L'AS Roma ha comunicato che a partire dalla stagione 2017-18 utilizzerà i colori esatti del Comune di Roma. Qui la nota ufficiale della società.

Oggi possiamo dirlo: complimenti a tutti noi e a tutti quelli che non hanno mai smesso di lottare per cambiare qualcosa. Finalmente un messaggio positivo dall'attuale dirigenza che ha deciso di ascoltare una richiesta che avanziamo da prima ancora che ci fosse il cambio di proprietà. 

Ciò che ci sorprende positivamente è anche l'ammissione dell'errore, perché è vero: quelli usati finora non erano esattamente i colori indicati dai fondatori dell'AS Roma e dallo statuto del Club. 

Questo episodio ci convince ancor di più che le battaglie identitarie vanno portate avanti ad oltranza. Ripensiamo a tutte le volte che abbiamo risposto con un sorriso a chi ci definiva "i soliti rompiscatole" e poi tornava a correre dietro l'ultima voce di mercato. Bene, oggi sorridiamo ancora di più, pur senza accontentarci.

Auspichiamo infatti che la dirigenza faccia marcia indietro anche sul nuovo stemma, per iniziare un percorso partecipato che coinvolga attivamente il Supporters Trust e la tifoseria nel restyling del nostro simbolo. 

Viva l'AS Roma e i suoi colori!

Pubblicato in Per la Tradizione
Mercoledì, 30 Luglio 2014 18:29

Quali sono le maglie che costano di più?

 

C’è un momento, a cavallo tra la stagione calcistica appena conclusa e quella che si appresta a cominciare, in cui il tifoso di calcio sente la necessità, quasi viscerale, di confermare la propria passione e il proprio amore verso la squadra e i colori per cui fa il tifo. Se l’espressione più pura di questo sentimento si manifesta il più delle volte con un abbonamento per garantirsi un posto allo stadio per sostenere i propri idoli, c’è un altro aspetto altrettanto importante che non bisogna sottovalutare: il Merchandising.

E’ storia ormai nota che in un calcio come quello italiano, in cui la crisi per mancanza di investimenti comporta rinunce e sacrifici sul piano del calciomercato e quindi ripercussioni sulla qualità e sull’appeal del campionato, è necessario trovare nuove fonti di entrate. Una di queste può essere senza dubbio quella relativa al contratto di sponsorizzazione, legato indissolubilmente al mercato delle maglie da gara: un business che in tutto il mondo si aggira attorno ai 5 miliardi di euro.
Ma vediamo di analizzarne meglio l’aspetto commerciale. Non è un mistero che il costo di ogni singola maglia, più che allo sponsor tecnico e al prestigio del team, sia legato ad una tassazione e a politiche commerciali applicate al prodotto, variabili da Paese a Paese. Ecco perché, confrontando i costi delle divise di due squadre con lo stesso sponsor tecnico ma appartenenti a due campionati differenti, è possibile riscontrare una sostanziale differenza di prezzo.

Ma come si evolve il prezzo di una maglia, dalla produzione in fabbrica alla vendita al dettaglio? Per capirlo meglio ci si può rifare ad un’inchiesta pubblicata dal quotidiano “Il Secolo XIX” nel dicembre 2011, nella quale, seguendo l’iter di una comune casacca da gioco firmata Kappa, si può riscontrare come una volta uscita dalla fabbrica, il costo si aggiri attorno ai 7-8 euro, arrivando a 14-15 comprensiva dei costi di trasporto una volta varcati i confini nazionali. Ai rivenditori verrà successivamente venduta a 30, con il negoziante che, per fare il prezzo finale, dovrà aggiungere l’IVA e valutarne il suo ricavo.
Vediamo ora di seguito quali sono le maglie più costose tra le big del panorama europeo:
 

 
E intanto a Manchester la fanno grossa – Proprio in tema di divise ufficiali, è notizia delle ultime ore la clamorosa gaffe da parte del sito web del Manchester United.
Secondo quanto rilanciato da Sport Business Managament (www.sportbusinessmanagement.it), lo store online del club inglese sarebbe stato letteralmente preso d’assalto a causa di un errore riportato tra i prezzi delle divise. Oltre 4000 pezzi originali sarebbero stati portati a casa dai fan a prezzi irrisori (si parla di 28 euro per una casacca e 46 euro per il kit completo da gara, a fronte degli accordi di vendita stipulati con Nike, che prevedono 66 euro per la sola maglia e 116 per l’intero completo).

Un errore, quello della dirigenza, che costerà alle casse del club inglese una perdita stimata di circa 250 000 euro. Insomma, non proprio una buona pubblicità per lo United, che, a pochi giorni dalla firma del contratto di sponsorizzazione tecnica con Adidas, il più ricco della storia del calcio (LEGGI L’ARTICOLO SULL’ACCORDO ADIDAS-MANCHESTER UNITED), si trova costretta a far fronte ad errore grossolano.

di Federico Ciapparoni da: calcioefinanza.it

Pubblicato in Economico e Finanziario

Replichiamo con piacere questa bella intervista che il nostro Socio e membro del Dipartimento per la Tradizione, Francesco Del Vecchio, ha rilasciato al sito forza-roma.com

 

In esclusiva per www.forza-roma.com, il capo-redattore Matteo Vitale ha intervistato uno degli autori di Passionemaglie.it, il primo sito in Italia per quanto riguarda questo settore, primo per importanza ma anche come data di nascita: è stato il primo vero spazio in Italia esclusivamente dedicato ai kit delle squadre europee, soprattutto quelle italiane. M.V. ha intervistato Francesco Del Vecchio, tifoso romanista ed esperto del settore, che ha curato il contest per le prime due maglie della Roma da mandare alla Roma in collaborazione con l’associazione MyRoma. Un vero e proprio pezzo grosso, dunque. Leggete con noi questa interessante intervista!

Francesco, ciao! tifoso romanista ed esperto del settore: niente di meglio per un’intervista che tratterà molti argomenti, dalla nuova maglia Giallorossa al contest che avete curato con MyRoma (link). Iniziamo da qui: fra le maglie selezionate nel contest, c’era il modello a ghiacciolo della Pouchain. Oggi, è uscita la votazione sul sito dell’AS Roma per la terza maglia e fra le tre opzioni c’è anche il modello da voi proposto. Solo una coincidenza? cosa pensi del sondaggio? la seconda maglia è un tributo all’Alba Audace, mentre la terza è la prima “terza divisa” della storia della Roma…
Senza dubbio da appassionato e tifoso questa iniziativa non può che farmi piacere. Ho sempre ammirato le squadre che coinvolgevano i propri tifosi nella scelta delle maglie e nella lettera che MyRoma ha inviato alla società, oltre ai bozzetti selezionati del contest, era presente una richiesta di coinvolgimento anche sotto forma di sondaggio come questo. La terza maglia non era inclusa nell’iniziativa in quanto meno importante, ma personalmente ritengo che anche tramite questa si possano realizzare soddisfacenti citazioni delle maglie storiche della Roma e queste tre proposte ne sono un buon esempio. Mi piace lo stile Pouchain della prima, anche se lo vedrei molto meglio su una maglia bianca e con il lupetto sul petto. La verde con fascia orizzontale giallorossa è proprio ciò che speravo di trovare e dunque l’ho votata, anche se spero che il materiale del colletto a polo sia diverso da quello della maglia rossa. La terza a mio avviso è la più debole tra le proposte ma tutte e tre pescano nella storia della Roma, il che è senza dubbio il giusto approccio.

La nuova Roma ha dimostrato di tenere molto alle tradizioni: la prima nuova maglia è un chiaro ritorno al passato e la società ha spiegato anche la nota relativa ai colori. Praticamente tutte le maglie presentano dei tributi alle società fondatrici. Per la seconda (indiscrezioni) si parla della maglia bianca della finale contro il Liverpool. Cosa pensi della nuova maglia? hai indiscrezioni sul secondo kit? (domanda e risposta realizzata PRIMA dell’esclusiva de “Il Museo di Totti”, quindi complimenti all’amico Francesco Del Vecchio).
Diciamo che per quanto riguarda le divise si sono dimostrati molto ricettivi alle proposte arrivate dai tifosi, e ciò da appassionato non può che farmi piacere. L’idea di ispirare la prima maglia a quella del Roman è senz’altro ottima anche se il risultato mi ha leggermente deluso dal punto di vista estetico, in particolare per forma e materiale del colletto. Non ho indiscrezioni sulla seconda maglia, ma mi auguro che non riprenda davvero quella di Roma-Liverpool in quanto aveva un grande difetto: la totale assenza del giallo. Era paragonabile ad una maglia del Bari o del Padova. Sarebbe meglio se riprendesse la versione Patrick della prima parte di quella stagione (1983/84), nella quale era presente anche il giallo nel colletto e nei bordi oltre ad un rosso più adatto alla Roma“.

Domanda “piccante”: qual è la tua posizione sulla questione NIKE-Kappa? dall’anno prossimo la Roma vestirà con il baffo, terzo club italiano a farlo in Serie A. Porterà introiti, maggior visibilità e sicuramente un look più affascinante. Cosa non ha funzionato con la Kappa, a parte l’evidente scelta di migliorare l’esportabilità del marchio…
Sulla questione Kappa credo che la Roma non aspettasse che un pretesto per risolvere il legame. In effetti qualche problema nella scorsa stagione c’è stato, dai colletti troppo stretti della maglia bianca al rosso che stingeva nella prima. Non spetta a me giudicare se queste siano delle motivazioni sufficienti per una rescissione anticipata, ma di certo l’idea del passaggio ad un colosso mondiale come Nike da tifoso è affascinante, ed a livello economico, di distribuzione, di comunicazione e di immagine rappresenterà un salto notevole. Sperò però in un approccio rispettoso della tradizione, per intenderci niente esperimenti improbabili come sulle maglie del Barcellona o sull’ultima dell’Inter in cui il nero ed il blu risultano difficilmente distinguibili“.

Cosa pensi, invece, della scelta di produrre una maglia unbranded? si pensava che potesse essere una maglia “fuori mercato”, mentre invece le vendite rispetto agli scorsi anni sono aumentate parecchio, anche con l’idea di produrre maglie “uniche” e numerate, cosa che sembra essere piaciuta molto ai tifosi.
Una scelta davvero insolita a certi livelli e che ha senza dubbio il suo appeal ed infatti la maglia così pulita è stata molto apprezzata sui siti specializzati esteri. Per quanto riguarda l’incremento delle vendite c’è da dire che è fisiologico quando si cambia il fornitore tecnico ed in particolare nel caso della Roma che negli ultimi 13 anni tra Kappa e Diadora ha avuto sempre maglie molto attillate. Il fatto di tornare ad una casacca dal taglio più morbido non poteva che essere accolto positivamente“.

Del logo nuovo, invece, cosa ne pensi? è stata una scelta di rottura, che Pallotta ha anche spiegato in un’intervista, dicendo: “mi chiedevano tutti cosa fosse AS, parlando spesso di AC Roma e la cosa mi addolorava. Roma è tutto più semplice”. Sei d’accordo con la sua lettura?
Beh mi verrebbe da suggerire di scrivere “ROME”, così oltre alla semplicità non ci sarebbe più nemmeno l’insidia della traduzione all’estero…A parte le battute questo restyling del logo non l’ho proprio digerito, in particolare non riesco ad evitare di associarlo agli stemmi presenti sul materiale contraffatto venduto all’esterno dello stadio che da anni riportano Roma al posto del monogramma ASR. Proporre praticamente la stessa soluzione mi è da subito sembrato indice di scarsa percezione della realtà di Roma. Dal mio punto di vista è una macchia che offusca quanto di buono fatto dal punto di vista della disponibilità riguardo le divise, anche perchè lo stemma è il cuore della maglia“.

Parlando invece della Roma un po’ più in generale: cosa pensi del mercato della Roma? pensi che la Roma si sia rinforzata quest’anno? a cosa può ambire la squadra di Rudi Garcia?
Al momento nel complesso direi che la Roma si è rinforzata. La perdita di Marquinhos è notevole ma anche irrinunciabile a quelle cifre. Tra gli acquisti valuto positivamente De Sanctis, un portiere più che testato in Serie A, Strootman, ottimo centrocapista e per quanto riguarda Gervinho mi fido molto di Rudi Garcia che lo conosce bene ed è un tipo di giocatore che mancava in rosa. Resta da vedere chi partirà tra gli attaccanti e come verrà rimpiazzato. La Roma per prima cosa deve tornare ad essere una squadra, cosa che negli ultimi due anni non era, solo così si potrà tornare competitivi e di conseguenza in Europa“.

Grazie a Francesco ed alla redazione di Passionemaglie.it!

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Si è concluso il contest "Disegna la maglia della Roma" indetto da MyRoma in collaborazione con il sito Passionemaglie.it . La partecipazione è stata massiccia con decine e decine di progetti arrivati. A tutti va il nostro ringraziamento per aver preso parte all'iniziativa. 
 
Tutti i progetti sono stati valutati da una commissione di esperti interna a MyRoma, organizzata dal responsabile del Dipartimento per la tradizione Lorenzo Contucci ed incaricata di selezionare le prime e seconde maglie che meglio rispondessero ai requisiti richiesti. L'obiettivo era quello di ottenere una selezione che meglio rappresentasse l'idea di maglia tradizionala dell'AS Roma.
 
Queste sono le maglie selezionate, cinque proposte per la prima, altrettante con alcune varianti per la seconda. Si è cercato di creare una selezione che fosse organica, con proposte coerenti ed alternative tra loro, ciascuna con un elemento distintivo rispetto alle altre.  Nota riguardo ai colori: le piccole differenze di resa tra le realizzazioni dei diversi autori non costituiscono deroga a uno dei punti fondamentali della vision di MyRoma riguardo le divise: i colori della tradizione sono Rosso Roma e Giallo Roma.
 
 
Per le prima maglie si è privilegiata la tinta unita, ovviamente con colletto e bordi a contrasto. Eccole in dettaglio, in ordine alfabetico per autore.
 
La versione realizzata da Giuseppe Carucci presenta colletto a polo con scollo a V completamente giallo. Gialli anche i bordi delle maniche. Soluzione che ricorda gli anni '80 in particolare le maglie Kappa ed Ennerre.
 
 
 
La proposta di Eugenio Chiapparelli è una maglia a polo, con colletto e bordi gialli, questi ultimi particolarmente spessi. Inoltre l'autore ha tenuto a sottolineare di aver utilizzato anche per il bordino dello stemma il colore Rosso Roma al posto del nero, un dettaglio interessante. La semplicità della maglia ed in particolare il tipo di colletto rimandano agli anni '60 seppur con uno stile molto attuale.
 
 
Andrea Grassi ha optato per il girocollo, ovviamente giallo come i bordi delle maniche. Interessanti altri due dettagli, il bordino giallo che incornicia lo scudetto ed il watermark del monogramma ASR sul petto, un particolare che arricchisce e personalizza la maglia pur mantendo la tinta unita.
 
 
Di nuovo colletto a polo nella proposta firmata Gab.P, ma più elaborato, con bordino rosso a contrasto e scollo a V bicolore. Stile semplice ed elegante che inoltre ricorda la maglia del 1985-86 ed un'altra in uso tra il 1975 ed il 1979, con le tinte del colletto opportunamente invertite rispetto a quest'ultima. 
 
 
Semplice scollo a V nella versione disegnata da Sergio Scala che inoltre si differenzia dalle altre proposte per i bordi, con il giallo posto poco prima della fine della manica, caratteristica tipica delle maglie dei primi anni '80 e delle primissime maglie della storia della Roma, dunque fine anni '20. All'epoca le casacche erano quasi esclusivamente a maniche lunghe, con il bordo giallo che si trovava a metà del polsino rosso.
 
 
Seconde maglie selezionate.
 
Eugenio Chiapparelli propone lo stesso apprezzato modello della prima maglia nella versione bianca: modello a polo con colletto e bordi rossi con rifiniture gialle. Essenziale ed efficace. 
 
 
Passiamo a due rivisitazioni di una storica seconda maglia della Roma, caratteristica degli anni '60: la banda diagonale giallorossa.
 
La prima, realizzata da Davide Lanata, presenta colletto a polo rosso e bordi giallorossi, con la banda diagonale che scende da spalla destra a fianco sinistro.
 
 
Della seconda, attendiamo dall'autore Alessio Muratori la versione nel formato richiesto. La banda diagonale scende dalla spalla sinistra al fianco destro come nelle maglie anni '60 ed il Lupetto ne è posizionato all'interno. Colletto a polo bianco con righina rossa, bordi giallorossi.
 
 
Altro modello storico, quello con la fascia orizzontale giallorossa, tipico dei primi decenni di storia della Roma, rivisitato in due versioni da Christopher Loretti. Entrambe presentano scollo a V e bordi giallorossi. La prima opzione ha la Lupa sul cuore ed i colori dell'inserto orientati come quelli dello stemma. Nella seconda opzione lo stemma è inserito al centro della fascia sul petto, i colori della quale sono invertiti per farlo risaltare meglio. Questa versione rimanda in particolare agli anni '40 ed ancora più indietro alla maglia della Fortitudo Pro Roma.
 
 
Idealmente arriviamo agli anni '70 con la maglia da trasferta disegnata da Marco Puglisi: completamente bianca con girocollo e bordi rossi rifiniti con una righina gialla al centro. Soluzione semplice ma con personalità.
 
 
La maglia disegnata da Mario Sbardella reinterpreta una delle divise più lontane dalla tradizione ma al tempo stesso una delle più celebri della storia della Roma: la maglia "ghiacciolo" della Pouchain, in questa versione spogliata dei colori quasi esotici dell'epoca, sostituiti da quelli della tradizione. Ovviamente con il lupetto sul petto.
 
 
Questi modelli saranno inseriti in una lettera contenente che MyRoma invierà all'AS Roma con diverse proposte tuttora in studio in tema di maglie.
Per chi non avesse seguito dall'inizio il nostro contest può consultare questo link per leggere i vincoli di tradizione che abbiamo imposto [LINK]
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Lunedì, 17 Dicembre 2012 17:55

MyRoma contest. Disegna la maglia della Roma

 

Da qui all'inizio della prossima stagione la maglia della Roma sarà al centro dell'attenzione degli appassionati e dei tifosi, per via della scadenza dell'accordo con il main sponsor Wind e soprattutto per la burrascosa rottura annunciata con il fornitore tecnico Kappa.

MyRoma in vista di questi cambiamenti, ha deciso di lanciare in collaborazione con il sito Passione Maglie un'iniziativa volta a coinvolgere i tifosi e gli appassionati nel disegnare la propria versione della maglia della Roma. Un'idea che nasce con l'auspicio che in futuro possa essere proprio l'AS Roma a stimolare la partecipazione dei tifosi con iniziative analoghe o sotto altre forme.

Ricordiamo in sintesi il pensiero di MyRoma per quanto riguarda le maglie, espresso nella lettera inviata all'AS Roma nel Dicembre 2011 :

  1. La prima maglia della Roma e' imprescindibilmente rossa con i bordi, sia del colletto che delle maniche di colore giallo, per cui niente maglie speciali di altri colori o un terzo colore oltre al rosso e al giallo come tra il 2003-2004 ed il 2005-2006
  2. I pantaloncini della prima divisa sono storicamente bianchi, ma è apprezzato anche il completo rosso.
  3. Preferenza per i calzettoni rossi con bordo giallo, in quanto i primi adottati erano di colore nero non tanto per scelta quanto per il fatto che all'epoca tutti i calzettoni erano neri viste le condizioni polverose dei campi.
  4. Limitare l'uso di sottomaglia a manica lunga sotto la casacca da gioco a maniche corte.
  5. Utilizzo delle maglie da trasferta solo se realmente necessario per distinguersi dagli avversari in campo.
  6. La seconda divisa più apprezzata e' quella interamente bianca, possibilmente con i bordi giallorossi (e non solo rossi o solo gialli), oppure con una fascia cerchiata giallorossa, se non diagonale.
  7. La terza divisa può essere più particolare, purché non oscena o improponibile, vedasi i colori storicamente rivali o fogge grossolane.

In particolare i punti sui calzettoni rossi con bordo giallo e sui bordi giallorossi delle maglie da trasferta sembra siano stati ascoltati ed esauditi con generale soddisfazione. Peccato però per la presenza di banali leggerezze come il colletto a polo che copre parte dello stemma nella maglia home e l'assenza dei bordi a contrasto nelle maglie a maniche lunghe.

Ma nella lettera c'era anche un'altra richiesta, la più importante, che è stata anch'essa seguita ma solo in parte con il rosso che rispetto alla passata stagione è tornato più scuro. E' quella relativa ai colori sociali, che nelle ultime stagioni, con un rosso via via più chiaro, ed un arancione vicino al fluorescente si sono allontanati dal desiderio dei fondatori di vedere la Roma giocare con i colori di Roma.

Questa scarsa attenzione è un problema che caratterizza le maglie della Roma da molto tempo, basta confrontare le divise anni ’70, quelle ghiacciolo della Pouchain, le Playground di campionato e di Coppa delle Coppe del 1981-1982, o ancora all’interno della stessa stagione le Patrick e le Kappa del 1983-1984 fino ad arrivare alle Ennerre e al nuovo cambiamento tra le maglie Adidas del 1991-1992 e quelle della stagione seguente.

La soluzione deliberata dall'assemblea dei soci MyRoma è semplice quanto efficace: adottare i colori ufficiali della città, cioè quelli indicati nel manuale d'identità visiva ufficiale del Comune di Roma, vale a dire i seguenti, con relativi codici Pantone, CMYK, RGB, RAL e 3M:



Queste tonalità di rosso e di giallo rispettano in maniera univoca la volontà dei fondatori dell'AS Roma espressa nell'atto costitutivo: scendere in campo con i colori della città.

DISEGNA LA MAGLIA DELLA ROMA

Chiediamo ai più creativi di cimentarsi nel realizzare un’ipotetica divisa della Roma rispettando alcuni criteri:

  • Utilizzo dei colori Rosso Roma e Giallo Roma
  • Stemma della Lupa sul petto
  • Colletto e bordi Giallo Roma

Libertà per quanto riguarda main sponsor, fornitore tecnico ed altri dettagli aggiuntivi.

Inviate i vostri kit design al seguente indirizzo email:

I vostri lavori verranno in seguito pubblicati nell pagina Facebook L'angolo del Kit Design - Passione Maglie

I progetti verranno valutati dai soci di MyRoma e quelli più interessanti ed apprezzati potranno essere utilizzati come modelli di riferimento da mostrare alla società. Ovviamente non è un contest ufficiale, ma idealmente può rappresentare un punto di partenza per arrivare in futuro ad iniziative di coinvolgimento attivo dei tifosi.

Buon lavoro!

CHIEDIAMO AI MEZZI DI INFORMAZIONE UN AIUTO PER PROMUOVERE QUESTA INIZIATIVA E RENDERLA DI TUTTI I TIFOSI SENZA ALCUNA DIVISIONE, PERCHE' QUESTA INIZIATIVA POSSA ESSERE UN MOMENTO DI CONDIVISIONE E INCONTRO.

CHIEDIAMO AI TIFOSI DI CONDIVIDERE IL LINK DELLA PAGINA SUI PROPRI SITI O PROFILI DEI VARI SOCIAL NETWORK.

Grazie

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Novità per quanto riguarda il merchandising della Roma: quest’anno è stata prodotta anche una versione replica della prima maglia, più economica, in vendita al prezzo di 59 €, anziché i soliti 80 €.

Dando uno sguardo d’insieme le due maglie risultano molto simili, ma nei dettagli sono presenti varie differenze, a partire dalla composizione dei tessuti:
90%poliammide 10%lycra per la maglia da gara, 87%poliestere 13%elastam per la replica. Cambiano dunque le fibre utilizzate, ovviamente più evolute quelle della maglia da gioco, ma a livello puramente estetico la differenza percepibile è bassa, entrambe le versioni hanno la classica vestibilità aderente delle Kombat Kappa.

Cambia leggermente la forma del colletto, in particolare della V, più fina e appuntita nella maglia da gara, più arrotondata e spessa quella della replica.



Lo stemma della Roma risulta meno rifinito e dalla forma più bombata. La superficie è liscia, mentre nella versione da gioco la lupa e le lettere ricamate presentano un effetto tridimensionale più marcato.
Differenti anche i loghi della Kappa, sia il lettering sul petto che gli omini sulle maniche: di plastica nella maglia ufficiale, ricamati su quella replica, esattamente come avveniva fino a due stagioni fa sulle maglie ufficiali.

Ecco una foto ravvicinata dei dettagli delle due maglie, dalla quale sono percepibili le principali differenze.



Come detto il risparmio rispetto alla maglia da gara è di 21 €, che sottratti agli 80 € della maglia ufficiale, lasciano un prezzo comunque piuttosto alto.

Per poter dare un giudizio più completo a tal riguardo ecco uno sguardo a quanto fanno le altre squadre italiane più seguite a livello di pubblico.

Offerte uguali tra loro per Inter e Juventus, entrambe sponsorizzate Nike, che presentano tre versioni della maglia, una “Authentic” a 120 €, effettivamente utilizzata in capo, molto leggera, realizzata con fibre di poliestere ricavate dal riciclaggio di bottigliette di plastica, con dettagli come fori ricavati al laser sui fianchi, rinforzi di gomma sulle cuciture delle spalle, loghi termoapplicati e taglio ergonomico. Per 80 € si acquista una versione meno rifinita, con materiale di poco più pesante ed i loghi ricamati. Ancora meno dettagliata la versione definita “Stadium”, in vendita a 45 €



Rispetto al caso della Roma, questa offerta Nike ha il vantaggio della maggiore accessibilità della maglia replica (45 € vs 59 €), ma ha la criticità che per 80 € non si ha più la soddisfazione di acquistare  la maglia che i giocatori utilizzano in campo

Lo stesso discorso vale per le maglie del Milan, realizzate dall’altro colosso dello sportswear: Adidas.



Maglia gara “Authentic” in vendita addirittura a 150 €, con inserti aderenti in materiale tecnico “Techfit” al fine di comprimere le fasce muscolari per disperdere meno energia. Viene venduta completa di borsetta personalizzata del Milan. La maglia definita “gara” è venduta a 80 €.  A questi prezzi vanno aggiunti i costi ( 5 € l’uno) per la stampa di dettagli come le patch della Lega Calcio o della Champions League, il badge celebrativo delle 7 Coppe Campioni sulla manica sinistra e la scritta “Il club più titolato al mondo” sotto lo stemma. Nella scorsa stagione veniva venduta anche la versione replica a 39 €, che però era molto diversa dalla maglia ufficiale, il retro ad esempio era completamente rosso.

Anche Puma per la nazionale propone due maglie differenti, con prezzi differenziati verso l’alto. In questo caso la versione da 80 € è definita come “Home replica”. Per avere la maglia che viene effettivamente indossata dagli azzurri in campo bisogna spendere 120 €. Le differenze sono soprattutto nel materiale, sensibilmente più leggero, rifinito e liscio, fornito in esclusiva dalla Puma per la nostra nazionale. Cambia anche l’apertura del colletto che non prevede il bottoncino come nella replica.



Per quanto riguarda il Napoli sponsorizzato Macron l’offerta non prevede maglie dal prezzo superiore ai 79 €.   Come per la Roma sono previste la maglia gara e quella replica, rispettivamente ai prezzi di 79 € e 39 €. Le differenze tra loro stanno nella composizione e nel taglio del materiale, aderente la maglia ufficiale, più abbondante quella replica. Cambiano anche i bordi delle maniche, completamente bianchi nella replica. Altra differenza le scritte, ricamate nella prima, stampate nella seconda.

   

A mio avviso la qualità dei materiali della Kappa è superiore rispetto a quelli della Macron, ma ben 20 € di differenza tra i prezzi delle rispettive maglie replica mi sembrano esagerati.

Chiudiamo con la Fiorentina, sponsorizzata Joma,  che presenta l’offerta più competitiva, a partire dal prezzo della maglia ufficiale relativamente basso: 70 €.  30 € per la maglia replica, molto semplice, senza profilature sui fianchi o inserti di materiali diversi, ma avvantaggiata dal fatto che essendo completamente viola le differenze a prima vista sono poco evidenti.
Molto interessante la politica di prezzo adottata per la terza maglia, che riprende le prime maglie della storia dei viola, venduta in versione ufficiale a 55 €, addirittura 4 € in meno rispetto alla replica della Roma, un prezzo super competitivo per il mercato italiano.



Questo è un quadro abbastanza completo, a voi il giudizio sull'offerta di prezzo da parte di Roma e Kappa, in confronto a quelle degli altri principali club italiani.


Dunque la scelta da parte di Kappa di immettere sul mercato una maglia replica, da la possibilità di scegliere di risparmiare 21 € per l'acquisto di un prodotto comunque originale e simile a quello a prezzo pieno. Tale politica è applicata a tutte le squadre sponsorizzate dalla Kappa in Serie A: Roma, Cagliari, Torino, Sampdoria e Siena.  Ciò è di base un segnale positivo, ma di certo 59 € non è un prezzo competitivo se confrontato con le versioni replica proposte dagli altri sponsor tecnici.
Allo stesso tempo mi auguro che le politiche intraprese in particolare da Nike e Adidas, di differenziazione del prezzo verso l'alto, ben oltre i 100 €, non contagino anche gli altri brand. 80 € per una maglia sono tanti.. che almeno sia la stessa indossata dai giocatori in campo!

 

 

 

 

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La nuova stagione sta per iniziare e durante le fasi di ritiro pre campionato sono state presentate le maglie da trasferta per il 2012-2013, la bianca a Boston prima dell’amichevole con il Liverpool e la nera nel ritiro di Irdning, quest’ultima con ritardo rispetto al previsto a causa di problemi nella produzione.

Invariati i colori, il classico bianco per la seconda divisa, ed il nero per la terza, come avviene dalla stagione 2007-08.
Come auspicato da MyRoma nella lettera inviata alla società nel Dicembre 2011, sulle maglie da trasferta tornano dei dettagli giallorossi più precisamente sul girocollo, sui bordi e finalmente anche nel risvolto dei calzettoni, dopo che per 8 anni di contratto con la Kappa dal 2001 al 2003 e dal 2008 ad oggi erano stati sempre rigorosamente a tinta unita.

La maglia bianca ha un look molto vicino a quello delle divise bianche degli anni '70, allora utilizzate spesso come prima divisa anche allo stadio Olimpico, usanza che ovviamente ci auguriamo di non dover mai rivedere.

I colori dei bordi sono gli stessi utilizzati per la prima divisa, per cui bene il rosso, migliorabile il giallo. In ogni caso riavere finalmente i bordi delle maglie da trasferta con i nostri colori le identificherà immediatamente come maglie della Roma, evitando che possano essere utilizzate nelle prossime stagioni anche per altre squadre, come successo per la nera dell’altr’anno, anonima e integralmente riproposta dalla Kappa per l’away kit 2012/13 del Derby County.

Non mancano le criticità. La prima, la più fastidiosa è la presenza ancora una volta dei logoni della Kappa sulle maniche, invadenti e per nulla armonici con il design complessivo della maglia e realizzati in un materiale gommoso più pesante degli anni passati. Sono rossi sulla maglia bianca, arancioni su quella nera, un elemento capace di peggiore e di molto anche le migliori maglie. Singolare come per la prima maglia la scelta di una font per le personalizzazioni in uso già nella stagione 2002/03, esteticamente non male, ma un carattere più legato alla storia della Roma piuttosto che a quella della Kappa sarebbe stato gradito.

Discutibile anche l'interruzione del girocollo giallorosso ai lati ma qui si tratta di una scelta stilistica.

Il materiale è lo stesso della prima maglia, molto aderente, per cui si consiglia di scegliere una o due taglie in più di quella portata abitualmente.

La parte giallorossa del girocollo risulta un po'arricciata rispetto al resto della maglia, effetto che si attenua una volta indossata. Sembra siano stati proprio dei problemi con il colletto a far rinviare la presentazione della maglia nera dal ritiro di Riscone a quello di Irdning.

Anche quest’anno sul petto di entrambe le maglie alternative è presente il lupetto. Giusto valorizzare anche questo marchio della Roma, fermo restando lo stemma storico della lupa sulla prima maglia.

Dunque un deciso passo in avanti rispetto alle precedenti versioni della maglie da trasferta realizzate dalla Kappa, che in 8 stagioni di contratto dal 2001 ad oggi aveva unito i nostri colori sulla maglia bianca solo nel 2009/10.

Ringraziamo Francesco Del Vecchio, conosciuto per i suoi contenuti su passionemaglie.it, per questo articolo e per aver voluto condividere con noi questa avventura. Siamo sicuri che con lui e con gli altri Soci MyROMA il nostro Dipartimento per la Tradizione crescerà molto ed offrirà sempre spunti interessanti.

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Giovedì, 05 Aprile 2012 14:07

Roma una Roba di Kappa

La campagna "La nostra maglia", iniziata qualche mese fa dall'azionariato popolare romanista, per sensibilizzare la AS Roma ad adottare una casacca che sia rispettosa della nostra tradizione e colori sta portando i suoi frutti. Dopo il pubblico impegno del Dott. Claudio Fenucci arrivano, attraverso il magazine ufficiale della AS Roma, le parole del numero uno della Kappa, Marco Boglione. Riteniamo queste dichiarazioni importanti ed aspettiamo, con  la consueta passione ed impazienza che contraddistingue il tifoso giallorosso, di poter vedere e tifare la nostra prossima maglia.

[Fonte La Roma] Parla Boglione, numero uno dell'azienda torinese: «Con la Società vogliamo costruire qualcosa d'importante. La proprietà americana farà volare il brand giallorosso. La nuova maglia? Bella e tradizionale»

Quattro lettere, un nome, una garanzia: Roma. Un marchio di richiamo internazionale, da valorizzare «anche grazie al nostro apporto perché con voi vogliamo costruire qualcosa nel medio-lungo periodo». Marco Boglione, numero uno di Kappa (sponsor tecnico AS Roma), spiega a "La Roma" idee e progetti da sviluppare con la Società giallorossa nei prossimi anni, anche perché, parole dell'Amministratore Delegato, Mark Pannes, «siamo contenti di continuare il rapporto con Kappa (il contratto in essere scade nel 2017, ndr)>>. «II primo obiettivo - dice Boglione, cinquantasei anni, fondatore e presidente di BasicNet SpA, azienda proprietaria dei marchi Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, AnziBesson, Lanzera e Jesus Jeans - è quello di soddisfare i nostri clienti: realizzare belle maglie e ottenere ancor più visibilità grazie a questo brand, che è tra i più famosi al mondo. AI di là dei risultati altalenanti della Squadra, siamo soddisfatti del lavoro che stiamo portando avanti. Con questa collaborazione, possiamo crescere noi e aiutare il Club a diventare sempre più di livello mondiale.
D'altronde, il marchio Roma è tra i migliori in assoluto, ma bisogna sa perlo costruire nel tempo. E ora è in costante crescita». La nuova proprietà americana può rappresentare una garanzia di sviluppo del 30 Ila.oma I brand: «In questo i dirigenti statunitensi sono maestri, siamo felici di poterci confrontare con loro. La sensazione è che le cose stiano cambiando rapidamente in meglio».
Quello di Kappa è un nome ricorrente nella storia della Roma: non solo per il recente accordo, in vigore dal 2007, ma anche per le sponsorizzazioni dall'84 all'86 e dal 2000 al 2003. Sulle maglie della squadra scudetto di Capello del 2001, per esempio, c'erano i famosi due omini di spalle, emblema dell'azienda torinese. «Per noi questo è uno dei cinque investimenti più importanti in senso assoluto. Come dico sempre, la Roma rappresenta un'altra nazionale. È la formazione più prestigiosa che rappresentiamo». Un bell'attestato di stima, quest'ultimo, se si considera che tra i "clienti" c'è anche il Borussia Dortmund, campione di Germania in carica e tra le squadre più in vista del momento in Europa.
Ma la Roma è una cosa diversa: «L'idea di Kappa è quella di legare il suo nome a quello del nostro paese. Abbiamo particolarmente a cuore l'Italia.
Non a caso, siamo sponsor della nazionale di rugby. E quale marchio migliore se non quello di Roma? Roma è la Capitale. Roma è l'Italia».
A proposito di alcune anticipazioni uscite in rete, riguardanti la maglia della prossima stagione, chiarisce: «È ancora presto per rivelare i dettagli, ma posso dire che non sarà una tenuta bizzarra. Come è consuetudine, rispetteremo fortemente la tradizione romanista. Vogliamo essere classici e contemporanei, senza ricorrere a quei modelli vintage o amarcord. Non deluderemo le aspettative e i desideri dei tifosi giallorossi. Tranquilli».

Pubblicato in Per la Tradizione

MyROMA informa che in data odierna ha inviato alla AS Roma una lettera, frutto di un confronto tra i Soci durante la recente Assemblea Generale, scritta al fine di richiedere di affrontare dei temi ritenuti fondamentali per poter proseguire questo processo di rinnovamento e trasformazione: la maglia della AS Roma e lo Stadio.

E' una lettera che tocca diversi punti, ma i principali sono quelli di realizzare una maglia che sia rispettosa degli esatti colori di Roma e l'uso che ne viene fatta. La Roma deve sempre giocare con la prima maglia a meno che, in trasferta, motivi cromatici non rendano necessario utilizzare la seconda: non è pensabile vedere la Roma giocare al Bernabeu con la maglia nera.

Per quanto attiene allo stadio, MyROMA ritiene doveroso iniziare un confronto per indirizzare l'idea che vedrà la realizzazione della nostra futura "casa" e pertanto è fondamentale ascoltare le esigenze dei propri tifosi. Come punto di partenza MyROMA chiede che la Curva Sud sia realizzata, come negli stadi in Germania, come "Standing Area".

Chiediamo a tutti i tifosi della Roma di fare propria questa lettera ed il suo contenuto. Chiediamo agli organi di stampa di prendere posizione e dare voce a questa "Campagna di sensibilizzazione", affiancando i tifosi della Roma nel chiedere una maglia e uno stadio degni del nostro Club e della sua tifoseria.

Riportiamo il testo integrale della lettera


OGGETTO: MAGLIA E STADIO COME PUNTO DI PARTENZA
La maglia dell'A.S. Roma: colori, tonalità… “Tradizione”
La maglia della Roma riveste importanza assoluta per i suoi tifosi.
Sin dalla fondazione la nostra squadra del cuore ha giocato con diverse divise e, va detto, con maglie di diverse fogge e tonalità, per via di una scarsa attenzione ai particolari motivata dalla presenza di altri fattori/parametri di natura sentimentale che facevano sì che il tifoso facesse meno caso alla questione.
I più attenti, tuttavia, anche in passato avevano recriminato contro l’utilizzo di maglie non in linea con i valori tradizionali, come in occasione dell’adozione della divisa Pouchain sul finire degli anni ’70, o anche per il non corretto uso della divisa, come accadde all’inizio degli anni ’70, quando la Roma in casa giuocava con una divisa completamente bianca, per ospitalità nei confronti degli avversari.
Il fatto che la Roma non abbia mai prestato attenzione a tutto ciò, non può certamente costituire un alibi per proporre maglie non in linea con la tradizione, anche perché tutti i tentativi fatti in tal senso, anche da altri club, sono stati fallimentari ed hanno visto il ritorno dei medesimi sui propri passi, in Italia come all’estero.
Non sono stati infrequenti i casi in cui i tifosi, omaggiati delle maglie dei giocatori a fine partita, le abbiano rilanciate in campo per protesta.
La prima maglia della Roma e' imprescindibilmente rossa con i bordi, sia del colletto che delle maniche, di colore giallo.
Non ha altri colori sulla stessa ed il tentativo passato di introdurne di diversi (vedi la Diadora, che a suo tempo inserì una striscia nera per ragioni stilistiche) sono stati aspramente contestati ed hanno comportato l’abbandono delle sciagurate scelte da parte dello sponsor tecnico.

Naturalmente i colori giallo e rosso li hanno una infinità di squadre nel mondo: solo in Italia, ad esempio, il Lecce e il Catanzaro, come anche il Galatina e il Benevento. In Turchia il Galatasaray, in Francia il Lens, in Belgio il Malines e così via.
Tuttavia, se i Padri fondatori della Roma avessero voluto un rosso e un giallo qualunque lo avrebbero scritto al momento della fondazione, mentre invece, in quella sede, scrissero chiaramente che la nuova compagine avrebbe giocato con i colori di Roma, vale a dire il rosso pompeiano e il giallo oro, la cui corretta scala cromatica e' riportata nel pantone del Comune di Roma, visionabile al link che segue:
www.asromaultras.org/A_Elementi%20base37%20colori%20Roma.jpg.
Sia pur raramente, la Roma ha giocato con i suoi colori storici. Quel che e' certo e' che i colori delle divise degli ultimi decenni sono ancora lontani dal gonfalone capitolino, con un giallo che in realtà è un arancione ed un rosso che è troppo chiaro rispetto al colore – quasi porpora - di Roma, ricavato nell’antichità dai molluschi del Mediterraneo, quando l’unico colore giallo conosciuto era quello dell’oro.
I tifosi dei nuovi mercati, ma anche molti tifosi non particolarmente attenti alle Tradizioni, compreranno di certo – entro certi limiti - qualsiasi maglia la Roma metta in vendita. Altri no.
Quei tifosi, spesso romanisti e romani, che conoscono la storia del club e ne perpetuano la memoria storica alle nuove generazioni, al contrario, disprezzano le iniziative modaiole, stylish e colori non fedeli: di certo, non acquisteranno una prima maglia della Roma non in linea con la tradizione.
Questo per dire che il rispetto di questi principi non può che portare ad un incremento delle vendite e non ad una diminuzione.
E’ anche doveroso aggiungere che – seppur concesso dai regolamenti – non è particolarmente elegante indossare anche d’inverno magliette a maniche corte sopra indumenti di colore simile che costituiscono una sorta di maglia della salute: in passato le divise avevano le maniche lunghe per l’inverno e corte per l’estate e brutture del genere non si vedevano sui campi da gioco.
Ciò detto sulla maglia, i pantaloncini dell’A.S. Roma sono storicamente bianchi, anche se in passato la squadra ha giocato con pantaloncini neri e finanche blu.
Sarebbe poi bello avere i calzettoni rossi con i bordi gialli, scelta che garantirebbe una sorta di reprise cromatico della maglia stessa, un po' vintage e molto apprezzato in passato.
Il colore dei calzettoni e' storicamente un punto delicato, visto che i primi adottati erano di colore nero, non tanto per scelta quanto per il fatto che all'epoca tutti i calzettoni erano neri viste le condizioni polverose dei campi.
Poi, certamente, e' stata anche molto apprezzata una divisa interamente rossa, che costituisce un'ottima soluzione per partite dove si rende necessario distinguere i pantaloncini dalle squadre avversarie.
La seconda divisa più apprezzata e' quella interamente bianca, possibilmente con i bordi giallorossi (e non solo rossi), oppure con una fascia cerchiata giallorossa, se non diagonale.
La terza divisa può essere più particolare, purché non oscena o improponibile, vedasi i colori storicamente rivali o fogge grossolane: basta dare uno sguardo tra le divise indossate nel corso dei decenni e le idee non possono certo mancare senza dover essere originali per forza.

Altro aspetto di rilievo è certamente la scelta della divisa con cui si scende in campo: la Roma deve essere sempre riconoscibile, sia dai propri tifosi che da quelli delle altre squadre.
E’ ormai frequente vedere squadre che si affrontano non indossando la propria divisa ed è francamente difficile riconoscerle immediatamente, dovendosi affidare solo allo stemma sociale, ai sovra titoli televisivi o, più tristemente, allo sponsor che compare sulla maglietta.
Le più grandi compagini europee non danno dubbi al riguardo: il Real Madrid gioca con la divisa bianca, il Manchester United in rosso, bianco e nero, il Barcellona in blaugrana.
Non si è mai visto un Barcellona/Real Madrid in cui la squadra catalana giocasse in verde e quella madrilena in rosso.
Le partite della storia debbono essere giocate con la prima divisa, sempre che questioni cromatiche con gli antagonisti non suggeriscano il contrario.


Lo Stadio: Suggerimenti e prospettive.
MyROMA ritiene utile intervenire sin da ora sulla questione, visto che farlo più avanti porterebbe necessariamente a una non attenta valutazione di aspetti di rilevante importanza per far sì che i tifosi romanisti si appassionino di nuovo ad andare allo stadio.
E’ cosa nota che lo spettacolo televisivo, sempre più ricco ed economico, ha contribuito ad allontanare i tifosi della Roma dallo Stadio Olimpico.
Oltre a ciò, diversi orpelli burocratici – come modalità di acquisto dei biglietti ed anche sistemi contestati quali la “tessera del tifoso” - rendono difficile l’accedere allo stadio, quando al contrario l’acquisto di una partita in pay per view è di una facilità disarmante e senza alcun tipo di ostacolo.
Una delle soluzioni è senz’altro rappresentata dallo stadio di proprietà, ma – al di là di fattori estetici e di zone di costruzione – in qual modo si può far sì che tutti i tifosi della Roma siano motivati dall’andare allo stadio piuttosto che assistere al match in televisione?
Si deve iniziare da una considerazione: i tifosi non sono tutti uguali.
I più giovani, solitamente, vogliono andare in una zona dove si possa assistere alla partita in piedi e ove si possa sostenere la squadre coralmente e coreograficamente.
Poi vi sono altri tifosi – più in là con gli anni – che preferiscono assistere alla partita comodamente seduti in Tribuna, al proprio seggiolino numerato.
Altri ancora, con minori capacità economiche, seggono in settori popolari diversi da quelli del tifo più caldo, che comunque apprezzano.
Questo per dire che lo stadio deve essere concepito, nelle sue divisioni, in base alle diverse passionalità: un ragazzo che vuole assistere alla partita in piedi sarà demotivato se lo si obbliga a stare seduto.
Attualmente l’intera Curva Sud assiste a tutte le partite in piedi sui seggiolini, così come accade nella rigorosa Inghilterra, dove non v’è stato modo di far sì che i tifosi più caldi sedessero, tanto che è nato un movimento di opinione (“Stand Up Sit Down”) che propugna il ritorno alle terraces.

Voi assistereste a un concerto punk seduti su dei seggiolini numerati? O, al contrario, vi farebbe piacere se la nona di Beethoven vi venisse proposta mentre siete tutti in piedi ed accalcati sotto il palco? La risposta non può che essere no, in entrambi i casi.
Il tifoso deve avere ciò che vuole, ed in Germania lo hanno capito.
Gli stadi tedeschi sono bellissimi, concepiti per i tifosi e prevedono, tra le varie cose, che le curve di casa siano delle standing areas, costruire secondo meccanismi di sicurezza attualizzati ai giorni d’oggi.
Per ovviare ai regolamenti dell’UEFA che, in modo un po’ miope, prevede che le competizioni continentali vengano disputate in all seater stadiums, mostrando una certa cecità nel non constatare che comunque i tifosi più appassionati seguono la partita in piedi sui seggiolini, le società tedesche hanno adottato dei seggiolini rimuovibili: il campionato tedesco si gioca senza quei seggiolini, le competizioni europee con (e con i tifosi che ci salgono sopra).
Naturalmente ciò vale solo per la Curva Sud, il cui tifoso, acquistando un biglietto, già sa che vedrà in piedi la partita, perché lo vuole.
Per gli altri settori, ove i tifosi vogliono assistere alle partite seduti, il problema ovviamente non si pone.
E’ solo necessario che vengano proposti mini settori per i diversamente abili, in ogni zona dello stadio e che vi sia un settore famiglie che sia dotato di quei confort che attirano i bambini allo stadio: per altro, purtroppo, la continua fissazione di partite in notturna va a svilire grandemente il concetto delle “famiglie allo stadio”, visto che è di tutta evidenza come i bimbi non possano permettersi di far troppo tardi la sera, sia per ragioni di sonno, che climatiche.
Inoltre MyROMA suggerisce alla AS ROMA di rendere il settore famiglie un settore "No Smoking", per il rispetto della salute dei nostri piccoli romanisti.
Può anche essere utile pensare a un settore di stadio “neutro” e separato dagli altri, solitamente collocato nella parte più costosa: per neutro si intende quello ove si possa assistere alla partita anche insieme al tifoso avversario o se si è tifosi di altre squadre.
Collocare un tifoso appassionato che magari non vuole assistere alla partita dal settore ospiti in altri settori “di casa” può essere pericoloso per l’ordine pubblico o comunque costringere il tifoso a non ostentare i simboli della propria squadra.
Il fatto che la costruzione di un nuovo stadio preveda l’elaborazione di un piano più complessivo inerente a parcheggi, vie di accesso, aree di ristorazione e via dicendo ci esime dal suggerire cose perfino ovvie. Si chiede anche di pensare, in ordine ai parcheggi, alla collocazione delle autovetture dei tifosi ospiti, con accesso separato.
Oltre a ciò, è anche logico pensare che all’interno dello Stadio vi sia un’area dedicata – oltre che ai negozi ufficiali – anche alla Storia della Roma: uno spazio museale da arricchire con ciò che i collezionisti hanno messo da parte nel corso degli anni, visto che le altre dirigenze non ci hanno mai pensato né hanno mai tenuto in debito conto la storia del club.
Quali servizi, oltre a ciò che è intuibile, potrebbero essere estremamente comode delle cassette per potere riporre gli acquisti effettuati, o gli oggetti cui dovesse essere inibito l’ingresso: non è infrequente vedere tifosi stranieri che non sanno dove lasciare l’ombrello.
Per finire, la capienza.

I dati di affluenza attuali allo Stadio Olimpico possono indurre in errore e far pensare che uno stadio da 45mila posti sia sufficiente: questo può valere per qualche altra squadra che gioca a Roma, non per l’A.S. Roma. I tifosi sono attualmente demotivati dall’andare all’Olimpico e la costruzione di un nuovo stadio sarà motivo di grandissimo richiamo. Il tifoso della Roma è estremamente affezionato e, se incentivato, tornerà di nuovo ad affollare qualsiasi luogo ove la Roma giochi.
Per questo, come MyROMA, riteniamo che la capienza corretta per evitare spiacevoli esclusioni nella augurata ipotesi di una scalata ai vertici del calcio della nostra società sia di 60mila spettatori.
MyROMA ritiene che queste impressioni possano essere utili per far sì che l’A.S. Roma sia sempre più vicina ai suoi tifosi, così come i tifosi sono da sempre vicini all’A.S. Roma.
MyROMA augura a tutti i dipendenti AS Roma un felice e sereno Natale.

 

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