aspettare il mese di novembre con l'uscita di FM13.
Invece, per vedere i risultati raggiunti da MyROMA basta guardare l'atteggiamento della Società nei confronti dei tifosi, o la nuova maglia, o chiamare il Centro Servizi AS Roma... insomma basta voler guardare la realtà: MyROMA è il presente ed il futuro del tifo romanista, e ciò a tutti i livelli.

Pubblicato in Romalandia

La nuova stagione sta per iniziare e durante le fasi di ritiro pre campionato sono state presentate le maglie da trasferta per il 2012-2013, la bianca a Boston prima dell’amichevole con il Liverpool e la nera nel ritiro di Irdning, quest’ultima con ritardo rispetto al previsto a causa di problemi nella produzione.

Invariati i colori, il classico bianco per la seconda divisa, ed il nero per la terza, come avviene dalla stagione 2007-08.
Come auspicato da MyRoma nella lettera inviata alla società nel Dicembre 2011, sulle maglie da trasferta tornano dei dettagli giallorossi più precisamente sul girocollo, sui bordi e finalmente anche nel risvolto dei calzettoni, dopo che per 8 anni di contratto con la Kappa dal 2001 al 2003 e dal 2008 ad oggi erano stati sempre rigorosamente a tinta unita.

La maglia bianca ha un look molto vicino a quello delle divise bianche degli anni '70, allora utilizzate spesso come prima divisa anche allo stadio Olimpico, usanza che ovviamente ci auguriamo di non dover mai rivedere.

I colori dei bordi sono gli stessi utilizzati per la prima divisa, per cui bene il rosso, migliorabile il giallo. In ogni caso riavere finalmente i bordi delle maglie da trasferta con i nostri colori le identificherà immediatamente come maglie della Roma, evitando che possano essere utilizzate nelle prossime stagioni anche per altre squadre, come successo per la nera dell’altr’anno, anonima e integralmente riproposta dalla Kappa per l’away kit 2012/13 del Derby County.

Non mancano le criticità. La prima, la più fastidiosa è la presenza ancora una volta dei logoni della Kappa sulle maniche, invadenti e per nulla armonici con il design complessivo della maglia e realizzati in un materiale gommoso più pesante degli anni passati. Sono rossi sulla maglia bianca, arancioni su quella nera, un elemento capace di peggiore e di molto anche le migliori maglie. Singolare come per la prima maglia la scelta di una font per le personalizzazioni in uso già nella stagione 2002/03, esteticamente non male, ma un carattere più legato alla storia della Roma piuttosto che a quella della Kappa sarebbe stato gradito.

Discutibile anche l'interruzione del girocollo giallorosso ai lati ma qui si tratta di una scelta stilistica.

Il materiale è lo stesso della prima maglia, molto aderente, per cui si consiglia di scegliere una o due taglie in più di quella portata abitualmente.

La parte giallorossa del girocollo risulta un po'arricciata rispetto al resto della maglia, effetto che si attenua una volta indossata. Sembra siano stati proprio dei problemi con il colletto a far rinviare la presentazione della maglia nera dal ritiro di Riscone a quello di Irdning.

Anche quest’anno sul petto di entrambe le maglie alternative è presente il lupetto. Giusto valorizzare anche questo marchio della Roma, fermo restando lo stemma storico della lupa sulla prima maglia.

Dunque un deciso passo in avanti rispetto alle precedenti versioni della maglie da trasferta realizzate dalla Kappa, che in 8 stagioni di contratto dal 2001 ad oggi aveva unito i nostri colori sulla maglia bianca solo nel 2009/10.

Ringraziamo Francesco Del Vecchio, conosciuto per i suoi contenuti su passionemaglie.it, per questo articolo e per aver voluto condividere con noi questa avventura. Siamo sicuri che con lui e con gli altri Soci MyROMA il nostro Dipartimento per la Tradizione crescerà molto ed offrirà sempre spunti interessanti.

Pubblicato in Per la Tradizione
Giovedì, 16 Agosto 2012 10:41

LA NOSTRA MAGLIA

 

La maglia e i colori sono l’emblema della nostra tradizione: parte tutto da qui. E il nostro impegno per far si che questa venga finalmente rispettata, non poteva certo farsi attendere.
Per questo, già in occasione dell’acquisizione dell’A.S.Roma da parte della Neep Holding SpA, MyROMA ha esposto la questione alla nuova proprietà.

Il 19 dicembre 2011 abbiamo inviato una lettera alla Società, all’interno della quale esponevamo il nostro punto di vista sul tema “maglia e colori sociali”.

I nostri padri fondatori specificarono già allora che l’A.S.Roma doveva giocare con i colori di Roma, ossia il giallo Roma e il rosso Roma, tonalità ben definite che compaiono sul gonfalone della città, come risulta dai documenti del comune. (Vedi i colori ufficiali ).

Abbiamo altresì posto l’accento sull’importanza di indossare sempre la divisa ufficiale, salvo i casi in cui i colori della squadra avversaria non rendano possibile il riconoscimento delle due compagini.


La maglia 2012-2013 riporta finalmente il Rosso Roma, ma non il Giallo Roma.

Iniziano ad arrivare i primi risultati, ma c’è ancora molto lavoro da fare. MyROMA ha già espresso ringraziamento alla Società in occasione dell’Assemblea degli Azionisti del 2 agosto 2012, ma ha altresì ribadito gli aspetti cruciali che ancora non sono stati adeguatamente considerati.

Chiediamo a tutti i tifosi di fare propria la nostra campagna di sensibilizzazione per il rispetto della tradizione.

Guardiamo avanti, rispettando le antiche volontà!

Pubblicato in MyRoma
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