L'AS Roma ha comunicato che a partire dalla stagione 2017-18 utilizzerà i colori esatti del Comune di Roma. Qui la nota ufficiale della società.

Oggi possiamo dirlo: complimenti a tutti noi e a tutti quelli che non hanno mai smesso di lottare per cambiare qualcosa. Finalmente un messaggio positivo dall'attuale dirigenza che ha deciso di ascoltare una richiesta che avanziamo da prima ancora che ci fosse il cambio di proprietà. 

Ciò che ci sorprende positivamente è anche l'ammissione dell'errore, perché è vero: quelli usati finora non erano esattamente i colori indicati dai fondatori dell'AS Roma e dallo statuto del Club. 

Questo episodio ci convince ancor di più che le battaglie identitarie vanno portate avanti ad oltranza. Ripensiamo a tutte le volte che abbiamo risposto con un sorriso a chi ci definiva "i soliti rompiscatole" e poi tornava a correre dietro l'ultima voce di mercato. Bene, oggi sorridiamo ancora di più, pur senza accontentarci.

Auspichiamo infatti che la dirigenza faccia marcia indietro anche sul nuovo stemma, per iniziare un percorso partecipato che coinvolga attivamente il Supporters Trust e la tifoseria nel restyling del nostro simbolo. 

Viva l'AS Roma e i suoi colori!

Pubblicato in Per la Tradizione

MyROMA informa che in data odierna ha inviato alla AS Roma una lettera, frutto di un confronto tra i Soci durante la recente Assemblea Generale, scritta al fine di richiedere di affrontare dei temi ritenuti fondamentali per poter proseguire questo processo di rinnovamento e trasformazione: la maglia della AS Roma e lo Stadio.

E' una lettera che tocca diversi punti, ma i principali sono quelli di realizzare una maglia che sia rispettosa degli esatti colori di Roma e l'uso che ne viene fatta. La Roma deve sempre giocare con la prima maglia a meno che, in trasferta, motivi cromatici non rendano necessario utilizzare la seconda: non è pensabile vedere la Roma giocare al Bernabeu con la maglia nera.

Per quanto attiene allo stadio, MyROMA ritiene doveroso iniziare un confronto per indirizzare l'idea che vedrà la realizzazione della nostra futura "casa" e pertanto è fondamentale ascoltare le esigenze dei propri tifosi. Come punto di partenza MyROMA chiede che la Curva Sud sia realizzata, come negli stadi in Germania, come "Standing Area".

Chiediamo a tutti i tifosi della Roma di fare propria questa lettera ed il suo contenuto. Chiediamo agli organi di stampa di prendere posizione e dare voce a questa "Campagna di sensibilizzazione", affiancando i tifosi della Roma nel chiedere una maglia e uno stadio degni del nostro Club e della sua tifoseria.

Riportiamo il testo integrale della lettera


OGGETTO: MAGLIA E STADIO COME PUNTO DI PARTENZA
La maglia dell'A.S. Roma: colori, tonalità… “Tradizione”
La maglia della Roma riveste importanza assoluta per i suoi tifosi.
Sin dalla fondazione la nostra squadra del cuore ha giocato con diverse divise e, va detto, con maglie di diverse fogge e tonalità, per via di una scarsa attenzione ai particolari motivata dalla presenza di altri fattori/parametri di natura sentimentale che facevano sì che il tifoso facesse meno caso alla questione.
I più attenti, tuttavia, anche in passato avevano recriminato contro l’utilizzo di maglie non in linea con i valori tradizionali, come in occasione dell’adozione della divisa Pouchain sul finire degli anni ’70, o anche per il non corretto uso della divisa, come accadde all’inizio degli anni ’70, quando la Roma in casa giuocava con una divisa completamente bianca, per ospitalità nei confronti degli avversari.
Il fatto che la Roma non abbia mai prestato attenzione a tutto ciò, non può certamente costituire un alibi per proporre maglie non in linea con la tradizione, anche perché tutti i tentativi fatti in tal senso, anche da altri club, sono stati fallimentari ed hanno visto il ritorno dei medesimi sui propri passi, in Italia come all’estero.
Non sono stati infrequenti i casi in cui i tifosi, omaggiati delle maglie dei giocatori a fine partita, le abbiano rilanciate in campo per protesta.
La prima maglia della Roma e' imprescindibilmente rossa con i bordi, sia del colletto che delle maniche, di colore giallo.
Non ha altri colori sulla stessa ed il tentativo passato di introdurne di diversi (vedi la Diadora, che a suo tempo inserì una striscia nera per ragioni stilistiche) sono stati aspramente contestati ed hanno comportato l’abbandono delle sciagurate scelte da parte dello sponsor tecnico.

Naturalmente i colori giallo e rosso li hanno una infinità di squadre nel mondo: solo in Italia, ad esempio, il Lecce e il Catanzaro, come anche il Galatina e il Benevento. In Turchia il Galatasaray, in Francia il Lens, in Belgio il Malines e così via.
Tuttavia, se i Padri fondatori della Roma avessero voluto un rosso e un giallo qualunque lo avrebbero scritto al momento della fondazione, mentre invece, in quella sede, scrissero chiaramente che la nuova compagine avrebbe giocato con i colori di Roma, vale a dire il rosso pompeiano e il giallo oro, la cui corretta scala cromatica e' riportata nel pantone del Comune di Roma, visionabile al link che segue:
www.asromaultras.org/A_Elementi%20base37%20colori%20Roma.jpg.
Sia pur raramente, la Roma ha giocato con i suoi colori storici. Quel che e' certo e' che i colori delle divise degli ultimi decenni sono ancora lontani dal gonfalone capitolino, con un giallo che in realtà è un arancione ed un rosso che è troppo chiaro rispetto al colore – quasi porpora - di Roma, ricavato nell’antichità dai molluschi del Mediterraneo, quando l’unico colore giallo conosciuto era quello dell’oro.
I tifosi dei nuovi mercati, ma anche molti tifosi non particolarmente attenti alle Tradizioni, compreranno di certo – entro certi limiti - qualsiasi maglia la Roma metta in vendita. Altri no.
Quei tifosi, spesso romanisti e romani, che conoscono la storia del club e ne perpetuano la memoria storica alle nuove generazioni, al contrario, disprezzano le iniziative modaiole, stylish e colori non fedeli: di certo, non acquisteranno una prima maglia della Roma non in linea con la tradizione.
Questo per dire che il rispetto di questi principi non può che portare ad un incremento delle vendite e non ad una diminuzione.
E’ anche doveroso aggiungere che – seppur concesso dai regolamenti – non è particolarmente elegante indossare anche d’inverno magliette a maniche corte sopra indumenti di colore simile che costituiscono una sorta di maglia della salute: in passato le divise avevano le maniche lunghe per l’inverno e corte per l’estate e brutture del genere non si vedevano sui campi da gioco.
Ciò detto sulla maglia, i pantaloncini dell’A.S. Roma sono storicamente bianchi, anche se in passato la squadra ha giocato con pantaloncini neri e finanche blu.
Sarebbe poi bello avere i calzettoni rossi con i bordi gialli, scelta che garantirebbe una sorta di reprise cromatico della maglia stessa, un po' vintage e molto apprezzato in passato.
Il colore dei calzettoni e' storicamente un punto delicato, visto che i primi adottati erano di colore nero, non tanto per scelta quanto per il fatto che all'epoca tutti i calzettoni erano neri viste le condizioni polverose dei campi.
Poi, certamente, e' stata anche molto apprezzata una divisa interamente rossa, che costituisce un'ottima soluzione per partite dove si rende necessario distinguere i pantaloncini dalle squadre avversarie.
La seconda divisa più apprezzata e' quella interamente bianca, possibilmente con i bordi giallorossi (e non solo rossi), oppure con una fascia cerchiata giallorossa, se non diagonale.
La terza divisa può essere più particolare, purché non oscena o improponibile, vedasi i colori storicamente rivali o fogge grossolane: basta dare uno sguardo tra le divise indossate nel corso dei decenni e le idee non possono certo mancare senza dover essere originali per forza.

Altro aspetto di rilievo è certamente la scelta della divisa con cui si scende in campo: la Roma deve essere sempre riconoscibile, sia dai propri tifosi che da quelli delle altre squadre.
E’ ormai frequente vedere squadre che si affrontano non indossando la propria divisa ed è francamente difficile riconoscerle immediatamente, dovendosi affidare solo allo stemma sociale, ai sovra titoli televisivi o, più tristemente, allo sponsor che compare sulla maglietta.
Le più grandi compagini europee non danno dubbi al riguardo: il Real Madrid gioca con la divisa bianca, il Manchester United in rosso, bianco e nero, il Barcellona in blaugrana.
Non si è mai visto un Barcellona/Real Madrid in cui la squadra catalana giocasse in verde e quella madrilena in rosso.
Le partite della storia debbono essere giocate con la prima divisa, sempre che questioni cromatiche con gli antagonisti non suggeriscano il contrario.


Lo Stadio: Suggerimenti e prospettive.
MyROMA ritiene utile intervenire sin da ora sulla questione, visto che farlo più avanti porterebbe necessariamente a una non attenta valutazione di aspetti di rilevante importanza per far sì che i tifosi romanisti si appassionino di nuovo ad andare allo stadio.
E’ cosa nota che lo spettacolo televisivo, sempre più ricco ed economico, ha contribuito ad allontanare i tifosi della Roma dallo Stadio Olimpico.
Oltre a ciò, diversi orpelli burocratici – come modalità di acquisto dei biglietti ed anche sistemi contestati quali la “tessera del tifoso” - rendono difficile l’accedere allo stadio, quando al contrario l’acquisto di una partita in pay per view è di una facilità disarmante e senza alcun tipo di ostacolo.
Una delle soluzioni è senz’altro rappresentata dallo stadio di proprietà, ma – al di là di fattori estetici e di zone di costruzione – in qual modo si può far sì che tutti i tifosi della Roma siano motivati dall’andare allo stadio piuttosto che assistere al match in televisione?
Si deve iniziare da una considerazione: i tifosi non sono tutti uguali.
I più giovani, solitamente, vogliono andare in una zona dove si possa assistere alla partita in piedi e ove si possa sostenere la squadre coralmente e coreograficamente.
Poi vi sono altri tifosi – più in là con gli anni – che preferiscono assistere alla partita comodamente seduti in Tribuna, al proprio seggiolino numerato.
Altri ancora, con minori capacità economiche, seggono in settori popolari diversi da quelli del tifo più caldo, che comunque apprezzano.
Questo per dire che lo stadio deve essere concepito, nelle sue divisioni, in base alle diverse passionalità: un ragazzo che vuole assistere alla partita in piedi sarà demotivato se lo si obbliga a stare seduto.
Attualmente l’intera Curva Sud assiste a tutte le partite in piedi sui seggiolini, così come accade nella rigorosa Inghilterra, dove non v’è stato modo di far sì che i tifosi più caldi sedessero, tanto che è nato un movimento di opinione (“Stand Up Sit Down”) che propugna il ritorno alle terraces.

Voi assistereste a un concerto punk seduti su dei seggiolini numerati? O, al contrario, vi farebbe piacere se la nona di Beethoven vi venisse proposta mentre siete tutti in piedi ed accalcati sotto il palco? La risposta non può che essere no, in entrambi i casi.
Il tifoso deve avere ciò che vuole, ed in Germania lo hanno capito.
Gli stadi tedeschi sono bellissimi, concepiti per i tifosi e prevedono, tra le varie cose, che le curve di casa siano delle standing areas, costruire secondo meccanismi di sicurezza attualizzati ai giorni d’oggi.
Per ovviare ai regolamenti dell’UEFA che, in modo un po’ miope, prevede che le competizioni continentali vengano disputate in all seater stadiums, mostrando una certa cecità nel non constatare che comunque i tifosi più appassionati seguono la partita in piedi sui seggiolini, le società tedesche hanno adottato dei seggiolini rimuovibili: il campionato tedesco si gioca senza quei seggiolini, le competizioni europee con (e con i tifosi che ci salgono sopra).
Naturalmente ciò vale solo per la Curva Sud, il cui tifoso, acquistando un biglietto, già sa che vedrà in piedi la partita, perché lo vuole.
Per gli altri settori, ove i tifosi vogliono assistere alle partite seduti, il problema ovviamente non si pone.
E’ solo necessario che vengano proposti mini settori per i diversamente abili, in ogni zona dello stadio e che vi sia un settore famiglie che sia dotato di quei confort che attirano i bambini allo stadio: per altro, purtroppo, la continua fissazione di partite in notturna va a svilire grandemente il concetto delle “famiglie allo stadio”, visto che è di tutta evidenza come i bimbi non possano permettersi di far troppo tardi la sera, sia per ragioni di sonno, che climatiche.
Inoltre MyROMA suggerisce alla AS ROMA di rendere il settore famiglie un settore "No Smoking", per il rispetto della salute dei nostri piccoli romanisti.
Può anche essere utile pensare a un settore di stadio “neutro” e separato dagli altri, solitamente collocato nella parte più costosa: per neutro si intende quello ove si possa assistere alla partita anche insieme al tifoso avversario o se si è tifosi di altre squadre.
Collocare un tifoso appassionato che magari non vuole assistere alla partita dal settore ospiti in altri settori “di casa” può essere pericoloso per l’ordine pubblico o comunque costringere il tifoso a non ostentare i simboli della propria squadra.
Il fatto che la costruzione di un nuovo stadio preveda l’elaborazione di un piano più complessivo inerente a parcheggi, vie di accesso, aree di ristorazione e via dicendo ci esime dal suggerire cose perfino ovvie. Si chiede anche di pensare, in ordine ai parcheggi, alla collocazione delle autovetture dei tifosi ospiti, con accesso separato.
Oltre a ciò, è anche logico pensare che all’interno dello Stadio vi sia un’area dedicata – oltre che ai negozi ufficiali – anche alla Storia della Roma: uno spazio museale da arricchire con ciò che i collezionisti hanno messo da parte nel corso degli anni, visto che le altre dirigenze non ci hanno mai pensato né hanno mai tenuto in debito conto la storia del club.
Quali servizi, oltre a ciò che è intuibile, potrebbero essere estremamente comode delle cassette per potere riporre gli acquisti effettuati, o gli oggetti cui dovesse essere inibito l’ingresso: non è infrequente vedere tifosi stranieri che non sanno dove lasciare l’ombrello.
Per finire, la capienza.

I dati di affluenza attuali allo Stadio Olimpico possono indurre in errore e far pensare che uno stadio da 45mila posti sia sufficiente: questo può valere per qualche altra squadra che gioca a Roma, non per l’A.S. Roma. I tifosi sono attualmente demotivati dall’andare all’Olimpico e la costruzione di un nuovo stadio sarà motivo di grandissimo richiamo. Il tifoso della Roma è estremamente affezionato e, se incentivato, tornerà di nuovo ad affollare qualsiasi luogo ove la Roma giochi.
Per questo, come MyROMA, riteniamo che la capienza corretta per evitare spiacevoli esclusioni nella augurata ipotesi di una scalata ai vertici del calcio della nostra società sia di 60mila spettatori.
MyROMA ritiene che queste impressioni possano essere utili per far sì che l’A.S. Roma sia sempre più vicina ai suoi tifosi, così come i tifosi sono da sempre vicini all’A.S. Roma.
MyROMA augura a tutti i dipendenti AS Roma un felice e sereno Natale.

 

Esponi questo banner e partecipa alla nostra campagna di sensibilizzazione:

Pubblicato in Per la Tradizione
MyROMA CF: 97606210587 | Copyright MyROMA