Sabato, 07 Giugno 2014 08:16

No al nuovo stemma. Ecco il perchè.

 

Dopo circa un anno dal momento in cui "qualcuno" ha deciso di cancellare anni di storia e tradizione sostituendo il nostro "stemma" con uno che è la copia esatta di quello proposto (e disprezzato) per anni dalle bancerelle fuori lo stadio, abbiamo sentito, come Associazione, la necessità di raccontare il perchè di questa posizione e come si sta portando avanti questa battaglia che non terminerà finchè sempre quel "qualcuno" non deciderà di riconsegnare a noi tifosi ciò che è sempre stato nostro e ciò che sempre siamo stati: ASR.

Bene, anzitutto chiariamo che MyROMA non è per tutti: vorrebbe esserlo, ma soltanto se i principi che propugna sono condivisi. Tra questi principi vi è quello della continuità storica, che – riteniamo – assume un grande valore alla luce delle trasformazioni che ha subìto il nostro calcio. In altre parole, noi siamo come quei tifosi dell’Hull City che stanno contestando il mutamento del nome della loro squadra in Hull Tigers, o come quei tifosi che hanno abbandonato l’Austria Salisburgo dopo che la Red Bull gli ha cambiato nome e colori sociali. Quindi i tifosi della Roma che non hanno a cuore tematiche di questo tipo condividono con noi solo la fede sportiva ma non quello che non riteniamo il valore fondante di una fede.

In primis riteniamo che l'eliminazione del monogramma ASR sia stata una "innovazione" che non tiene conto del fatto che già più di 80 anni fa quel monogramma campeggiava sullo stemma sociale e che i rari momenti in cui lo stesso è scomparso (al pari di quando scomparve la lupa sulla fine degli anni '70, per via della registrazione del marchio da parte del Comune di Roma) sono stati accolti con dolore dai tifosi, in un'epoca in cui non vi erano social network ed in cui l'unico modo per manifestare il dissenso risiedeva nello scrivere una lettera a un giornale, sperando che la pubblicassero. Quel monogramma simboleggia le tre squadre che diedero vita alla AS Roma (leggi articolo storico) e per quelli come noi è un po’ come la croce per i Cristiani: non si venga a dire che la AS Roma non sarebbe stata riconoscibile in quanto moltissime squadre hanno un monogramma sulla divisa e sono perfettamente riconoscibili ovunque. Ribadiamo – come dimostrato anche graficamente – che con pochi accorgimenti si poteva sia salvare il monogramma ASR o comunque inserire anche il nome “Roma” preceduto da A.S. – magari con un carattere grafico diverso, visto l’altissimo rischio di contraffazione e la similitudine con le magliette contraffatte che per decenni abbiamo visto fuori lo stadio - che tutti ovviamente amiamo. Per quanto riguarda la lupa capitolina, sappiamo bene che la stessa ha avuto diverse fogge negli anni e quindi – al di là dei gusti personali che a molti di noi fanno dire che la nuova lupa non piace – siamo d’accordo che ci possano essere dei miglioramenti: se, tuttavia, tutto questo porta a una spaccatura della tifoseria sul punto è evidente che si poteva far di meglio, anche alla luce del fatto che lo stemma messo da parte era stato voluto nel 1997/98 da 11927 tifosi della Curva Sud, vale a dire il settore più appassionato dello stadio che segue sempre la Roma nella buona e nella cattiva sorte. E, pur con tutte le sue imperfezioni grafiche, nessuno aveva detto alcunché, perché quello stemma era stato condiviso. Per concludere, MyROMA apprezza e riconosce gli sforzi dell'azionista di maggioranza in ordine alla valorizzazione mondiale della nostra società, mentre i ragionamenti del “basta che vinciamo va bene anche una mucca” ci fanno prendere decisamente le distanze da un certo tipo di tifoseria.

Vorremmo inoltre fornire un elemento storico sull'evoluzione, ma soprattutto sull'utilizzo del nostro stemma durante la fine degli anni '70 e '80 con l'introduzione del lupetto (che in molti credono sia il nostro stemma) per far comprendere che il non utilizzo dello stemma con la lupa sulla nostra maglia (fino al 1997) era perchè la AS ROMA non aveva il "permesso" di utilizzo della lupa capitolina per fini commerciali. Franco Sensi il 20 luglio 1997.

...Nel 1978, l'ultimo anno di Gaetano Anzalone alla presidenza della squadra, durante un'amichevole negli Stati Uniti d'America contro i New York Cosmos, i dirigenti giallorossi hanno l'occasione di osservare come in America lo sport sia trainato principalmente dal merchandising e dalla vendita di prodotti legati alla squadra.Ciò induce la società a istituire un ufficio per la pubblicità, diretto dal grafico Piero Gratton, il quale è incaricato di realizzare un nuovo logotipo per la società giallorossa nell'ottica di creare un marchio da associare ai prodotti del club.

La lupa capitolina, infatti, non può essere registrata come marchio, così viene creato il celebre "lupetto" nero stilizzato con l'occhio rosso, che spesso compare incorniciato da due cerchi concentrici, uno giallo e uno rosso. Oltre al lupetto viene creato un secondo logo costituito da una "R" stilizzata giallorossa e nera, ma, a differenza del primo, non ha molta fortuna.

Il 20 luglio 1997, grazie a un accordo con il Comune di Roma, alla società capitolina viene concesso il permesso speciale di poter utilizzare il simbolo della lupa e riproporre, così, una nuova versione dello stemma ispirata a quello originale...

 

RIASSUNTO:

> come azionisti riteniamo che il nuovo stemma indebolisca la tutela legale necessaria per combattere il "falso" poichè non riporta degli elementi distintivi ma elementi di bene "collettivo" come una lupa e il nome Roma. La lotta alla contraffazione è stato uno dei primi problemi che da subito abbiamo chiesto di affrontare, ancor prima che si decidesse di cambiare lo stemma (link richiesta campagna no falso), ed invece chi dovrebbe essere esperto di marketing e merchandising ha trasformato in potenzialmente ufficiale agli occhi del tifoso distratto o semplice simpatizzate, magazzini stracolmi di materiale che troveremo sulle bancarelle in futuro.

> il nostro Club è la AS Roma ed il monogramma che da sempre è presente sul nostro stemma societario ha un significato da difendere per le generazioni future. Rendere il nostro stemma un souvenir non solo svilisce, ma può indebolire l'attaccamento al Club e generare confusione ed ignoranza circa le nostre vere radici: non c'è futuro se non si conosce il passato. Se oggi luoghi "sacri" come Campo Testaccio sono stati cancellati è anche colpa di chi non ha saputo conservare e valorizzare le propre radici. E' colpa di chi in un dato momento storico non ha capito l'importanza del difendere la propria storia: gli sbagli del passato non devono essere più commessi.


PROPOSTA:

Dal momento in cui è stata presa tale decisione non condivisa da moltissimi tifosi (come ha sempre esternato "civilmente" quella parte più calda della nostra tifoseria), MyROMA ha subito manifestato il proprio pensiero al Club tramite una lettera e tramite una richiesta di incontro. Il Club ad oggi non ha ancora risposto "ufficialmente" a tale richiesta: domandare è lecito rispondere è cortesia.

MyROMA non è contraria ad un restyling, ma ad un restyling che non rispetti la nostra storia e, visto che MyROMA è anche azionista AS ROMA, abbiamo potuto palesare e presentare ufficialmente al notaio del Club, durante l'assemblea degli azionisti AS Roma del 28 Ottobre 2013, una nostra proposta (link) che potesse essere un punto di incontro tra le esigenze di rinnovamento, di tutela e rispetto delle nostre tradizioni. Tale gesto dimostra ancora una volta che lo scopo primario del nostro Supporters Trust è quello di collaborare con il Club per il suo sviluppo economico e sportivo.

Durante l'assemblea l'AS ROMA comunica che tale lavoro sarà preso in considerazione, ma ad oggi ancora nessuno ha risposto: domandare è lecito rispondere è cortesia.

 

 

Pubblicato in Per la Tradizione
Venerdì, 11 Ottobre 2013 16:47

La passione che non cambia


Ricordo alla perfezione la radiolina nera di mio nonno accesa per ascoltare “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Erano le domeniche passate intorno ad un tavolo con la lasagna in centro.

Erano quelle domeniche dove alle 15 in punto il mondo fuori si racchiudeva in frequenze radio. E non c'era ricorrenza che rimandasse questo appuntamento.
Si alternava la lasagna con i panini di frittata mangiati sugli spalti, dove puntualmente le mani unte ci accompagnavano tutti e 90 i minuti. Il calcio era la sintesi delle passioni recondite. E poco importava a quali colori sociali si appartenesse; l'universalità di certi riti era indiscussa.

Il mondo gira e va avanti, abbiamo conosciuto un dio meno mistico e più terreno....il denaro. Ed ecco che la storia contemporanea del tifoso cambia, invertendo bruscamente la rotta. Il mostro tecnologico ha divorato quelle domeniche con l'antenna esposta a nord e con Radio Maria sempre in agguato e le ha sostituite con divano e pay-tv.

Lo Stadio è diventato così teatro di restrizioni legislative, di numeri assegnati, di composizioni asettiche di un tifo composto per non offendere l'avversario, di un’ipocrisia che in tv va tanto di moda.

Il radicamento alla tradizione è qualcosa che non può prescindere dal nostro vissuto. Noi siamo ciò che rappresentiamo.
E se esiste ancora chi spera nella non astrazione di una passione, merita il nostro plauso. Contrariamente a chi pensa che il calcio giocato sia quello illustrato dalla play station, continuiamo a tifare coloro che non si vendono alle politiche di mercato. Uno spaccato di gente con gli occhi lucidi e le rughe rigate; sciarpetta al collo e voce pronta; portafoglio vuoto, ma biglietto alla mano; corsa nei piedi e cuore gonfio. Chiedere di rimanere ciò che siamo non può non essere ascoltato. Chiedere di rimanere ancorati alla tradizione non può essere un capriccio.

La battaglia sullo stemma è una di queste.

Non trasformate una passione in titoli bancari. La storia fatta di colori e simboli non può appartenere a chi compra una maglietta nell'oceano atlantico e sfuggire di mano a chi ha più ore di stadio che di scuola.

Semplicemente ridateci quello che è nostro: la speranza di non divenire macchine industriali ordinate che cantano con il do di petto “Forza Roma”. Strizzo gli occhi a chi diffida che ancora sia possibile camminare su questa via. Lo so, romanticamente rimanere se stessi è un concetto che farebbe impallidire Freud; romanticamente essere una moltitudine che sogna è quello che perseguiamo. Mi vengono in mente i sioux : ultimo avamposto di lotta alla colonizzazione degli yankee nelle terre del west. Con le antiche tecniche sciamane esorcizzavano il cieco colonialismo americano. Loro ballavano con i lupi.

Noi di lupi ce ne intendiamo!

Pubblicato in Romalandia
L' Everton FC ha rivelato sul proprio sito web lo stemma votato dai tifosi che sarà presente sulle maglie a partire dalla prossima stagione 2014/15, riparando così all'avventata scelta, al termine della scorsa stagione, di modificarlo con un'ottima iniziativa di coinvolgimento dei tifosi.

                                                                                                         
 
Il nuovo stemma, votato dal 78% dei supporters che hanno partecipato alla consultazione online, è lo stemma A dei tre rimasti a seguito della consultazione pubblica e partecipazione diretta dei tifosi in un processo partito al termine dello scorso Agosto(qui dettagli Everton FC, rivelati i tre stemmi che voteranno i tifosi).
 
Voti
Percentuale

Opzione   A
10,343
78.18%

Opzione   B
1,615
12.21%

Opzione   C
1,271
9.61%


Lo stemma manterrà tutte le caratteristiche storiche e i simboli legati all' Everton FC, una pergamena legata allo scudo racchiuderà il motto "Satis Nil, Nisi Optimum", tornano le due corone di alloro, con la torre di Prince Rupert, simbolo del club e la data di fondazione.
 
Fonte:Everton FC rappr. Merchandise

Fonte:Everton FC rappr. stadio
 
Il club senza consultazione con i propri tifosi aveva modificato al termine della scorsa stagione lo stemma della società suscitando diapprovazione da parte dei supporters che si sono fatti sentire con la dirigenza firmando, in oltre 20.000, una petizione online per manifestare il dissenso con la scelta e la richiesta di rivedere la decisione dell'ultimo rebrand.
 
Dall'errore riconosciuto pubblicamente dalla dirigenza del club di Liverpool ne è seguita una consultazione diretta e attiva con i tifosi, partita il 27 Agosto, che ha visto prima coinvolti i supporters in un processo di racolta di idee, proposte e feedback sulle consultazioni per creare delle soluzioni condivise che rappresentassero il più possibile i desideri del proprio pubblico.
 
Fonte:Everton FC rappr.Digitale

Fonte:Everton FC rappr. Pubblicazioni
 
Dalla selezione finale, l'intero processo è stato seguito dalla dirigenza del club e realizzato con la supervisione del direttore della comunicazione dell' Everton FC Alan Myers con il supporto dell'agenzia di marketing Kenyon Fraser, è giusto la termine ed ha decretato lo stemma della prossima stagione.
 
Video di presentazione durante la conferenza stampa di Roberto Martinez al minuto: 11:25
 
Pubblicato in Dal mondo
L' Everton FC rivela i tre loghi che verranno sottoposti alla votazione finale da parte dei propri supporters per definire il nuovo stemma della stagione 2014/15 dopo l'accesa opposizione della propria tifoseria al rebrand del marchio storico operato al termine della scorsa stagione.
Il club, seguendo le logiche di marketing ormai sempre più diffuse nel mondo del calcio anglosassone aveva presentato un nuovo stemma al termine del campionato lo scorso Maggio, ma, a seguito delle proteste, sottolineate dalla tifoseria con circa 22.000 adesioni ad una petizione online contro il redrand, è tornato suoi propri passi ed ha lanciato una consultazione online lo scorso 27 Agosto(qui dettagli), giunta ora alla fase finale, con i propri supporters che decideranno lo stemma del club per la prossima stagione.

                               
 
L'undicesimo logo della storia del club, realizzato con la supervisione del direttore della comunicazione dell' Everton FC Alan Myers con il supporto dell'agenzia di marketing Kenyon Fraser, e le idee, i commenti e i feedback dei tifosi rivedrà il ritorno di tutti gli elementi che lo caratterizzavano. Il decimo logo della storia dell' Everton infatti, quello attuale, aveva visto la scomparsa del motto "Satis Nil, Nisi Optimum" e delle due corone di alloro, con la torre di Prince Rupert, simbolo del club, ridisegnata, tutti elementi fortemente voluti dai tifosi che invece ritornano nei tre stemmi soggetti al voto finale.
 
I tre loghi della votazione finale


 
Il processo di consultazione con la base dei fans, che si è concluso il 23 Settembre, ha visto coinvolti oltre 20.000 tifosi e la partecipazione attiva di circa 400 supporters che hanno inviato il proprio la propria idea o disegno al club per sottoporlo al giudizio intermedio da cui sono rimasti tre loghi che saranno votati fino al 1 Ottobre.
 
I vecchi loghi

Pubblicato in Dal mondo
La dirigenza dell' Everton FC realizzerà lo stemma della stagione 2014/15 con l'aiuto dei tifosi, il board, dopo aver riconosciuto l'errore commesso nel restyle operato a fine Maggio, che aveva sollevato le proteste dei propri supporters, ha lanciato un' iniziativa online che prevede una consultazione e votazione finale che coinvolgerà i fan nell'intero processo di realizzazione.
 
Lo scorso Maggio il club, seguendo le logiche di marketing ormai sempre più diffuse nel mondo del calcio anglosassone, aveva presentato un nuovo stemma, il decimo della storia dell'Everton, secondo le loro idee più semplice e 'riconoscibile' con la scomparsa del motto "Satis Nil, Nisi Optimum" e delle due corone di alloro, con la torre di Prince Rupert, simbolo del club, ridisegnata che però ha incontrato l'ostilità accesa del proprio pubblico.


 
A destra il nuovo stemma 2013/14


''Ridicolo'', ''clownesco'', ''pessimamente disegnato'', oltre a mancare di alcuni dei simboli che hanno caratterizzato la storia ultra centenaria del club, sono solo alcuni dei commenti dei tifosi al lancio del nuovo stemma che si sono subito mossi in massa per protestare.
 
In oltre 22.000 supporters del club hanno firmato una petizione online di protesta contro il restyle e sembra che tale iniziativa ora abbia dato i suoi frutti, il board dirigenziale ha infatti lanciato una consultazione online e successivamente una votazione aperta ai tifosi per definire lo stemma che rappresenterà la squadra nella prossima stagione 2014/15.
 
La consultazione online, partita il 27 Agosto, consentirà ai supporters di contribuire con le proprie idee, commenti e feedback alla realizzazione del nuovo stemma che sarà presentato i primi di Ottobre (1 Ottobre chiusura votazioni e il 3 presentazione finale) al pubblico.
 
A supervisionare l'iniziativa il direttore della comunicazione dell' Everton FC Alan Myers con il supporto dell'agenzia di marketing Kenyon Fraser.
 
Il progetto prevede la partecipazione dei tifosi attraverso un sondaggio per poter identificare le caratteristiche principali che dovrà avere il nuovo stemma ma anche la possibilità di inviare il proprio disegno collaborando con una serie di gruppi di lavoro che parteciperanno in rappresentanza dei principali Supporters' Club della squadra, degli Shareholders(azionisti), il Fans' Forum, il nuovo Junior Fans' Forum, l' Everton Heritage Society e l' Everton Former Players' Foundation.
 
Fino al 15 settembre si svolgerà la raccolta di idee e feedback e dal 23 sarà possibile votare il disegno più gradito a tutti i tifosi che hanno il numero di registrazione poichè abbonati o che comunque sono registrati per aver acquistato i biglietti dei match del club, stimati in circa 300.000 unità.
 
Le parole del direttore della comunicazione dell' Everton FC Alan Myers:
 
"So che i tifosi sono in attesa di dettagli sul processo per scegliere il nuovo stemma e ascoltandoli è chiaro che hanno molte idee su ciò che vogliono . Ci consulteremo con tutti gli Evertonians e lo stemma sarà una scelta dei fans.''
 
"Il processo permette ai fan di dirci quello che vogliono nel loro nuovo stemma, saranno realizzate un certo numero di opzioni e si potrà votare per scegliere la migliore.''
 
"Lo stemma 2014/15 sarà lo stemma della gente, non faremo errori su questo. Ogni singolo sostenitore non potrà ottenere esattamente quello che vuole come obiettivo ma avranno l'opportunità di dare un contributo sullo stemma finale. Faremo questo insieme perchè noi tutti ''Siamo l'Everton ", ha aggiunto.
 
L' undicesimo stemma della storia di 135 anni dell' Everton FC sarà cosi il primo realizzato e scelto dai tifosi.
 
al link la sezione sul sito dell' Everton FC sull'iniziativa:
http://www.evertonfc.com/crest
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Il proprietario, Assem Allam, vuole il cambio di nome per migliorare la brand identity del club. Inoltre ha dichiarato anche la sua sulla la parola "City", descrivendola come "irrilevante" e "comune".
 
Hull City AFC si chiamerà Hull City Tigers, questo è stato deciso dai proprietari perché convinti di migliorare la forza del marchio del club dopo la promozione in Premier League. Il Club sarà formalmente conosciuto come Hull City Tigers mentre al livello internazionale sarà Hull Tigers.
 
Il proprietario, Assem Allam, che ha acquistato il club nel 2010 dopo la retrocessione al campionato, ha anche confermato la rimozione del suffisso 'Association Football Club', che è stata una parte del proprio nome dal momento della sua fondazione nel 1904.
"Hull City è irrilevante", Allam ha detto al  Hull Daily Mail . "La mia avversione per la parola City è perché è comune. La parola City è anche associata a Leicester, Bristol, Manchester e molti altri club. Nel mondo commerciale, più breve è il nome e meglio è.  Può diffondersi rapidamente. Si tratta di identità. City è una identità schifosa. Hull City Association Football Club è così lungo. Ho sempre usato i nomi brevi di attività. Ti dà il potere nella scienza nel marketing. Più breve, più potente è il messaggio. In Tigers, abbiamo un marchio molto forte."
 
Il figlio di Allam e vice-presidente, Ehab Allam, ha difeso la decisione di rinominare il club. "Abbiamo abbandonato l'AFC in quanto è qualcosa che è diventato superfluo", ha aggiunto. Abbiamo cercato di rafforzare il nostro marchio del club e di identità e siamo tornati ad usare le strisce sul kit per i Tigers per questa stagione "
 
Il Club ha chiarito ulteriormente i commenti di Allam con un comunicato sul proprio sito ufficiale: "In risposta alle osservazioni formulate a seguito di una recente intervista, il Club desidera chiarire la propria formale identità. Il nome aziendale presso la Companies House aveva il suo suffisso 'Association Football Club' e sarà rimosso nella primavera di quest'anno, rinominando il Club in  'Hull City Tigers Ltd'. Questa sarà ora utilizzato nelle dichiarazioni ufficiali del club e per quanto riguarda qualsiasi delle nostre operazioni commerciali. Il marchio Tigers, con il suo potente immaginario, sarà utilizzato nei mercati internazionali in modo da attrarre nuovi interessi e attenzione sia per l’Hull che per l’East Riding da un pubblico mondiale."
 
I tifosi del Hull City non ci stanno e già dalla scorsa partita in casa hanno cominciato a farsi sentire.
Questo è il calcio moderno. Arroganti proprietari che pensano in modo unilaterale di cancellare anni di storia e di passione di migliaia di persone, solo per una personale convinzione.
“A Club in not a Brand” è la migliore sintesi del pensiero di ogni tifoso e siamo convinti che i supporter del Hull City AFC sapranno difendere la propria identità.

NO AL NUOVO STEMMA
Pubblicato in Dal mondo

 

MyROMA, il Supporters Trust della AS ROMA, nasce con lo scopo di supportare il proprio Club ed il suo sviluppo, senza però dimenticare la propria tradizione, valore unico e imprescindibile su cui costruire le basi per diffondere quel senso di appartenenza necessario per attrarre una tifoseria sempre maggiore.

MyROMA, in questi anni, ha cercato di incanalare, in modo democratico e civile, la forte passione di chi, oltre ad essere tifoso, vuole essere anche parte attiva e reale proprietà del Club attraverso una proprietà popolare e collettiva che l'acquisto di capitale sociale ci ha consentito e ci consente.


Fino ad oggi ogni nostra proposta non solo aveva avviato un consolidamento per un proficuo rapporto Club/tifoso, ma aveva gettato le basi anche per iniziare quel necessario e doveroso percorso che aveva come ultimo obiettivo quello di aumentare i ricavi del Club tramite la cosiddetta "economia indotta", che miglior servizi per i tifosi portano nelle casse della Società: solo i tifosi possono conoscere i reali bisogni dei tifosi e non certe persone che vivono a migliaia di chilometri di distanza e che forse hanno scoperto solo recentemente che una palla può essere anche tonda e calciata con i piedi.

Purtroppo da alcuni mesi il "nostro" Club sembra essere condotto senza più alcuna logica di condivisione, ma soprattutto sono state attuate iniziative che non solo hanno cancellato ciò che di buono era stato fatto in precedenza, ma hanno anche inflitto alla tifoseria sconfitte (non solo calcistiche) e umiliazioni che rimarranno marchiate a fuoco nella nostra memoria e che rischiano di minare quel senso di identificazione che per anni è stato tramandato di generazione in generazione.

MyROMA nasce anche per aiutare il Club ad aumentare i propri ricavi, ma non a discapito dei nostri valori. Non possiamo accettare l'idea che l'inadeguatezza che alcuni dirigenti As Roma hanno palesato attraverso scelte di marketing scellerate, possa distruggere quello che siamo stati, quello che siamo e quello che vogliamo essere: un Club sportivo vende più maglie se è un Club vincente e non perché qualcuno ha deciso che il nostro vessillo debba essere trasformato in un souvenir in favore di clienti ai quali della nostra AS Roma importa poco o nulla.

Nei momenti di difficoltà il tifoso della AS Roma ci sarà sempre, come dimostrano i migliaia di abbonamenti già sottoscritti "al buio", mentre un semplice cliente acquisterà un gadget o meno seguendo logiche personali ed imprevedibili. Con questo non vogliamo dire che ampliare il nostro bacino di vendita non sia fondamentale, ma questo può essere fatto portando rispetto ai nostri colori e alla propria gente.

La scelta di modificare il nostro stemma non solo indebolirà la base su cui si fonda l'essere Romanista, non solo indebolirà il nostro marchio da un punto di vista legale dando via libera al fenomeno della contraffazione, ma ha creato una spaccatura "insanabile" con chi ha sempre portato con orgoglio l'essere tifoso di un Club che “sempre” ha scelto la moralità senza prendere scorciatoie pericolose.

Alla luce di quanto detto, MyROMA, seguendo la volontà espressa dai tifosi durante l'ultima Assemblea Generale, ha cercato in modo civile e garbato di far riflettere una Società che invece, malgrado le umiliazioni che ci ha costretto a vivere, oggi ancora chiede partecipazione e inneggia all'unione tramite campagne pubblicitarie ipocrite e che forse hanno più presa sui clienti fuori Roma che sui tifosi della AS Roma.
Non è accettabile chiedere di essere " branco" quando l'intento del capo branco è solo quello di fare business senza ascoltare chi quel branco non lo ha mai abbandonato.

Ad oggi i tentativi fatti dalla nostra Associazione non hanno avuto neanche una educata risposta, pertanto finché questo atteggiamento non verrà meno e si decida finalmente di portare avanti ciò che realmente è esigenza di chi fa parte del branco, MyROMA invita i tifosi della Roma a non vendere il proprio essere in favore di promesse: il messaggio è quello di acquistare esclusivamente materiale con lo stemma ASR, visto che l'unico linguaggio che certe persone parlano è quello del denaro.

NO AL NUOVO STEMMA! SI ALLA TRADIZIONE!

Finché questa logica di condivisione "alle loro condizioni" non sarà arginata, MyROMA interromperà ogni tipo di rapporto con il Club, lasciando alle sole Assemblee degli Azionisti il luogo dove avere un confronto diretto.
Da questo momento tutte le nostre energie saranno impegnate per il rispetto della tifoseria, della tradizione e per aumentare la nostra partecipazione al capitale sociale AS Roma.

Invitiamo i tifosi a scegliere il branco giusto!

Pubblicato in MyROMA informa
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